La Galleria

 

Arlecchino a Soho

Collezione Mietto , Miami

Il Bacio

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Glam Rock

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Violet Duel

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Terrazza

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Rosso Rosa

in esposizione a Shanghai

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L'Ombra

in esposizione a Shanghai

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Texas

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Obliquità

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love me

28x22

 

Abbraccio

28x22

 

Il video che ha partecipato al WordArtVision di Cancun è visibile su you tube

 

Altre opere sono visibili sul sito www.galleriamentana.it

 

FROM ZERO

 

Quando ho visto per la prima volta il cortile della Bicchieraia ad Arezzo ho percepito immediatamente uno impulso ad agire su quello spazio chiuso ma nello stesso tempo aperto a nuove suggestioni.
Forse la vicinanza del piccolo teatro , chissà ? Ma il mio "arlecchino" poteva collocarsi perfettamente in quello spazio , Poteva riempirlo, mascherarlo, interpretarlo …..

Soprattutto mi ha colpito il profilo di un grande scudo inserito nel centro della corte che subito ho immaginato completato a losanghe arlecchinesche ,ma in fondo simile anche a quello di un antico cavaliere medioevale ,losanghe realizzate con terre o sabbie colorate ma oggi forse d'altro: polvere di vetro ,sassi colorati, frammenti di legno dipinti ,acqua ,specchi ,carte di giornale ……….

Questo prima dell'11 settembre 2001 la data che vedeva il crollo di un mito, una data di morte , sangue e tanto sgomento ma dove le macerie non hanno visto bandiere bianche di resa tutt'altro con la certezza che dai frantumi e dalla polvere del mito distrutto si sarebbe eretto un nuovo mito di un futuro più forte e deciso più consapevole delle proprie ragioni e conquiste.

L'emozione di questo avvenimento impensabile e straordinario nella sua tragicità , mi ha suggestionato la mente con l'idea di ripensare alle torri in frammenti di specchio scuro (riflesso di un umanità attonita) squarciate ,la dove erano state ferite mortalmente dagli aerei kamikaze, dall'affacciarsi delle maschere irriverenti di un antico e sulfureo Arlecchino riemerso dal lontano medioevo dell'anima.
Questa immagine prepotente fissa nella mia mente è andata a collocarsi su quello scudo della corte della Bicchieraia ergendosi sui colori polverosi della vita, per non dimenticare ma soprattutto per sconfiggere ancora una volta il "diavolo" delle menti che ottiene sempre solo esili vittorie ed è destinato ad una perenne sconfitta.
le torri sono crollate fisicamente ma rimangono intatte in tutti quei cuori che sanno e vogliono affrontare e costruire il futuro con determinata fiducia nell'umanità.

Arezzo è una città di torri.
Arezzo è una città che sa guardare al futuro e Piero della Francesca con la sua rivoluzione prospettica ne è dimostrazione
Arezzo è la città dell'arte e dell'industria orafa

Il personaggio/maschera di Arlecchino si è trasformato nel tempo da maschera medioevale con sfumature diaboliche in simbolo di un umanità che sa affrontare il costante conflitto per la propria sopravvivenza con sano buon senso non privo di umorismo e ironia .
L'architetto nippoamericano Yamasaki che ha progettato le Twin Towers ,le ha immaginate come "……… la rappresentazione vivente della fede dell'uomo nell'Umanità ,del suo bisogno di dignità individuale ,della sua fiducia nella cooperazione e, tramite quest'ultima , della sua capacità di trovare la grandezza"
Il successo internazionale e secolare di Arlecchino, come "prima" maschera della cultura occidentale si deve a quel carattere rappresentativo della maschera che si sposa incredibilmente con la simbologia data, dal loro creatore , alle Twin Towers.

Foto realizzata da Cesarina Riso

Arezzo città antica di torri e oro ma anche di sfide .
Piero della Francesca rivoluziona l'arte con la visione prospettica del mondo e apre al Rinascimento , ai nuovi mondi ,ad un futuro in quel momento impensabile ma non soltanto ,perché proprio negli affreschi di San Francesco ,l'artista interpreta la preoccupazione della cristianità per l' avanzata dei Turchi e con loro della cultura islamica.

Arezzo, anche per questo, luogo ideale per riconfermare l'orgoglio di una civiltà ,che colpita, riesce a trovare nei suoi preziosi valori di libertà la capacità di costruire un domani più luminoso.

Torri d'oro (Arezzo) squarciate da maschere in disfacimento (riproduzioni di suggestioni fotografiche che si ritrovano nel momento in cui i kamikaze hanno colpito) Arlecchino medioevale.
Le torri saranno realizzate in specchi giallo oro(il futuro) ed edificate nello scudo al centro del cortile ridisegnato a losanghe ,così come la veste di Arlecchino, interpretandone il colore con giornali quotidiani , terre ,sabbie ,cascami di vetro ,sassi ,vari materiali edili (la realtà che si riflette nel futuro per ricostruirlo)

Le pareti bianche del cortile come una sorta di tiro incrociato di visioni , memorie ,sensazioni saranno schermo di un video costante con un mixer di immagini del disastro,del fumo che si trasforma in maschere indefinite e poi via via definite per tornare fumo colorandosi per prendere la forma di losanga e poi (forse )delinearsi in un Arlecchino preciso ed animato e …. con le Twin Towers integre e splendenti………… .

Un Arlecchino attonito siede in un angolo del cortile ,ancora una volta involontario testimone di un tragico mutamento epocale ,ma testimone anche della speranza e del coraggio di affrontare nuove sfide.
Arlecchino ci rappresenta.