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Pagina adibita ad ospitare gli amici che volessero soggiornarvi con i loro scritti e comunicazioni, senza alcuna censura

FIRENZE 1221 EDITION
L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, tempio sacro delle fragranze e della
cultura erboristica, ritenuta la farmacia storica più antica d’Europa, compie ottocento anni. Per
celebrare il suo heritage, l’Officina lancia Firenze 1221 Edition, un’edizione speciale di sette
fragranze iconiche più un’inedita.
L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, nell’800esimo anno dalla sua nascita crea
la special edition Firenze 1221. Un tributo per festeggiare una storia irripetibile, legata a doppio filo
con la sua città di fondazione ma che affascina un pubblico cosmopolita.
Acqua della Regina, Pot Pourri, Melograno, Fresia, Angeli di Firenze, Tabacco Toscano, Rosa
Novella, sono le fragranze inserite in collezione. Alla Rosa Gardenia è dedicata invece la nuova
profumazione.
Firenze 1221 Edition è stata progettata per rispettare il patrimonio iconico dell’azienda e al
contempo apportare miglioramenti tecnici ideali, senza comprometterne il dna.
Gli albori
Il 1221 è l’anno della fondazione di quella che diverrà l’Officina: il merito va ad una piccola comunità
di frati domenicani, giunti da Bologna, e che trovano a Firenze una nuova dimora. Il terreno a loro
assegnato, nell’area dove sorge la Chiesa di Santa Maria delle Vigne, è fuori dalla cerchia della città
antica, ed è ancora considerato campagna, da cui la presenza di “vigne”. In questo contesto bucolico,
i domenicani coltivano, nell’orto adiacente al chiostro di quella che sarà poi Santa Maria Novella,
alcune erbe officinali. Servono per creare pomate, ungenti, elisir a scopi curativi per la loro comunità.
Ecco da dove nasce tutto. Quel lontano Medioevo dove erboristeria, medicina e magia si fondevano
in un unicum che mischiava scienza e saggezza popolare, si congiunge oggi al presente, attraverso
otto secoli di storia. Secoli ricchi di avvenimenti, guerre, vittorie, re e regine, progressi scientifici e
medici. Non è un caso forse se oggi ci troviamo a vivere un’era in cui il potere curativo dell’arte
speziale si è confermato prezioso alleato alla vita odierna. L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa
Maria Novella col suo secolare heritage è la summa di questa filosofia. Una fulgida, eterna,
testimonianza dell’antico e lento sapere dei frati, secondo i quali nella natura risiedono bellezza e
cura. Ed ecco spiegato il fascino di quest’istituzione, basata su principi intramontabili: rispetto della
natura, grazia, unicità e tradizione. E su un savoir faire antico che, in virtù della sua radice così
“essenziale”, è tutt’oggi contemporaneo.
Qualcosa è cambiato...
Firenze 1221 Edition è un omaggio a questa storia, e include anche una piccola remise en forme: un
gesto dovuto, che simboleggia sia un ritorno alle tradizioni, sia un rinnovamento che sposa esigenze
più contemporanee. E qualche cambiamento, i fedelissimi dell’Officina lo noteranno. Sottili
sfumature, piccole accortezze: quello messo in atto per le celebrazioni è un silenzioso make up, come
si addice ad una vera signora che compie otto secoli di profumata carriera. Le bottiglie delle Eau de
Cologne storicamente ad opera delle rinomate vetrerie Luigi Bormioli, tornano ad essere trasparenti
e non più satinate, per permettere di ammirare il profumo nella sua “nudità”. La sinuosità del flacone
rispetta la silhouette originale delle Acque di Colonia, così come il monogramma a rilievo, tutt’ora
presente. Il flacone da 100 ml viene oggi accompagnato anche da una versione da 50 ml, ideale da
mettere in borsa, indispensabile per viaggiare in aereo. Ma forse la particolarità che si noterà di più è
l’introduzione, per la prima volta nella storia dell’Officina, di una spray pump a pressione, che
sostituisce la “splash” bottle. In particolare questa è una “clarity” pump, è cioè così invisibile da non
alterare ad occhio nudo la purezza del prodotto. Anche l’iconico tappo, dalle piacevoli rotondità e
con logo inciso, ha una nuova “caratura” ed è realizzato in Zamac, in veste oro e lucente. Si aggiorna
anche il “vestito” delle Acque di Colonia: dalla serigrafia su vetro si è tornati ad una etichetta
stampata, nata rielaborando le storiche grafiche del brand. Il risultato è un’etichetta raffinata, che
includa la simbologia cara al marchio fiorentino. Come l’etichetta, anche il packaging è nuovo,
realizzato in carta Fedrigoni, una delle cartiere più storiche d’Europa. La carta selezionata è certificata
FSC, un segno di rispetto per l’ambiente, come si addice a uno storico marchio che ama la natura e
ne celebra le proprietà e le profumazioni da secoli e secoli.
Cenni storici
Lo sviluppo dell’Officina Profumo- Farmaceutica di Santa Maria Novella è intimamente connesso
alla storia di Firenze: tra il 1332-34 un ricco mercante, curato dai frati coi loro unguenti e
medicamenti, decide di omaggiarli con la costruzione di una Cappella dedicata a San Niccolò,
tutt’oggi visibile, nella sala grande adibita alle vendite della storica sede in via della Scala. Nel 1381,
dopo decenni di peste, si scoprono i poteri benefici delle acque profumate, usate per sanificare
ambienti, indumenti e persone: i frati producono già l’Acqua di Rose. Ma è nel 1533, in pieno e
rigoglioso Rinascimento, che il nome dell’Officina acquisisce uno status internazionale. Tutto grazie
alla famosa Caterina de’ Medici, che va in sposa al futuro re di Francia, Enrico II di Valois. Alla corte
francese, Caterina porta con sé una fragranza creata su consiglio del profumiere di corte, Renato
Bianco, poi noto con l’appellativo di René le Florentin, uomo d’olfatto che ben conosceva i gusti
della mecenate. L’Acqua della Regina era così nata: conquistò il cuore, e il naso, della corte di
Francia, grazie alle sue soffuse e regali note di agrumi. Nel 1542 l’antica farmacia viene aperta al
pubblico, gestita da un farmacista laico, ed è solo nel 1612 che prende il nome di Officina Profumo-
Farmaceutica di Santa Maria Novella, così come lo conosciamo oggi...

 

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La personale di Carlo Galfione "Le vite degli altri" a cura di Federica Giallombardo è la nuova mostra negli spazi di Riccardo Costantini Contemporary.
Pitture di straordinaria qualità tecnica, realizzate su tessuto o carta da parati, dove i soggetti sono "le vite degli altri" ovvero immagini trovate dall'artista sui social.

[...] La tappezzeria nelle opere di Carlo Galfione (Pinerolo, 1969) circonda e assorbe Le vite degli altri. Non avviene in una maniera sempre narrativamente coesa, anzi: vi è una vibrante lacerazione tra storia e racconto, tra tessuto e pittura, che libera la materia dalla sua canonica e convenzionale funzione e che rappresenta uno spaccato di esistenze e di ecosistemi lontani se non agli antipodi da quello che le pareti hanno circoscritto per secoli. Il fascino nella poetica di Galfione risiede proprio nell'amalgamazione dei contrasti (sociali, economici, ambientali, estetici) grazie a un sapiente tratto pittorico che invece è un punto di incontro coerente e nobilitante; i soggetti umani vengono offuscati od obliati come un residuo di memoria che si intreccia con la trama delle decorazioni; il paesaggio invece assimila le textures lasciandole trasparire in controluce come un ordito sotteso tra artificio e natura.
Interno ed esterno coabitano grazie a patterns più o meno evidenti, immedesimandosi reciprocamente. Da qui l'idea di attingere da fotografie e immagini di ricordi altrui incorniciandole in una sorta di patchwork di reminiscenze; ovvero, la memoria dell'artista si riconosce in quella di persone sconosciute e contesti non vissuti direttamente poiché imprime in sé figure e colori, trasformando il ricordo d'esperienza in ricordo d'immagine. Si entra nelle vite degli altri con delicatezza, scucendo appena il textus dell'esistenza, appropriandosi di momenti che non rimangono a lungo propri del mittente ma che presto diventano altro appartenente al destinatario-artista (e che l'osservatore arricchisce ulteriormente subito dopo). Vite comuni, nelle quali si riscontrano scene e immagini condivisibili perché squisitamente umane, colme di potenziale di perfettibilità che soltanto il dipinto può sprigionare - perché la realtà è scompaginata e strappata proprio come i frammenti di tessuti e carte da parati. Trarre soggetti estraendoli e convertendoli da un bagaglio personale a un patrimonio artistico comune: un passaggio di testimone che si riversa nelle opere di Galfione esprimendo di conseguenza, con mimesi amalgamata e mai ostentatrice delle sue qualità, il patrimonio storico della pittura di paesaggio e della ritrattistica.
Federica Maria Giallombardo

22 giugno - 11 settembre (agosto chiuso)

Orari: dal martedì a sabato ore 11.00 - 19.30. Lunedì e domenica chiuso

Sede: Galleria Riccardo Costantini Contemporary
http://riccardocostantini65@gmail.com
t. +39 011 8141099 | +39 348 6703677


"Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, Storia di un'eccellenza italiana". È uscito il libro dedicato alla storia e all'importanza dello stabilimento fiorentino
Il libro è edito da Apice Libri ed è a cura del Colonnello Antonio Medica, del Primo Luogotenente Camillo Borzacchiello e del Dott. Matteo Cecchi

Coll.Antonio Medica
Dagli albori dello stato italiano ad oggi, dall'intervento dopo le calamità naturali alle emergenze sanitarie odierne, nei contesti di guerra e di pace. L'officina farmaceutica dello Stato italiano si racconta. Il nuovo libro a firma del Colonnello Antonio Medica, del Primo Luogotenente Camillo Borzacchiello, dal Dott. Matteo Cecchi illustra la genesi, il trasferimento, lo sviluppo, le attività, l'importanza dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare. Ripercorre anche il profondo legame con la città Firenze, legame che si è visto soprattutto nel momento del bisogno, come dopo la tragedia dell'alluvione del 1966. Una lunga storia che rende lo stabilimento di via Reginaldo Giuliani un'eccellenza fiorentina apprezzata a livello italiano e internazionale. Una storia che merita di essere conosciuta e riconosciuta.
Il libro "Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, Storia di un'eccellenza italiana" è impreziosito, inoltre, dalla presentazione a cura del Sindaco di Firenze Dario Nardella, del Direttore Generale dell'Agenzia Industrie Difesa Nicola Latorre e di Nicola Sebastiani, Ispettore Generale di Sanità Militare e dalla postfazione redatta dalla nipote de "il Padre del Chinino di Stato" Dott.ssa Emma Martinotti.
La prima presentazione ufficiale del libro, edito da Apice Libri, sarà online venerdì 26 febbraio. L'evento rientra in una serie di appuntamenti dedicati alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare. Il Farmaceutico Militare è una realtà sempre in prima linea per tutte le emergenze, sia straordinarie, come dopo i terremoti del Friuli e dell'Irpinia, sia quotidiane. E le emergenze di oggi sono sì la lotta al Coronavirus, alla quale il Farmaceutico sta contribuendo attivamente fin dai primi mesi, ma anche le malattie rare. È proprio in questo campo che lo Stabilimento si è dimostrato oltremodo presente garantendo a molte persone la continuità terapeutica, grazie alla produzione e alla consegna di farmaci orfani come Niaprazina - Mexiletina - Tiopronina - D-Penicillamina. E la tempestività nell'assunzione di questi farmaci può fare la differenza.
Proprio per rimarcare l'impegno nel garantire la continuità terapeutica, domenica 28 febbraio, in occasione proprio della XIV Giornata Internazionale delle Malattie Rare, lo stabilimento di via Reginaldo Giuliani sarà illuminato. L'illuminazione è fornita dalla ditta fiorentina SILFI S.P.A. con il Patrocinio del Comune di Firenze. Collabora all'iniziativa anche Teleidea Impianti.



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Il Nodo del 1 gennaio 2021
Un'intreccio storico irrisolto nel '900 condiziona la sinistra e il Paese
UNA "RIVOLUZIONE" PER LA REPUBBLICA
Restituire ruolo all'Alta dirigenza dello Stato e qualificare la Capacità amministrativa.
Dopo la privatizzazione del "Parlamento dei nominati" ora la privatizzazione dell'Esecutivo.
Dalla "repubblica" alla Signoria.
di Stefano Carluccio

Prima che si concluda questo primo giorno del nuovo anno, mi permetto di condividere la consapevolezza di un intreccio storico che è divenuto col tempo un nodo che ancora non è stato sciolto. Un nodo storico che stringe ancora in una morsa l'attualità della situazione in Italia.
Non ritengo, come con insipienza spesso viene evitata la prova che la storia ci presenta nell'oggi, "passatismo" o "reducismo" - o semplice nostalgia - ciò che in essa ancora suscita al contempo speranza e spirito polemico, in una miscela che non si può liquidare per l' evidenza empirica di quanto quella prova sia il nodo che stringe alla gola chi abbia sensibilità politica e il suo vigore nell'attualità odierna del Paese.
Nel nuovo anno che con oggi inizia, si intrecciano la nascita (1891) e la scomparsa (il 1 gennaio del 1980) di Pietro Nenni, repubblicano e socialista, Padre della Repubblica (Claudio Martelli, Avanti! n.2 giugno 2020) e della stagione del boom economico, leader del riformismo del centro sinistra; la fine del tempo a disposizione per il memoriale dei venti anni della scomparsa di Craxi che l'emergenza pandemica non ha permesso di utilizzare per una riflessione sul suo destino - più che di celebrare la sua figura - come tema prioritario e "annodato", nella storia di questi 20 anni, alle ragioni del collasso odierno della società e delle istituzioni politiche; il centenario della scissione dei comunisti dal Psi e la nascita del partito sovietico in Italia che con Nenni e Craxi, lungo tutto il Novecento, si è "annodato" in una lotta politica il cui l'esito paradossale ha lasciato a posteriori le macerie (sociali, politiche e istituzionali) tra cui ci aggiriamo.
Questo nodo non esaurisce la storia e l'attualità italiana, ma le condiziona senza scampo.
Propongo in proposito la testimonianza di Bettino Craxi su Pietro Nenni (da "1891-1991, l'Italia di Pietro Nenni) invitando a porre attenzione al punto in cui "di fronte al malessere diffuso nella società per il cattivo funzionamento dello Stato (i socialisti..) indicano un orizzonte di una grande Riforma per la quale tutto è maturo salvo la consapevolezza di una buona parte della classe politica che tiene ancora alto uno scudo conservatore".
Un nodo che ha dimostrato di non poter essere sciolto. E che dunque occorre tagliare.
Di qui la mia personale convinzione, riprendendo anche l'ispirazione repubblicana del socialista Pietro Nenni, di una "rivoluzione per la Repubblica", una radicale ristrutturazione e recupero dell'architettura repubblicana demolita in oltre 20 anni, sia nella sostanza (nella sottomissione alla magistratura della rappresentanza politica e con la conseguente privatizzazione del Parlamento dei "nominati") sia nella sua dinamica formale, con l'evidente squilibrio tra Esecutivo e Legislativo con il conseguente scivolamento dalla "repubblica" alla "signoria" un po' ovunque: iniziato dai partiti negli anni '90 ora si estende ai municipi nelle prossime elezioni.
All'ordine del giorno è la ricostruzione delle istituzioni politiche come condizione per la ricostruzione economica e sociale dopo la Pandemia.
L'obiettivo di riqualificare la "capacità amministrativa" e la strategia dei progetti di ricostruzione, riunisce la questione politica e la questione sociale oggi inscindibili e non più alternative come ritenevano, in opposizione tra loro repubblicani e socialisti nel Risorgmento e dopo l'Unità. In questo c'è un progresso in entrambe le tradizioni come Nenni ( e carlo Rosselli) aveva perfettamente chiaro: "Politique d'abord", la "repubblica" è il contenuto di ogni vertenza sociale, la misura del suo successo permanente. Senza istituzioni politiche non c'è possibilità di azione politica, nè di veri partiti.
Ora l'ultimo passo è quello verso la "privatizzazione dello Stato" tout court, con l' esternalizzazione dei compiti dell'Alta Burocrazia della Pubblica amministrazione a "comitati" che emarginano il Capitale umano di elevata qualità che lo Stato ha formato e di cui dispone.
Appunto così scivolando dalla "repubblica" alla "signoria", esattamente con le medesime dinamiche (anche finanziarie) di secoli orsono.

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Samuele Ceruti, MD
Medico Ospedaliero - Servizio di Medicina Intensiva Medico d’Urgenza - Croce Verde Lugano
Specialista FMH in Medicina Intensiva
Specialista FMH in Medicina Interna
Specialista SSMUS in Medicina d’Urgenza
Specialista SGUM in Ecografia d’urgenza (POCUS)


Cari colleghi e colleghe, cari amici ed amiche,
dopo una iniziale ritrosia nel voler scrivere delle considerazioni ovvie e logiche basate sulla realtà dei fatti, dei dati e delle statistiche che qualsiasi esperto del settore potrebbe trovare - e che qua verranno citati con le opportune referenze così che chiunque possa controllare e verificare - mi sono deciso a mettere per iscritto questi pensieri in base al “principio di autorità”. Il mio ruolo di Medico, di Medico Ospedaliero in Terapia Intensiva e le esperienze maturate sul campo in oltre 15 anni di esperienza (non ultima la Terapia Intensiva di Ginevra, la Terapia Intensiva dell’Ospedale Universitario più grande d’Europa), alla luce del panico generale e dell’evoluzione attuale in merito all’infezione da Coronavirus, mi obbligano a dover intervenire.
So bene che con alcuni di voi mi sono già confrontato sul tema e sono molto confortato dall’idea che la gran parte di voi é a conoscenza degli stessi dati (attuali e passati) per cui vive la quotidianità senza comprendere come mai ci sia questa distanza siderale con la realtà dei fatti. Ideologico é colui che pensa “la mia idea é giusta, é la realtà che é sbagliata” - e tanti di noi vedono quotidianamente nel proprio vissuto professionale tale comportamento offensivo della logica più elementare. Qui si ha l’impressione che - per motivi non sempre ben chiari ed evidenti - l’ideologia abbia preso il sopravvento, staccandosi completamente dalla realtà dei fatti, dalla verità delle cose.
Se in un mondo sano e rispettoso della Logica Aristotelica basterebbe la parola di un esperto, o di come si dovrebbe dire “di uno che ha Autorità”, affinché tutti si fidino si comportino secondo quando dichiarato dall’esperto del settore, nella mentalità di oggi non basta la semplice presenza ed Autorità della persona, ma viene richiesto di fornire dati concreti, cifre ed evidenze che anche io fornirò, non tanto per scendere a patti con un mondo che non crede nel semplice Principio di Autorità, ma perché tali cifre, fatti ed evidenze possano permettere a tutti di fare i giusti distinguo rispetto a quelle persone che, pur avendo Autorità, sembra che stiano commettendo gravi errori di valutazione e stanno fuorviando un’intera Società.
Bellinzona, 8 marzo 2020
(dati aggiornati al 12 marzo 2020)

I documenti principali da cui traggo spunto per questa riflessione sono disponibili a tutti gli esperti del settore e sono facilmente verificabili; rimane sempre quel giusto atteggiamento di prudenza per cui - qualora le cose dovessero cambiare - anche le seguenti valutazioni sarebbero da rivedere. Rimane però quell’esperienza che ci ricorda come con le cifre che abbiamo già in mano appare estremamente improbabile che la situazione possa mutare. Se si vuole appunto verificare di persona, oltre ai link che di volta in volta verranno evidenziati, si può accedere alle seguenti pagine:
- Istituto Superiore di Sanità italiano: http://www.iss.it/en/comunicati-stampa - Centro Controllo Mondiale (CDC) delle malattie: www.cdc.gov
- UpToDate (accesso controllato): www.uptodate.com
- New England Journal of Medicine: www.nejm.org
Esistono poi ulteriori dati anche nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sul JAMA e dal CNR italiano; tutti documenti accessibili e soprattutto tutti documenti ufficiali, emessi da quegli enti che attualmente hanno un compito ufficialmente riconosciuto di raccogliere ed analizzare i dati.
1. Definizioni:
L’uso delle definizioni é fondamentale per comprendersi, perché spesso é sull’ambiguità di linguaggio che si basano molte incomprensioni e discussioni; ancora: é con un uso sapientemente malevolo del linguaggio e delle definizioni, che si portano avanti le rivoluzioni. Quindi é importante usare un linguaggio il più possibile univoco e condiviso, per potersi al meglio comprendere.
• Influenza: é una malattia ben precisa, provocata da un virus ben preciso, che appartiene alla classe degli Orthomixoviridae1 . Come tanti virus, é un virus che muta nel tempo, e provoca sia sindromi para-influenzali che la vera e propria influenza2. L’influenza é una malattia caratterizzata da febbre, sintomi respiratori delle vie aeree superiori (raffreddore, starnuti, sinusiti, ecc...), sintomi respiratori delle vie aeree inferiori (tosse, catarro, difficoltà a respirare di vario grado), brividi e mialgie diffuse3. Tutti questi sintomi - anche se in misura variabile come presentazione e come gravità - definiscono l’influenza. La vera influenza. Che può arrivare - come vedremo dopo - a tassi di mortalità elevati anche nella popolazione giovane e primariamente sana4.
• Para-influenza: é una malattia differente dal punto di vista clinico rispetto alla Influenza, perché non presenta tutti i sintomi che sono presenti nella influenza, sintomi che generalmente hanno un decorso meno intenso e più favorevole rispetto alla Influenza5. La para-influenza può ad esempio manifestarsi con un po’ di febbre, tosse e mialgie, oppure febbre, tosse e catarro, oppure
raffreddore,sinusiteemialgie,ecc..6.
1 American Academy of Pediatrics. Influenza. In: Red Book: 2018 Report of the Committee on Infectious Diseases, 31st ed, Kimberlin DW, Brady MT, Jackson MA, Long SS (Eds), American Academy of Pediatrics, Itasca, IL 2018. p.476
2 Centers for Disease Control and Prevention. Elevated influenza activity: Influenza B/Victoria and A(H1N1)pdm09 viruses are the predominant viruses. https://emergency.cdc.gov/han/han00425.asp?deliveryName=USCDC_7_3-DM16978 (Accessed on January 14, 2020)
3 https://www.uptodate.com/contents/clinical-manifestations-of-seasonal-influenza-in-adults? search=influenza&topicRef=7006&source=related_link
4 Shrestha SS, Swerdlow DL, Borse RH, et al. Estimating the burden of 2009 pandemic influenza A (H1N1) in the United States (April 2009-April 2010). Clin Infect Dis 2011; 52 Suppl 1:S75.
5 Russell E, Ison MG. Parainfluenza Virus in the Hospitalized Adult. Clin Infect Dis 2017; 65:1570.
Dr.med.SamueleCeruti
v 1.4 - 12 marzo2020 2/22

La sindromepara-influenzale può essere provocata da numerosissimi virus; dato che: a) i sintomi clinici sono esattamente sovrapponibili e b) non esiste una terapia specifica, generalmente ad oggi si definisce come “sindrome” (cioé un insieme di sintomi che possono essere provocati da cause differenti) e si tratta con farmaci sintomatici, mentre in casi più severi o per scopi epidemiologici si esegue uno striscio/tampone nasale e faringeo che permette di definire con chiarezza quale sia l’origine del virus. Nel kit dello striscio nasale generalmente si cercano “a batteria” (cioè tutti assieme): influenza A, B e C, Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), Parainfluenza 1 e 2, Coronavirus (generalmente 3 o 4 ceppi specifici), Adenovirus, Enterovirus, Rhinovirus, ecc... L’anno scorso, nella nostra piccola Terapia Intensiva, proprio con questi kit a scopo epidemiologico, abbiamo trovato 4 casi di Coronavirus in pazienti intubati, ai quali di conseguenza é stato tolto l’isolamento preventivo e che sono usciti tutti vivi dalla Terapia Intensiva.
• Infezione: un individuo si definisce “infetto” quando ha in sé il germe (batterio, virus, fungo, ecc...); si definisce tale dopo ricerca mediante analisi batteriologica o strisci appositi. Essere infetti non vuol dire essere malati, perché la malattia é definita dalla presenta di una infezione da parte di un certo germe che provoca un danno nell’organismo, che reagisce con dei segni e dei sintomi specifici.
• Virulenza: é l’aggressività di un certo germe (virus, batterio, fungo, ecc...), cioè la capacità di generare una malattia grave nell’individuo che lo ospita; un germe con alta virulenza farà si che la maggior parte delle persone infette saranno anche malate e farà si che fra le persone malate, molte siano quelle gravi. Al contrario, germi con bassa virulenza, si caratterizzano per un alto tasso di infezione senza malattia e con malattie clinicamente poco severe.
• Virologo: é uno specialista NON clinico, studioso particolarmente dei virus, ma non é sul campo, non tratta i pazienti come invece fanno gli specialisti di Malattie Infettive (per i casi meno gravi) ed i Rianimatori (per i casi più gravi). Il virologo studia i virus e degli agenti del tipo di virus, incluso ma non limitato alla loro tassonomia, alla provocazione di malattia, alla loro coltura ed alla loro genetica ( I virologi non sono dei clinici) . In un esempio di facile comprensione per tutti, é come un esperto di pesci che sa descrivere perfettamente le caratteristiche di ogni specie ittica, ma NON é un ristoratore di pesce, che é sul campo e conosce meglio di chiunque come cucinare e servire quel pesce. In Terapia Intensiva i virologi sono dei consulenti, cioè esprimono le loro conoscenze in merito alle caratteristiche del virus, ma é poi lo specialista clinico - il Rianimatore/Intensivista - che decide come e quanto mettere in pratica quanto consigliato dal virologo. Tale gestione della Terapia Intensiva é nota almeno dagli anni ’90, ed é stato dimostrato ridurre la mortalità globale in Terapia Intensiva, perché il Rianimatore mette assieme come un’arte tutte le informazioni di cui ha bisogno - fra le quali quelle del virologo - ma in proporzione specifica per ogni differente situazione clinica. Un virologo pertanto può esprimersi su un virus, ma non sulle caratteristiche cliniche che questo virus

6 Karron RA, Collins PL. Parainfluenza viruses. In: Fields Virology, 5th ed, Knipe D, Howley P (Eds), Lippincott Williams and W ilkins, Philadelphia 2006. p.1497
7 https://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/V/virulenza.shtml
8 Condit RC. Principi di virologia. In: Knipe dm, Howley PM, editori. Virologia dei campi', volume 1. Lippincott Williams & Wilkins, 2007; pp. 25-58
9 Journal of Virology, June 2009, Vol. 83, No. 11, p. 5296–5308

comporta, perché non ne ha i gradi e le conoscenze adeguate per poterlo fare. Inoltre, sempre rimanendo in una metafora culinaria, così come se andaste a chiedere ad un ristoratore di pesce se preferisce la carne o il pesce, la risposta sarebbe ovvia, é altrettanto ovvio che un virologo (che é specialista del virus e non della gestione clinica olistica del malato) accentui tantissimo le caratteristiche e la terapia sul virus, senza vedere la globalità del problema e la gestione di tutto quello che c’é attorno, partendo dal malato nella sua visione globale fino ad arrivare alla epidemiologia ed ai problemi della società. Per il ristoratore di pesce, il pesce é tutto ed ogni cosa gira attorno ad esso. La realtà, invece é più complessa ed articolata.
2. Le evidenze scientifiche:
Il Coronavirus si conosce da parecchi anni, 10;all’incirca dagli anni ’50 del XX secolo ed é stato meglio studiato negli anni ’60 dello stesso secolo11; é un virus ubiquitario12,13, che ovunque venga cercato viene trovato, e non é un virus stagionale14,15,16. Di nuovo: non é un virus stagionale. Può infettare o provocare malattia durante tutto l’anno, anche se é con la stagione fredda che la sua incidenza aumenta: si va dal 5% di tutte le sindromi para-influenzali durante la stagione calda fino al 25-35% durante la stagione invernale17 . Il virus é noto per mutare ciclicamente; nella storia del virus sono esistiti ceppi più o meno virulenti. Il Coronavirus abitualmente é poco virulento e generalmente almeno il 50% della popolazione infettata non presenta alcun sintomo18 ,19; la mortalità globale per l’attuale Coronavirus - che spesso é asintomatico20 ,21,22 - si attesta attorno all’1-2%; altri studi confermano una mortalità globale per tutti i Coronavirus (escluso l’ultimo attuale)

10 https://www.uptodate.com/contents/Coronaviruses
11 McIntosh K, Dees JH, Becker WB, et al. Recovery in tracheal organ cultures of novel viruses from patients with respiratory di sease. Proc Natl Acad Sci U S A 1967; 57:933
12 Zeng ZQ, Chen DH, Tan WP, et al. Epidemiology and clinical characteristics of human Coronaviruses OC43, 229E, NL63, and HKU1: a study of hospitalized children with acute respiratory tract infection in Guangzhou, China. Eur J Clin Microbiol Infect Dis 2018; 37:363.
13 Hamre D, Procknow JJ. A new virus isolated from the human respiratory tract. Proc Soc Exp Biol Med 1966; 121:190
14 McIntosh K, Kapikian AZ, Turner HC, et al. Seroepidemiologic studies of Coronavirus infection in adults and children. Am J Epidemiol 1970; 91:585.
15 Vabret A, Dina J, Gouarin S, et al. Human (non-severe acute respiratory syndrome) Coronavirus infections in hospitalised children in France. J Paediatr Child Health 2008; 44:176.
16 Gaunt ER, Hardie A, Claas EC, et al. Epidemiology and clinical presentations of the four human Coronaviruses 229E, HKU1, NL63, and OC43 detected over 3 years using a novel multiplex real-time PCR method. J Clin Microbiol 2010; 48:2940.
17 Monto AS. Medical reviews. Coronaviruses. Yale J Biol Med 1974; 47:234
18 Prill MM, Iwane MK, Edwards KM, et al. Human Coronavirus in young children hospitalized for acute respiratory illness and asymptomatic controls. Pediatr Infect Dis J 2012; 31:235
19 Heimdal I, Moe N, Krokstad S, et al. Human Coronavirus in Hospitalized Children With Respiratory Tract Infections: A 9-Year Population-Based Study From Norway. J Infect Dis 2019; 219:1198
20 Rothe C, Schunk M, Sothmann P, et al. Transmission of 2019-nCoV Infection from an Asymptomatic Contact in Germany. N Engl J Med 2020
21 Bai Y, Yao L, Wei T, et al. Presumed Asymptomatic Carrier Transmission of COVID-19. JAMA 2020.
22 Kupferschmidt K. Study claiming new Coronavirus can be transmitted by people without sy mptoms was flawed. Science. February
3,2020.https://www.sciencemag.org/news/2020/ 02/paper-non-symptomatic-patient-transmitting-Coronavirus-wrong (Accessedon February 04, 2020)
attorno al 5-8%23,24 , dove bisogna ricordarsi che tale percentuale é aumentata dal fatto che il virus che ha provocato la SARS (mortalità attorno al 10% dei pazienti sintomatici) e la MERS si trattava di due Coronavirus. Senza questi due casi, la mortalità globale di Coronavirus é attorno al 2-3%, del tutto sovrapponibile ai dati di mortalità attuale.
La variazione ciclica-stagionale del Coronavirus del 2019 (il cosiddetto CoVID-19) non ha generato un virus particolarmente virulento25: la maggior parte delle infezioni rimane asintomatico26 e fra chi si ammala circa l’80% ha pochi sintomi o nessuno, il 14% ha sintomi respiratori richiedenti una valutazione ospedaliera ed eventualmente il ricovero, il 5% richiede un ricovero in Terapia Intensiva27; la mortalità globale si attesta attorno al 2%, anche se probabilmente dato l’alto tasso di portatori asintomatici la vera mortalità é più bassa28 ,29, si stima circa della metà (fra l’1-2%). Quindi i dati sono sovrapponibili agli anni precedenti.
No sintomi/pochi sintomi Ricovero in Reparto Ricovero in ICU

23 Birch CJ, Clothier HJ, Seccull A, et al. Human Coronavirus OC43 causes influenza-like illness in residents and staff of aged-care facilities in Melbourne, Australia. Epidemiol Infect 2005; 133:273
24 Patrick DM, Petric M, Skowronski DM, et al. An Outbreak of Human Coronavirus OC43 Infection and Serological Cross -reactivity with SARS Coronavirus. Can J Infect Dis Med Microbiol 2006; 17:330
25 https://www.uptodate.com/contents/Coronavirus-disease-2019-covid-19
26 Wu Z, McGoogan JM. Characteristics of and Important Lessons From the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Outbreak in China: Summary of a Report of 72 314 Cases From the Chinese Center for Disease Control and Prevention. JAMA 2020.
27 Kui L, Fang YY, Deng Y, et al. Clinical characteristics of novel Coronavirus cases in tertiary hospitals in Hubei Province. Chin Med J (Engl) 2020
28 Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus DIsease 2019 (COVID-2019). February 16-24, 2020. http://www.who.int/ docs/default-source/Coronaviruse/who-china-joint-mission-on-covid-19-final-report.pdf
29 Bajema KL, Oster AM, McGovern OL, et al. Persons Evaluated for 2019 Novel Coronavirus - United States, January 2020. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2020; 69:166.

Se si guarda la distribuzione della mortalità, si nota come questa sia inferiore a quella della Cina30 e non porti a morte le persone sotto ai 60 anni; é noto, anche dai dati emessi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che i morti con Coronavirus presentavano almeno 2-3 co-patologie cardiorespiratorie presistenti31 . A dimostrazione che l’aggressività del virus é bassissima: non si tratta di un virus, come molti hanno scritto, che “risparmia i bambini ed i giovani”, ma di un virus che colpisce tutti, ma data la bassa virulenza, é tale da non provocare malattia o mortalità in chi é altrimenti sano. Non porta a morte nei giovani. Esempio. Immaginiamo di essere delle botti, e che più siamo affetti da patologie croniche, più siamo botti piene di acqua. Il Coronavirus porta a malattia aggiungendo giusto un dito d’acqua alla nostra botte. Cosa succede? Che chi é una botte vuota (cioè non é affetto da patologie croniche pre-esistenti) non ha alcuna conseguenza clinica dall’infezione, mentre invece quelle botti che già precedentemente si trovano piene (cioè cronicamente ammalate) possono scompensare con la presenza del Coronavirus32.
Scompenso é la parola chiave: vuol dire perdere un delicato equilibrio nella fisiologia già alterata
dell’organismo. Si può scompensare a livello cardiaco33, a livello respiratorio34,35 , a livello renale, ecc...

30 http://www.iss.it/en/comunicati-stampa N° 16/2020
31 http://www.iss.it/en/comunicati-stampa N° 15/2020
32 http://www.iss.it/en/comunicati-stampa
33 https://www.uptodate.com/contents/approach-to-diagnosis-and-evaluation-of-acute-decompensated-heart-failure-in-adults? search=cardiac%20decompensation&source=search_result&selectedTitle=1~150&usage_type=default&display_rank=1#H3761618367
34 Sethi S, Murphy TF. Infection in the pathogenesis and course of chronic obstructive pulmonary disease. N Engl J Med 2008; 359:2355.
35 Mohan A, Chandra S, Agarwal D, et al. Prevalence of viral infection detected by PCR and RT-PCR in patients with acute exacerbation of COPD: a systematic review. Respirology 2010; 15:536.

I morti con Coronavirus sono morti perché l’infezione virale - al pari di qualsiasi altra infezione virale o batterica - ha portato a scompensare a livello cardio-respiratorio persone già ammalate ed a rischio di morte in caso di scompenso36 . Il motivo per cui i pazienti con cardiopatia ischemica, ipertensiva e diabete mellito sono più a rischio (fra l’altro più delle patologie croniche respiratorie) é legato ad un danno miocardico importante (non é ad oggi chiaro se si tratti di un danno miocarditico diretto o il risultato di una infiammazione massi va) che si associa al danno dell’interstizio polmonare. L’influenza ed il virus dell’influenza (Orthomixoviridae) invece, oltre a portare a morte le persone già ammalate tramite uno stesso meccanismo, presenta una virulenza ben maggiore: sono ben noti casi di giovani adulti, anche sani, che si ammalano gravemente con polmoniti virali severissime ed un alto tasso di mortalità37 ,38,39. I dati ISTAT sulla mortalità per influenza nel 2019 é stata attorno agli 8’000 casi in Italia40,41; é vero che ad personam il Coronavirus sembrerebbe più mortale (1-2% vs 0.003% della influenza come riferiti dal Centro Controllo Mondiale delle malattie di Atlanta42, ricordandosi che l’influenza può avere anche un andamento più letale43,44), ma la diffusione del virus dell’influenza ogni anno é tale che alla fine il danno sociale per il numero totale dei morti é decisamente maggiore per l’influenza45,46 che per altre malattie47. Tali dati sono anche confermati da esperti epidemiologici del settore (come il prof. Pittet, professore all’HUG ed esperto dell’OMS48).
Se si incrociano i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità49 con i dati forniti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità sulla sopravvivenza media della popolazione in Italia50, si può notare quanto segue: per gli uomini la spettanza media di vita é di 80.5 anni a fronte di una età media di morte per CoVID-19 di 79.9 anni; per le donne la spettanza media di vita é di 84.8 anni a fronte di una età media di morte per CoVID-19 di 83.4 anni. Questo significa che gli uomini che muoiono di infezione da Coronavirus muoiono quando già in
media
36 Sapey E, Stockley RA. COPD exacerbations . 2: aetiology. Thorax 2006; 61:250
37 Thompson WW, Shay DK, Weintraub E, et al. Influenza-associated hospitalizations in the United States. JAMA 2004; 292:1333.
38 Su S, Chaves SS, Perez A, et al. Comparing clinical characteristics between hospitalized adults with laboratory -confirmed influenza A and B virus infection. Clin Infect Dis 2014; 59:252.Dr Samuel Ceruti
39 40
41 42
https://gis.cdc.gov/GRASP/Fluview/PedFluDeath.html http://www.assis.it/dati-istat-sui-decessi-da-influenza/
https://www.istat.it/it/files//2011/02/Lista-indicatori_giu2019.pdf https://www.cdc.gov/flu/about/burden/2017-2018.htm#table1
Presanis AM, Pebody RG, Paterson BJ, et al. Changes in severity of 2009 pandemic A/H1N1 influenza in England: a Bayesian
43evidence synthesis. BMJ 2011; 343:d5408
44 Morens DM, Taubenberger JK. Influenza Cataclysm, 1918. N Engl J Med 2018; 379:2285 45 https://www.epicentro.iss.it/influenza/flunews#vir
46 https://www.cdc.gov/flu/about/season/flu-season.htm
47 https://www.cdc.gov/flu/about/burden/2018-2019.html
48 https://www.letemps.ch/suisse/didier-pittet-covid19-ny-aucune-raison-salarmer? utm_source=linkedin&utm_medium=share&utm_campaign=article
49 http://www.iss.it/en/comunicati-stampa N° 15/2020
50 World Health Organization (2015) - http://www.who.int/bulletin/volumes/86/6/07-043471/en/

tendono a morire (si anticipa la mortalità media di vita di circa 6 mesi); lo stesso vale anche per la popolazione femminile (circa 1 anno e 4 mesi). Se riprendiamo i dati visti prima sulla presenza di almeno 2-3 co-patologie51, ne deriva un dato estremamente chiaro: chi muore é anziano, fra gli anziani muore chi ha più co-patologie cardio/respiratorie52. Ma ancora: chi é sano e chi é giovane non muore di Coronavirus.
0-1 patologia
2 patologie
3 o più patologie
Dr.med.SamueleCeruti
Con CoVID-19 Senza CoVID-19

51 http://www.iss.it/en/comunicati-stampa N° 15/2020

52 Ruan et al, Intensive Care Medicine 2020 v 1.4 - 12 marzo2020 8/22
3. Il problema esiste
:
Dopo tutti questi dati, mi preme sottolineare un punto importante. Il problema dell’infezione da Coronavirus esiste, ma come tutti gli anni. Infetta le persone e porta a morte le persone più deboli e già malate. Come tutti gli anni. Per cui é giusto che si debbano mettere in atto delle misure preventive che cerchino di preservare queste persone, ad esempio: lavarsi le mani, usare i fazzoletti monouso, rispettare le normali regole di igiene personale e collettivo (pulizia dei locali, ecc...), se non si sta bene e si é a contatto con le persone più fragili, ridurre momentaneamente i contatti con loro (e non con le persone che non sono fragili), ecc... Come tutti gli anni.
Quindi, é vero che le persone anziane e già malate devono riguardarsi e stare attente perché sono a rischio di infezione e malattia, con un più alto rischio di morte. Come tutti gli anni. Anche l’anno scorso, anche quello prima, anche quello prima ancora. Tutti gli anni con l’arrivo della stagione fredda (che quest’anno é stata climaticamente ritardata rispetto all’anno scorso) arrivano i virus simil-influenzali e tutti gli anni gli individui più fragili si ammalano. Come tutti gli anni. Generalmente non si eseguono a tappeto gli opportuni esami eziologici53 (cioè di ricerca della causa) perché con l’eccezione dell’influenza A (dove esiste un antivirale specifico), per gli altri casi non esiste una terapia eziologica specifica. Per cui i tamponi generalmente si eseguono a puro scopo epidemiologico, per stimare il tasso di infezioni annuali (fra l’altro abbiamo visto che
53 https://www.uptodate.com/contents/avian-influenza-a-h7n9-epidemiology-clinical-manifestations-and-diagnosis? search=influenza%20mortality&topicRef=7006&source=related_link
Coronavirus generalmente arriva a rappresentare fino al 25-35% delle infezioni respiratorie virali nei periodi di alto tasso di malattia) e per ragioni statistiche. Tutti gli anni. Come tutti gli anni.
C’é un dato estremamente suggestivo - che richiede ancora del tempo per poter essere definitivamente confermato - da analizzare. Sono stati sovrapposti i casi di influenza di ogni anno, settimana per settimana. Generalmente si assiste ad un primo incremento di malattia attorno a fine novembre - inizio dicembre, che poi “esplode” con gennaio e febbraio. Quest’anno - il dato riportato nel grafico é giapponese, ma é sovrapponibile in Cina come nei paesi Occidentali (diagnosticato dal CDC di Atlanta)54,55 - il grande secondo picco di influenza non si é riscontrato, mentre questa volta si é riscontrato il “picco CoVID19”. Come mai?
È importante sottolineare come vengano determinati i tassi di influenza; quando un paziente presenta una sindrome respiratoria (di differente gravità) suggestiva per una infezione non-batterica, nel periodo definito dall’autorità pubblica di epidemia influenzale, ci sono due grandi possibilità in base alla severità di malattia.
• In caso di malattia severa - richiedente ricovero in Terapia Intensiva - viene quasi sempre eseguito uno
striscio un prelievo volto alla ricerca della causa, in particolare dell’Influenza A verso la quale esiste una terapia comprovata (in caso di malattia severa). La ricerca degli altri virus che spesso “accompagnano” l’influenza A non vengono sempre cercati - anche in caso di malattia da ricovero in Terapia Intensiva,
54 https://www.cdc.gov/flu/weekly/weeklyarchives2019-2020/data/senAllregt09.html 55 https://gis.cdc.gov/grasp/fluview/fluportaldashboard.html
perché sono test costosi che non portano ad un “cambio del procedere”, dato che non esiste una terapia eziologica specifica, ma solo una terapia di supporto. Tali test si eseguono per eventuali scopi epidemiologici.
• Quando invece la malattia respiratoria non-batterica é di entità lieve o moderata, non sempre viene ricercata la causa influenzale - perché non determina un cambio di terapia, ma risulta solamente per questioni epidemiologiche, con investimenti economici sostenibili generalmente solamente da Ospedali universitari - ma viene data una “diagnosi probabile” o “diagnosi presunta”, indipendentemente dalla natura eziologica (adenovirus, coronavirus, picornavirus, paramixovirus, ecc...).
Quest’anno, con la ricerca e la possibilità di identificare il Coronavirus CoVID19, l’influenza potrebbe essere così ridotta perché - ripeto essere una ipotesi che sarà da confermare con il passare del tempo nelle prossime settimane - tanti casi che gli anni precedenti sarebbero stati definiti come “influenza” vengono re- incasellati in una diagnosi più corretta di Coronavirus, smascherando una diagnosi presunta ed attribuendo meglio l’eziologia di tale malattia. Risultato: scompare il picco di incremento rapido di influenza, appare il picco di incremento rapido di Coronavirus. Ma - da qua la definizione “é come tutti gli anni” - il sistema appare aggravato da un incremento/picco di natura eziologica differente, ma quanti tati vamente sovrapponibile. Non si chiama influenza - che fa più molti ma meno paura sociale - si chiama CoVID19, che attualmente fa meno morti ma più paura.
La virulenza e la mortalità per Coronavirus non sono preoccupanti (come percentuale totale e come distribuzione per l’età, come abbiamo visto precedentemente); ed abbiamo visto colpire prevalentemente quei pazienti che - in maniera del tutto aspecifica - sarebbero potuti morire anche per un’altra infezione virale, batterica, ecc... Inoltre, l’età media di morte é del tutto sovrapponibile alla sopravvivenza media (per maschi e femmine) che si ha normalmente56. E normalmente si muore proprio a quell’età, perché statisticamente si accumulano un certo numero di patologie per cui con l’invecchiamento degli organi, é a quell’età che una sindrome infettiva respiratoria porta più facilmente a scompenso con scarse capacità di recupero. Come tutti gli anni. Non si deve negare il problema - perché non corrisponderebbe alla realtà; ma bisogna dire e sottolineare che é come tutti gli anni57.
4. Capitolo “Terapia Intensiva”
Un altro dato non corrispondente a realtà é che il Sistema Sanitario Italiano “é al collasso” o frasi ad effetto simili. I dati che circolano (aggiornati al 6 marzo 2020 - in Lombardia 366 casi in ICU rispetto ai 900 posti letto totali)58 mostrano che: a) con l’arrivo delle sindromi influenzali tutte le Terapie Intensive (come tutti gli anni) hanno un aumento del tasso di occupazione letti. Tutte. Per tutte le infezioni respiratorie. Le Terapie Intensive che sono state inizialmente piene (nel contesto dell’infezione da Coronavirus) sono 4: quattro. E fanno più rumore - fra l’altro - perché sono guidate da esperti del settore notoriamente importanti e “di peso”
56 World Health Organization (2015) - http://www.who.int/bulletin/volumes/86/6/07-043471/en/
57 https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6630761183215521792/
58 https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/blob/master/schede-riepilogative/regioni/dpc-covid19-ita-scheda-regioni-20200308.pdf

sul piano scientifico internazionale; con una risonanza ampia e mondiale. Ma le Terapie intensive piene e sovraccariche sono state nell’immediato 4: quattro (dati protezione civile all’8 marzo 202059). In queste ICU, per poi estendersi ad altre ICU limitrofe, si sono verificati un aumento improvviso e rapido (questo é il punto) di casi di insufficienza respiratoria da CoVID-19, in numeri tali da superare la saturazione del sistema, tenendo conto che in Italia esiste un tasso di letti totali di circa 3 letti/1’000 abitanti (a fronte di Germania con 8 letti/1’000 abitanti, Francia 7 letti/1’000 abitanti, Svizzera 6.5 letti/1’000 abitanti), pertanto l’aumento dei casi che c’é stato rapido ed improvviso, ha incontrato una situazione già satura e ridotta all’osso - indipendentemente da CoVID-19. Quindi il problema non é quello di avere una malattia mortale che sta sterminando in maniera indiscriminata la popolazione, portando a malattia milioni e milioni di morti (dato non vero), ma che c’é un rapido aumento di pazienti per l’ICU - in un sistema numericamente ridotto e saturo - con una mortalità in cifre che attualmente é ben al di sotto di quello di altre malattie che costantemente flagellano la popolazione con cifre pericolosamente maggiori; non si comprende pertanto la risposta in restrizioni ed in panico che viene generata e costantemente alimentata. La risposta sociale é estremamente esagerata rispetto al problema, che non viene negato, ma che deve essere contestualizzato.
In Italia é arrivato il suggerimento da parte di alcuni colleghi di nota esperienza clinica di gestire queste insufficienze respiratorie procedendo immediatamente ad Intubazione Oro-Tracheale (IOT), by-passando la normale gestione tramite Ventilazione Non-Invasiva (VNI), per dei supposti motivi di miglioramento della patologia - dato ancora da dimostrare60 (tecnicamente si parla di “expert opinion”); il NEJM ed il JAMA non hanno dimostrato ancora un reale beneficio in termini di sopravvivenza di questo approccio terapeutico più aggressivo. L’ESICM (Società Europea di Medicina Intensiva) supporta e suggerisce questa possibilità61; la discussione é un po’ tecnica, ma per completezza verrà esposta. Dato che questi pazienti presentano una compliance polmonare estremamente alta nonostante il danno interstiziale polmonare (che spiega l’insufficienza respiratoria parziale senza compromissione della ventilazione ed incremento della pCO2), una ventilazione non-invasiva non può permettersi una ventilazione ad alti valori di PEEP (il lavoro diaframmatico sarebbe tale da non essere tollerabile oggettivamente e soggettivamente dal paziente) e soprattutto un controllo dei Tidal Volume perché il paziente é sveglio e compliante, pertanto aumentando il tempo di VNI si aumenta il rischio di danno polmonare da ventilazione. Si deve pertanto procedere con sedazione, IOT, alti valori di PEEP e bassi Tidal Volume (4-6 ml/Kg), eventuali ipercapnie permissive con pH fino a 7.3 (anche se le buone compliance non sembrano portare mai a tale problema) e curarizzazione, con titolazione della PEEP secondo PV-tool piuttosto che con l’uso dell’ecografia polmonare (sia nella scelta per la titolazione della PEEP e/o la pronazione). È innegabile che l’evitare la VNI per procedere all’IOT aumenti drasticamente la necessità di ricovero immediato in ICU; pertanto é stata presa una decisione medica che al momento deve essere considerata suggestiva, ma ancora al livello di expert opinion, non supportata da dati scientifici forti che questo porti veramente a beneficio - con conseguente aumento della necessità di Terapia Intensiva, necessità che con la gestione “usuale” sarebbe aumentata ma non ai valori che vengono indicati. Per dirla in maniera semplice: si sono date raccomandazioni mediche per una gestione immediatamente da Terapia Intensiva, che comporta inevitabilmente di aumentare i
59 https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/blob/master/schede-riepilogative/regioni/dpc-covid19-ita-scheda-regioni-20200308.pdf 60 https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2002032?query=featured_home
Dr.med.SamueleCeruti
61 www.esicm.org/blog - interview with Dr. Lowell Ling

ricoveri in ICU senza poter stratificare i pazienti - come usualmente - in base alla severità di malattia, nei differenti reparti, portando quindi ad un aumento dei casi di Terapia Intensiva, in un sistema già saturo.
Ancora. La gestione di politica sanitaria quando le Terapie Intensive sono piene - evento che é già normalmente avvenuto a più riprese negli ultimi anni, tipicamente con l’arrivo delle sindromi para-influenzali - é quello di procedere con l’immediato trasferimento in altre Terapie Intensive dei malati trasportabili e meno severi. I malati veramente gravi, indipendentemente dalla causa (possono essere polmoniti da influenza, polmoniti batteriche tipiche, polmoniti da Legionella, ecc...), quelli per intenderci sotto ECMO o che pronati, devono rimanere nelle Terapie Intensive specializzate. Per due motivi: a) perché il personale che é più formato garantisce una maggiore sopravvivenza del paziente, b) perché spostare i malati più gravi ne aumenta la mortalità. Quelli “meno gravi” (definiti tali secondo dei criteri da parte delle Società di Terapia Intensiva - anche se agli occhi dei non addetti ai lavori appaiono sempre pazienti gravi) devono essere spostati nelle altre Terapie Intensive - anche in altre città - così da sgravare l’Unità clinica sovraccarica. Lo si é sempre fatto ovunque, a livello internazionale come in Italia; anche all’Ospedale Universitario di Ginevra é capitato spesso. È pertanto sciocco ed assurdo far pensare che tutti gli ospedali siano “al collasso” quando si tratta di alcune Terapie Intensive, con una gestione del problema (che si può definire “usuale” nella sua eccezionalità) già codificata.
5. Azione Epidemiologica di contenimento:
Se le premesse per questo “allarme” non ci sono perché sono basate su dati sovrapponibili agli anni precedenti (si vedano i punti precedenti elencati sommariamente ed i link riportati), appare ancora più ridicola la gestione del problema. Sia nella gestione che soprattutto sul “dopo”, sulle conseguenze che bisogna seguire - se si vuole essere logici - alle azioni che si intraprendono.
a. HUB intercontinentali.
La Cina geograficamente non é vicina ed il miglior modo per poterla raggiungere rapidamente é attraverso l’uso dell’aereo. Gli aeroporti internazionali più popolati e con cui la Cina ha le maggiori relazioni economiche sono Francoforte (D), Munich (D), Heathrow (E), Parigi (F), Schiphol (NL), Copenaghen (DK) e poi vengono gli aeroporti italiani62. Pertanto, statisticamente, il maggiori numero di persone infette (che non é uguale ad essere ammalati, come abbiamo visto prima) si reca costantemente in queste città e non in Italia63. Pensare e far pensare che esista una metropolitana-linea diretta Wuan —> Lodi —> Codogno e che sia l’Italia attualmente il problema, mentre nel resto di Europa - che ha i maggiori traffici in termini commerciali e personali con la Cina - non succeda niente e che tutto provenga dall’Italia - fra l’altro senza che nessun Governante Italiano cerchi di difendere la propria Nazione, anzi al contrario, continuando ad avere un atteggiamento di confermata colpevolezza, non corrisponde alla realtà. Non é verosimile.
62 Burghouwt et al., 2003; Burghouwt and de Wit, 2005
Dr.med.SamueleCeruti
63 http://www.ub.edu/graap/intercontinental.pdf

Più passa il tempo e più si sta inoltre riscontrando che alcune Nazioni, come la Francia, non stanno eseguendo un numero di tamponi minimamente adeguato per monitorizzare a livello epidemiologico la situazione infettiva. Il risultato é un’apparente assenza del problema, quando ci sono evidenze che mostrano come i tassi di infezione probabilmente sono estremamente elevati (si stima al ribasso la possibilità di circa 450.000 contagi nella sola Francia)64 .
b. Diffusione del virus
Il Coronavirus, come tutti gli anni e come tutti i virus a diffusione respiratoria, é presente in tutta Europa (oltre ad essere presente in tutto il Mondo65 ,66). Altri stati non hanno adottato politiche di contenimento così stringenti come in Italia. Pertanto - mentre in Italia si pensa che contingentare dei territori possa servire - i differenti Mr. John dall’Inghilterra, i M. Le Corbusier dalla Francia ed i Herr Heinz dalla Germania possono venirsi a fare un giro - per lavoro o per questioni personali - potendo infettare e/o essere infettati senza alcun problema. Non che l’infezione sia un problema in sé (si veda prima), ma l’idea di avere delle “zone rosse” quando il passaggio é garantito in entrata/uscita, é quantomeno lacunoso.
L’idea attuale, poi, di chiudere interi territori é ancora più ridicola67 ,68. Facciamo un esempio. Esiste una stanza piena di formiche; formiche che si vogliono eliminare. Oltre al fatto che la stanza non é
64 https://www.maurizioblondet.it/il-viros-degli-altri/
65 http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp? lingua=italiano&id=5338&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto
66
67 Rose G (1992). The strategy of preventive medicine. Oxford University Press, Oxford
68 Lewis et al. Mastering Public Health. A postgraduate guide to examinations and revalidation. Royal Society of Medicine press. 2014

completamente chiusa (é una stanza di passaggio per cui si deve passare ed é anche necessario aprire la porta di tanto in tanto per questioni urgenti ed improrogabi li), immaginiamo che venga chiusa. Completamente. Prima o poi le formiche moriranno, giusto? Bene. E poi? Ad un certo punto sarà necessario riaprire. Oggi, domani o dopodomani; il 3 aprile o il 24 maggio. Ma sarà necessario riaprire. E le formiche sono lì fuori, perché il virus non é stagionale ed é dappertutto. Pertanto un isolamento non ha alcun senso: o si porta avanti ad libitum (il che é impossibile) oppure ad un certo punto bisogna rendersi conto che il virus - fra l’altro non grave, non mortale, ecc... - é ovunque. E “bonificata” una zona, ammesso che ci si riesca, il virus potrà entrare nuovamente indisturbato. Chi ha pensato all’isolamento (a pensare bene) chiaramente NON conosce le basi della Epidemiologia69,70 .
Chiudere l’Italia quando il virus é ovunque?
Un’ulteriore considerazione tecnica. Quando si hanno delle epidemie ci sono due grandi strategie di Salute Pubblica per arginare le malattie infettive. Possono essere ben esemplificate dalla metafora del gregge.
• 1) La strategia dello sradicamento: consiste nell'identificare la pecora nera che potrebbe infettare le altre e isolarla in modo che la malattia non si propaghi. Qui si evita che la malattia si diffonda. Questa è la strategia usata dalla Cina. Per poterla usare ci vogliono alcune condizioni: un'autorità forte, un sistema di sanzioni, un controllo capillare, eccetera. La Cina sembra avercela fatta, ma è un regime dittatoriale. L'Italia sta provando ad usare lo stesso metodo, ma con scarse chances. La strategia dello sradicamento può funzionare - oltre ai requisiti politici accennati poc’anzi - se attorno al focolaio “Italia” non si ha malattia; il sistema é di “contenere” la malattia in uno spazio chiuso fino a ridurne i contagi a 0. Alla luce del grafico della WHO qui sopra, risulta impossibile portare i contagi a 0 - fra l’altro senza portare ad immunizzazione post-infettiva la popolazione-
69 https://www.bmj.com/about-bmj/resources-readers/publications/epidemiology-uninitiated/11-outbreaks-disease 70 https://samples.jblearning.com/0763728799/28799_CH02_023_060.pdf
pensando che alla riapertura del sistema chiuso, l’infezione si trova nuovamente attorno, potendo nuovamente rientrare nel sistema che viene riaperto.
• Vi è poi la strategia dell'immunità di gregge; consiste nel permettere che la malattia si diffonda governandone la propagazione. Qui le cose importanti sono due: fare attenzione a che il contagio non raggiunga le categorie a rischio (da qui il divieto di contatti con le persone a rischio) e fare in modo che non vada troppo veloce per evitare di mandare il sistema sanitario in sofferenza, in questo caso la Terapia Intensiva. Qui si vuole che la malattia si diffonda, anzi, più si diffonde e meglio è. Però a due condizioni: che si diffonda tra le persone non vulnerabili e che si diffonda secondo un ritmo gestibile per il sistema sanitario. Perché si vuole che si diffonda? Perché più persone guarite ci sono, e più il gruppo diventa immune, cioè la malattia non trova più persone a cui “appiccicarsi”; in questo modo, dopo una prima fase di protezione sociale, i vulnerabili sono anch'essi protetti. Lo scopo, in questo caso, è raggiungere un alto numero di contagiati/guariti affinché cominci ad esserci un effetto protettivo grazie al gruppo; tenete presente che probabilmente molti di noi l’hanno già fatta senza rendersene conto e sono
già immuni.
La Svizzera ha adottato questa seconda strategia, perché i dati epidemiologici e scientifici dicono che la malattia è blanda nelle categorie non a rischio, che se arrivassero complicazioni queste possono essere gestite dagli ospedali e soprattutto dalle Terapie Intensive (se non sono sovraccariche), e che al punto in cui siamo a livello mondiale è impossibile sradicare il virus totalmente, bisogna pertanto “addomesticarlo”. Le misure emanate a livello Svizzero servono dunque a rallentare il contagio (per evitare che il sistema sanitario vada in sofferenza) e a proteggere le persone vulnerabili. Bene a ridurre la parte di contatti sociali, senza però che la libertà personale - come uscire da solo, anche solo per una passeggiata - possa essere intaccata: se si circola da soli, lontano da tutti, seguendo le normali regole di igiene personale, non si contagia nessuno né si viene contagiati da alcuno.
c. Feedback e conseguenze
Un altro dato quantomeno ridicolo é la continuazione. Ammettiamo che esistano dei parametri - poi si può discutere se siano adeguati o no - che permettono di capire se le misure intraprese siano buone oppure no. Quali le conseguenze? Le possibilità (ripeto: al netto di valutare quali parametri prendere in considerazione) sono: il metodo funziona, il metodo non funziona.
• Il metodo funziona: cosa si fa con le misure coercitive? Se funziona la conseguenza logica é che bisogna continuare così.
• Il metodo non funziona: cosa si fa in questi casi? 1. si abbandona tutto, 2. si continua così, 3. si inaspriscono le misure coercitive. Nel primo caso si dimostra che era tutta una farsa (se blocco tutto con 200 infetti e sblocco tutto con 4000 infetti, allora quanto ho intrapreso prima non aveva senso); nel secondo caso non c’é una consecutio logica (se non funziona, non possono continuare così), oppure inasprisco le misure.
Il risultato netto é: se funziona continuo così (per quanto poi? si veda prima...), se non funziona inaspri sco le misure. In nessun caso é previsto di “mollare il colpo”. Ma quando avverrà - per comprensione che la gestione iniziale del problema é scorretta - si darà dimostrazione che tutte le misure non sono utili, perché non lo sono.
d. Parametri
Che parametri usare per monitorizzare l’evoluzione? Il numero di infetti? Al di là che questo non corrisponde a malattia (si veda prima), immaginiamoci il ridicolo partendo dall’impossibile: fra 3 settimane “finalmente” si riducono i contagiati a 1’000. Sblocchiamo le misure coercitive? Teoricamente no, perché con 1’000 si può ancora diffondere il virus. Fra 4 settimane siamo scesi a 500 infetti. Sblocchiamo le misure? Teoricamente no, perché quando erano 500 siamo corsi ai ripari. Fra 6 settimane siamo a 40 infetti, sblocchiamo? Nemmeno, questi potrebbero essere fonte di “nuova epidemia”, ecc...fino a 0 (ammesso che si possa arrivare). Se invece sotto una certa “quota” (qualsiasi) si decide di togliere le misure coercitive, qualsiasi numero sia (ad es. 500), questo mostra che quanto intrapreso prima non aveva alcun senso.
L’evoluzione della malattia e di quanto intrapreso mostrerà l’assurdità di quanto fatto. Ci si basa su presupposti erronei e si continua con scelte altrettanto erronee e pericolose, a livello sociale, economico su larghissima scala. Non si ha un sistema completamente “chiuso” (sarebbe impossibile) ed anche se questo si potesse ottenere, alla riapertura il mondo esterno sarebbe nella stessa condizione. Oltretutto, da ricordare, basandosi sul fatto che si ammala gravemente fino a morire, solamente la persona anziana e con comorbidità. Gli altri possono essere asintomatici o con pochi sintomi.
Una brevissima riflessione quindi di come le misure epidemiologiche siano contro la logica aristotelica e le più elementari regole di epidemiologia: la malattia non nasce dall’Italia - ma viene fatta passare per tale,
anche da chi avrebbe tutti gli interessi per difendere la Nazione - il sistema di monitoraggio non ha alcuna utilità (il tasso di infezione reale é ampiamente sottostimato perché parecchie persone sono asintomatiche, si veda il continuo tam-tam mediatico di chi dice: “sono infetto, ma sto bene”) e la presa in carico del problema cercando di chiudere tutto (che é impossibile) senza pensare a come uscire dal problema, dimostra a voler ben pensare ad una ingenuità ed ignoranza magistrale, a pensar male fa pensare invece ad una volontà di voler far affossare l’Italia sul piano sociale, economico e morale.
6. Quid prodest?
Questo é il campo più speculativo, su cui non ho dati oggettivi da presentare, anche se ho delle idee personali. Sicuramente ne profittano tanti enti governativi e non, a livello locale come riconosciuti a livello Mondiale, che possono acquisire dei “diritti” ed una Autorità data loro da non si sa bene quale Autorità superiore per cui l’OMS può dettare legge in maniera trans-nazionale. Per cui i governi possono dire: “non stringetevi le mani”, domani diranno “non vestitevi di giallo” e dopodomani diranno “quando si spegne la musica tutti si devono sedere”... A tal proposito il Consiglio d’Europa (!) ha svolto numerose interrogazioni parlamentari convocando e denunciando l’OMS per sospetto “procurato allarme pandemia”, si veda il documentario video allegato71.
È innegabile il “senso di panico” che viene a generarsi e che, fra l’altro, nasce dall’acquisizione di informazioni mediate da terzi e non immediate. La nostra realtà quotidiana non é esposta ad un pericolo di questo genere, non si vede e non si riscontra niente. Ma il pericolo fatto percepire da chi “dipende” da questi mezzi per acquisire informazioni é tale che si accetta di non vestirsi di viola, di non andare a trovare i nonni malati, di non trovarsi in più di 4 persone all’esterno (e chi ha una famiglia composta da 5, 6, 7 persone?), di salutarsi con il saluto fascista perché é abolita la stretta di mano. Il tutto soprattutto basato su dati oggettivi citati poc’anzi, che non giustificano per niente tale condotta. Anzi, in realtà generano un pericoloso precedente, perché niente vieta che al prossimo inverno, si prendano i dati veri - quelli che mostrano come l’influenza faccia più morti - e si usino per condizionare ancora di più le persone. Pericolosissimo.
• Perché chiudere le scuole, quando i dati mostrano che i bambini ed i giovani non muoiono di malattia?
• Perché favorire lo stare a casa - spesso con i nonni (che invece possono essere più a rischio, anche se come tutti gli anni) - quando i dati mostrano il contrario?
• Perché bloccare tutto quando i tassi di mortalità sono uguali a quelli della popolazione “non CoVID-19”?
• Perché bloccare tutto e tutti quando chi muore é chi é già ammalato ed ammorbato da 2-3 co- patologie croniche?
• Perché dare l’idea che sia l’Italia l’untrice, quando il virus é già ovunque?
• Perché dichiarare la “pandemia” (e poi favorire la messa in atto di sanzioni, anche di carattere
economico), cioè dire che il virus é ovunque, ma allo stesso tempo isolare una zona?
• Perché uno Stato reagisce isolando tutti, mentre gli altri Stati non usano politiche così restrittive?
71 Youtube: Le pandemie prima del Coronavirus - https://www.youtube.com/watch?v=m6bElTVU_jc
Dr.med.SamueleCeruti
v 1.4 - 12 marzo2020 18/22

7. No alla disobbedienza:
A questo vorrei ribadire un concetto estremamente importante. Tutte queste informazioni non hanno alcun intento “rivoluzionario” o di voler stimolare il sovvertimento del normale ordine e della Autorità preposta al controllo ed alla gestione della cosa pubblica, compresa la Sanità. Fin tanto che la Direzione dell’Ospedale intende adottare tali provvedimenti, é nostro compito assolvere a quanto ci viene richiesto e fare in modo che i collaboratori seguano le indicazioni che vengono date. Allo stesso tempo, é necessario che i dati originali si conoscano, affinché - pur restando nell’obbedienza - si possa iniziare a capire e far capire che le misure intraprese sono non basate su dei dati oggettivi, in attesa che possa cambiare tale situazione. Pertanto, per chi ritiene utile tale documento-bozza, é estremamente importante parlarne e diffondere i link ai dati originali cosi che si possa controbattere conoscendo la verità, la realtà delle cose, senza ideologie.
Faccio un esempio concreto. Questo fine-settimana mentre mi trovavo di guardia come Medico d’Urgenza pre-ospedaliero, vengo contattato da una persona che mi chiede come agire per sua papà di 87 anni, che ha febbre fino a 39°C, con tosse e che attualmente (ipse dixit) “fa fatica a respirare”. La risposta e la gestione più corretta é stata di mandare un equipaggio sul posto, già provvisto di protezioni DPI come previsto dalla Legge, prendere i parametri e di fronte all’oggettività di una febbre con desaturazione procedere - come al solito, come tutti gli anni, come tutti i giorni, estate come inverno - a somministrare ossigeno, a somministrare paracetamolo endovenoso e a trasferire il paziente in Pronto Soccorso. Come tutti gli anni, perché il problema c’é sempre. Con l’aggiunta di doversi mascherare “come per carnevale” (e questo va detto e ribadito, calmando e tranquillizzando tutti quanti, perché la realtà é oggettiva ed i dati sono chiari) perché, per quanto non abbia senso e non ci sia alcuna necessità di procedere in questa maniera, pur consci di questo, l’Autorità ha stabilito così. E per intanto si obbedisce, cercando nei modi e tempi opportuni di mostrare le fonti originali, i dati dell'evoluzione della malattia, con la speranza che l’Autorità - preso atto dell’oggettività dei dati - proceda con il rimuovere tali misure coercitive di diverso grado e natura.
8. Un preoccupazione legittima?
Un dato che deve far riflettere, ma contro il quale le soluzioni adottate non sono comunque utili, é quello che il numero di malati “immediato” appare superiore alle capacità del sistema sanitario di ogni nazione. Questo appare in Italia in parte per l’alto tasso di popolazione con un’età media più elevata che il resto della popolazione delle altre Nazioni72. Il problema di base - ammesso che esista - dato che come abbiamo visto richiede la Terapia Intensiva il 5% delle persone infettate (in Italia fra il 5-10%) e non si registrano morti fra le persone non ricoverate in Terapia Intensiva (morti che sono pazienti con una età media di vita attorno agli 80 anni, affetti da multiple patologie, ecc...), non ha un legame logico con le misure intraprese.
Alcuni giustificano tali misure con l’idea “di rallentare la diffusione del virus, in modo che il sistema sanitario possa prendersi a carico i malati in maniera adeguata su due-tre mesi”73 ma a) le misure intraprese non sono state intraprese con questa idea (l’idea sarebbe quella di “ridurre i contagi al di sotto di un rapporto 1:2
72 https://www.iss.it/en/comunicati-stampa N° 17/2020
73 https://www.tio.ch/ticino/attualita/1423734/cantone-ticinese-contagio-sanita-contagi

per eradicare il virus” - strategia dello sradicamento già discussa, di cui abbiamo accennato i limiti importanti in una situazione di diffusione pressoché totale) e b) inoltre non corrispondono ai maggiori dati epidemiologici che abbiamo in corso (faccio riferimento allo studio apparso sul New England Journal of Medicine74 in merito ai dati di Wuan - che fra l’altro appaiono più severi di quelli in Italia), in particolare in merito all’outcome della patologia75. È anche interessante notare come l’uso di misure di quarantena volte al contenimento della malattia, sulla influenza - che ha una modalità di trasmissione analoga a CoVID19, non si sia dimostrata utile per ridurre il picco di malattia76,77.
Vediamo i dati. I pazienti sono stati stratificati in due gruppi: quelli clinicamente severi già al momento della presentazione in Pronto Soccorso (n. 173) e quelli non severi (n. 926); intanto vediamo che clinicamente solo 1/10 dei pazienti presenta sintomi severi fin dall’inizio, mentre la maggior parte non presenta segni per gravità di malattia. Vediamone l’evoluzione. Fra i pazienti inizialmente valutati come “non severi” il tasso di ricovero in ICU é del 2.4% (cioé 22 pazienti su 926), mentre fra i pazienti severi é del 19.1% (in numeri assoluti, si tratta di 33 pazienti su 173), con un’ospedalizzazione mediana di circa 11 giorni fra i primi e 13 giorni fra i secondi. Fra coloro che si presentano con sintomi severi fin dall’inizio, la mortalità é dell’8%, mentre fra chi si presenta con sintomi blandi (i 926 del primo gruppo), la mortalità é dello 0.8%. Cioè chi sta molto male muore,
74 https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2002032?query=featured_home
75 https://www.nejm.org/na101/home/literatum/publisher/mms/journals/content/nejm/0/nejm.ahead-of-print/ nejmoa2002032/20200306/images/img_medium/nejmoa2002032_t3.jpeg
76 https://medium.com/@quinterojs/covid-19-infection-growth-rates-lagged-mortality-rates-and-other-interesting-statistics- ff39f5408a21
77 Thierry Fumeaux - expert opinion (Candidat EMBA IMD, Président SSMI, spécialiste Médecine Interne/Médecine Intensive - Prof titulaire, Médecine Genève)

chi sta poco male muore poco. E fra i morti si hanno le caratteristiche di cui ai primi punti (anziani, con co-patologie, ecc...), confermato anche dalla popolazione del NEJM. Mortalità globale, mettendo insieme i due gruppi: 1.4%. Ma chi é più grave all’inizio, muore di più.
Pertanto abbiamo dei 9/10 della popolazione che presenta sintomi blandi, di cui circa il 2.4% va in Terapia Intensiva (22/1099, circa 2%), mentre fra i 173 pazienti già gravi fin da subito il 19.1% entra in Terapia Intensiva (33/1099, circa 3%). Totale 5% fra coloro che sono tali da essere realmente portati in Ospedale (non il 5% degli infetti): 55 pazienti su 1099 pazienti analizzati, circa 500 pazienti su 9000 infettati; questo in una megalopoli come Wuan che conta 11 milioni di abitanti. Non sono cifre eccezionali da indicare una “dilazione nel tempo” dei ricoveri né la presa di misure coercitive come quelle intraprese - fra l’altro inutili e dannose sul piano morale, economico e sociale.
9. Conclusione:
Il nostro compito é quello, dove si é un’Autorità precostituita in campo personale come professionale, di obbligare all’informazione tutti coloro sui quali si ha una responsabilità diretta ed indiretta - sempre attendendosi a quello che Autorità superiori a noi decidono - ma allo stesso tempo diffondendo i dati originali,reali e le fonti cui chiunque possa attingere per rendersi conto che a) il problema principale non é così come lo si dipinge, i dati vanno in un’altra direzione, b) le soluzioni intraprese non saranno mai efficaci, secondo i principi più basici della logica e della epidemiologia.
Sembra che nel 2020 il mondo abbia scoperto che con il freddo ci sono le sindromi para-influenzali, di queste si muoia e che muoia soprattutto la popolazione più anziana e già malata. Come tutti gli anni. A noi il compito di rimanere con i "piedi per terra”, di continuare il nostro lavoro come fatto costantemente tutti gli anni, tutti i giorni, con le normali precauzioni come tutti gli anni, obbedendo a quanto ci viene chiesto ma offrendo a tutti la lettura delle referenze sui dati principali, in particolare:
- Istituto Superiore di Sanità italiano: http://www.iss.it/en/comunicati-stampa - Centro Controllo Mondiale (CDC) delle malattie: www.cdc.gov
- UpToDate (accesso controllato): www.uptodate.com
A disposizione per qualsiasi confronto o chiarimento.
Website: http://manualidimedicina.blogspot.com LinkedIn: www.linkedin.com/in/samueleceruti
Dr. med. Samuele Ceruti
Dr.med.SamueleCeruti
ATTENZIONE: questo documento é l’unico documento autorizzato a circolare e che rappresenta pienamente il pensiero dell’Autore . Altri documenti sono da ritenersi bozze non completamente corrette.
v 1.4 - 12 marzo2020
22/22

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IL PUNTO n. 702 dell' 11 gennaio 2019
di MARCO ZACCHERA (marco.zacchera@libero.it

GLI SBARCHI, I BUONI E I CATTIVI
Sono finalmente sbarcati a Malta i 49 profughi lungamente rimasti a bordo delle due navi (una olandese, l'altra tedesca) ferme da giorni davanti a La Valletta.
Alla fine a risolvere concretamente il problema ha contribuito la "piccola" Chiesa Valdese, non il Vaticano cui purtroppo non pare che i "grandi" paesi europei abbiano dato un minimo di attenzione .
Dal punto di vista umanitario dobbiamo esserne tutti contenti, anche se l'Italia nel frattempo ha accolto ed assistito altri profughi (come 2 giorni fa a Crotone) nel consueto disinteresse europeo.
Rifletto... Ma perchè non c'è altrettanta e quotidiana attenzione dei media per i milioni di italiani in difficoltà economiche, per quelli che da anni aspettano le case popolari, per gli esodati senza pensione o per i giovani italiani senza lavoro costretti ad emigrare? Persone anche loro, magari da considerare non "a pacco" ma viste singolarmente, ogni situazione una per una.
Detto serenamente senza polemiche e senza discriminazioni di pelle e di fede (ma neppure al contrario !!!) questi nostri connazionali non meriterebbero anche loro maggiori attenzioni e interventi?...
Perchè 49 persone meritano l'attenzione generale, l'indignazione della Chiesa, le dichiarazioni dei politici, decine e decine di servizi TV (sempre gli stessi filmati) e migliaia e migliaia di persone in lista d'attesa per avere riconosciuti dei propri specifici diritti come semplici cittadini italiani invece non fanno mai notizia?
Pensate ai terremotati cosa stanno vivendo per il terzo inverno sotto la neve, ai disperati senza risorse, agli anziani soli, a chi vive in stamberghe con una pensione sociale da 458 euro/mese (la metà del "reddito di cittadinanza"...). Perchè attenzione, commozione e solidarietà NON sono mai uguali per tutti?

Io ascolto i TG e mi sento rivoltare lo stomaco: non solo sull'immigrazione sono diventati una cantilena monocorde a senso unico. Per esempio Donald Trump è sempre "cattivo" perché vuole il muro al confine messicano (quanti sanno che all'inizio quel muro lo avevano voluto e votato proprio i democratici compresi gli allora senatori Obama e Clinton?), ma il concetto che con i clandestini dal Messico arrivino negli USA anche fiumi di droga nessuno lo dice e quindi in Italia non conta. Spiegatemi perché fa più fino un disperato del Nicaragua che non un americano (o italiano) senza lavoro, ma comunque con il mutuo da pagare, famiglia a carico e a cui sequestrano la casa.
Al contrario di Trump il presidente cinese Xi (un dittatore, non un presidente!) invece è "buono" e quindi se minaccia Taiwan, se perseguita i cristiani, i buddisti, i dissidenti non importa a nessuno: Così come nessuno spiega come la Cina sfrutti e distrugga l'Africa, creando oceani di povertà ed è quindi una delle cause dirette del movimento migratorio verso l'Europa. Allo stesso modo nessuno illustra la schiavitù nei paesi arabi del Golfo o la condizione delle donne nei paesi islamici, come nella "buona" Arabia Saudita. (Argomenti che - dati alla mano non smentiti e non smentibili - documento nel mio libro - ndr)
Il neo-presidente del Brasile Bolsonaro è un altro, recente nuovo acquisto tra i "cattivi" e quindi, descritto mezzo pazzo come Trump... Ma se uno sta una settimana in Brasile capisce come vivono i brasiliani e perché lo hanno votato, ma d'altronde i nostri media non mostrano la miseria, la corruzione, la violenza, lo sfacelo creato dal "democratico" (e ladro) ex presidente Lula e dai suoi sinistri successori, che - come ultimo regalo all'Italia - hanno fatto nuovamente scappare il pluriomicida Cesare Battisti (a proposito, ma dov'erano i nostri 007?)
E' tutto va avanti sempre così: se sei di sinistra allora sei "buono", altrimenti sei etichettato "cattivo a vita" e questo vale per la TV, i libri, la "Kultura", il cinema, la Chiesa, la scuola, l'informazione, la satira, l'economia, il festival di Sanremo ecc.ecc.
Riflettete: dietro la "solidarietà" che va in onda a reti unificate lamentando la durezza di cuore dei "cattivi" alla Salvini o alla Meloni non c'è anche tanta, troppa demagogia e strumentalizzazione politica? Io credo proprio di sì.

*


NO WAY significa
all'immigrazione controllata di chi cerca lavoro
ad accogliere rapidamente chi necessita d'asilo politico
al blocco dell'immigrazione clandestina che crea criticità socioeconomiche

"No Way" in AUSTRALIA è legge dal 18 settembre 2013
"No Way" in ITALIA auspichiamo sia legge dal 18 ottobre 2018
"No Way" nell'UNIONE EUROPEA confidiamo sia votata il prima possibile

Come premessa occorre ricordare che gli immigrati clandestini (uomini e donne) che si possono permettere di pagare le esose tariffe delle organizzazioni criminali, nel loro paese d'origine appartengono a un ceto medio e non alle classi povere.
Riguardo ai minori che arrivano sono stati messi a rischio del viaggio per utilizzarli per far leva nei sentimenti dei cittadini europei e possono non essere figli di chi li accompagna: ecco perché occorre rilevare subito le dichiarazioni, le impronte digitali, la foto dell'iride e il DNA di tutti gli immigrati clandestini.
Non solo, ma è noto che quando iniziano il loro viaggio per arrivare in Europa tra i clandestini s'intrufolano malviventi, indesiderati nel loro paese, che sperano di ampliare la loro azione criminale nelle nazioni europee.
Altrettanto accertato che si uniscono ai clandestini i terroristi che approfittano della caotica situazione per avere maggiori possibilità di aggirare i controlli delle Forze dell'Ordine nonché per far proselitismo durante il viaggio.
Pertanto, per bloccare:
" il continuo stillicidio di esseri umani morti in mare, dentro autotreni, nei deserti...,
" il business derivante dalla deleteria gestione delle accoglienze,
" il contrabbando di persone che, senza alcuna programmazione, alla ricerca di un lavoro, elude quanto previsto dalle singole nazioni per il rilascio del visto d'ingresso per lavoro,
" il lavoro nero sia il conseguente sfruttamento delle persone sia il danno economico alle aziende che operano nel rispetto della legge,
" il business miliardario della criminalità organizzata,
" l'esponenziale incremento della microcriminalità sul territorio che incute timore nella gente e mette ogni giorno in pericolo l'incolumità e i beni dei cittadini,
" l'opera delle organizzazioni criminali che, utilizzando false informazioni, tendono a minimizzare le insidie del viaggio e convincono i potenziali migranti a partire, col solo scopo di carpire loro migliaia di euro,
occorre che il Governo italiano, sollecitando le nazioni facenti parte dell'Unione Europea a fare altrettanto, attivi il NO WAY, come già in atto in Australia dal 2013,
e della conseguente messa in campo dell'Operation Sovereign Borders (OSB)
con l'attivazione di:
" Unità di pronto intervento per l'individuazione e l'intercettazione degli arrivi di clandestini sia via mare sia via terra,
" Unità specializzate nella controinformazione radiotelevisiva per controbattere alle malavitose lusinghe e dissuadere all'emigrazione clandestina,
" Unità specializzate per la completa valutazione medica, una rapida completa identificazione, trattenimento e ristoro in attesa di assegnazione degli aventi diritto all'asilo politico, il tempestivo rimpatrio nei non aventi diritto all'asilo politico.

Sollecita con una mail il parlamentare che hai eletto a dare il suo appoggio al NO WAY
A leggerti, Pier Luigi Ciolli
pierluigiciolli1@virgilio.it
Firenze, 27 agosto 2018

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WWW.SCUOLADIFORMAZIONEPOLITICA.IT
Spazio Pin
Viale Monte Santo, 5, Milano, 20124 MI, Italia
Milano, Milano 20124
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Il 23 giugno 2015 è divenuta proposta di legge , presentata dalla Lega Nord alla Camera ! Da tempo in queste pagine sosteniamo la proposta della Flat Tax al 15% del Partito Italia Nuova e dal suo leader Armando Siri .Una proposta tutt'altro che fatta dalle solite chiacchere passata al vaglio di due importanti convegni a Milano con l'ideatore prof. Alvin Rebushka. La legge Siri si può trovare anche al sito del Partito Italia Nuova che da diversi mesi collabora con- Noi con Salvini - di cui Siri è il responsabile economico e la Lega Nord . Una profonda riforma fiscale di alleggerimento è l'unica cura per la grave malattia economica e sociale che affligge il nostro paese ! Altre non ce ne sono !Con la legge si parlerà anche delle possibilità di ritorno ad una moneta sovrana .

 

*

Campagna acquisti alla rovescia

Stabilito che non si morirà per Caliendo (Danzica era una faccenda più seria), è pur vero che qui l'affare s'ingrossa . Prima ci hanno raccontato che i finiani sarebbero stati meno di quattro amici al bar di paoliana memoria, ma, se va avanti così ,c'è il rischio che tracimino in breve dalla pur capiente buvette di Montecarlo, pardon, di Montecitorio.Oggi, una brava ragazza pidiellina, figlia della vittima-simbolo dei togaccioni ambrosiani, la Chiara Moroni, ha saltato il fosso per andare con l'uomo sognato dalle donne italiane per la scappatella ideale (se si vuole prestar fede all'ennesimo sondaggio balengo), quel Fini che già ha irretito la campionessa del femminismo in salsa islamica moderata, indubbiamente la coraggiosa Souad Sbai.Si favoleggiava di un Rutelli pronto all'ingaggio nello squadrone filogovernativo, sempre più simile al disastroso Milan puntualmente in ritardo sul mercato risapetto alle tradizionali antagoniste (non è detto sarebbe stato un acquisto da urlo: un madonnino pellegrino abbonato alle transumanze in cambio di un voltagabbana sesquipedale), ma pare che ormai il principe consorte della Palombella abbia deciso di fare lingua in bocca con la nidiata dei neobalenotteri più casinisti, in attesa del superattendista Montezufolo, insieme allo stesso Fini e al governatore siculo Lombardo, gran visir di quel MPA che sarebbe dovuto essere speculare alla Lega in terra d'Ausonia. Il fatto più grave della giornata è però la fuitina della Moroni, che ha seppellito un garantismo che pareva adamantino sotto una dichiarazione aghiacciante nella sua banalità: che il garantismo stesso non deve essere confuso con il giustificazionismo ad ogni costo.Complimenti, cara Chiara, colta anche tu dalla sindrome di Bobo, tipica dei rampolli smidollati incapaci di elaborare il lutto per eventuali mancanze genitoriali senza buttarsi fra le braccia dei carnefici della giustizia, bravi a fare i Saint-just sulla pelle degli altri.Sei riuscita ad infliggere un colpo ferocissimo da manipulitista a scoppio ritardato allo schieramento che ti aveva permesso di fare politica anche a nome di un padre assassinatao.Con tutto il rispetto, i Villari e le m Melchiorre, possibili ma non ancor certi transfughi dall'altra parte, non compenseranno la tua defezione.

Giovanni Maria Mischiati

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Evita Peron, un mito che dura da oltre 50 anni

Il 26 luglio del 1952 moriva Evita Peron, la donna straordinaria che accese le speranze dei poveri di tutto il continente sudamericano.

"Ho solo un' ambizione personale, che il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Peròn, di me si dica questo: c'era,al fianco di Peròn, una donna che si era dedicata a tresmettere le speranze del popolo.Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiamava con amore: Evita!"

"...non avevano fatto i conti con il popolo. Non avevano mai pensato al popolo;mai avevano immaginato che un giorno il popolo avrebbe potuto, da solo, realizzare le proprie aspirazioni e decidere il proprio destino"

Sempre a fianco del marito ,Evita sostenne Peròn nella sua lotta "Tercera Posicion",significativamente in opposizione al capitalismo imperialista e al totalitarismo marxista."L'obiettivo fondamentale del Giustizialismo in relazione al movimento operaio è quello di far scomparire la lotta di classe sostituendola con la cooperazione tra capitale e lavoro"

Se gli americani avessero compreso questa grande rivoluzione, non vi sarebbe stato spazio per Fidel Castro e per Che Guevara!

Chi lotta per il proprio popolo vive per sempre nel cuore della gente .

"C'è una sola cosa che possiedo e che vale, la tengo nel cuore, mi scalda l'anima, è presente nelle mie membra e arde nei miei nervi: è l'amore che il popolo ha per me"

Questa donna straordinaria non regalava mimose, ma realizzaqva una rivoluzione quotidiana, restituendo ai bisognosi dignità, lavoro ed il minimo vitale per sopravvivere, la festa dell'8 marzo dovrebbe avere come immagine Evita, per comprendere quanto possa fare la donna per un intera nazione"

Sandro Dalmastro delle Vedove

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Catania: "Si dedichi il 2010 allo statista Angelo Majorana" La proposta nel centenario della scomparsa, è dell'on Nello Musumeci .

Promosso dal distretto Rotary "Sicilia-Malta" e dalle facoltà di Giurisprudenza di Messina e Catania, si è svolto a Ragusa Ibla il convegno "Angelo Majorana- giurista, statista, politico- nel centenario della scomparsa". Un secolo fa (9 febbraio 1910) moriva a Catania il ministro del Tesoro del 3°governo Giolitti, Angelo Majorana, stroncato a 44 anni a causa di una nefrite: una figura prodigiosa e luminosa, artefice della legge su "la conversione della rendita" che realizzò il risanamento del bilancio dello Stato. Majorana, che aveva concluso gli studi liceali a 12 ani, quelli universitari a 16 e aveva vinto la cattedra di Diritto Costituzionale contemporaneamente a Catania e Messina (optando per l'Università di Catania di cui fu rettore a 25 anni) irruppe nell'agone politico nel 1987, deputato del collegio di Nicosia. Chiamato al governo (sottosegretario alle Finanaze) nel 2° governo Giolitti, viene nominato ministro nello stesso dicastero nei governi Tittoni e Fotis 1° e poi ministro del Tesoro nel Giolitti 3°. Motivano la scelta Ibla una serie di significative "congiunture": Ragusa è sede del consorzio universitario in cui si collegano le università di Messina e Catania e a Ibla si trovano i documenti, cimeli e carteggi del nostro. Dopo i rituali cenni di saluto (on. Franco Antoci, presidente della Provincia, assessore Tasca per il Comune di Ragusa e i rappresentanti delle facoltà di Messina e Catania), l'interventodel prof . Luigi Lacchè ha subito collocato il convegno sui livelli postulati per celebrare un personaggio di tale levatura ,inquadrando le intemperie ambientali e culturali del periodo, nel quale emersero personalità di valore assoluto come Vittorio Emanuele Orlando, Giorgio Arcoleo, Arangio Ruiz : un contesto stimolante di menti feraci che coltivarono interessi vasti e poliedrici. La vasta cultura umanistica, che portò il nostro ad approfondirsi nel campo delle scienze naturali e sociali (Darwin, Spencer, Heckel) e a produrre una pubblicistica varia, ha dato argomenti al prof. Migliorino per aggiungere altre tessere al mosaico che compone la figura d Angelo Majorana. Giacomo Pace Gravina, storico del diritto dell'Università di Messin, ha illustarato i tratti salienti delle linee di sviluppo del diritto pubblico del tempo, collegato alle costituzioni del 1812 e del 1848, ma anche il particolare tessuto e contesto familiare dal quale Angelo Majorana attinse. Pace Gravina ha cercato di mettere in luce tutto il lavoro e l'impegno serio che sta a monte di attività e risultati tanto eclatanti : speso l'iperbolico, il quasi impossibile determina la sottovalutazione finale di fatti e figure di prima grandezza e di valore assuluto. Epicarmo Corbino rese a suo temèpo testimonianza commossa del provvedimento "la conversione della rendita": pensata ed elaborata da Angelo con i fratelli Giuseppe(deputato e docente di Economia Politica e Statistica) e Dante (docente di Diritto Amministrativo), portata alla Camera fu prontamente approvata e portata alla firma del Re in appena 6 ore: un episodio talmente stupefacente da glissarne l'altrettanto stupefacente risultato (il risanamento del bilancio dello Stato!). Sulla cutura giuridica e le dinastie di giuristi è tornato con altra angolatura ("cultura giuridica e strategie familiari in Sicilia tra Ottocento e Novecento"), Antonio Cappuccio. Si pensa di pubblicare gli atti del convegno, primo importante momento per l'avvio di una seria ricerca e di approfondimento, sul piano scientifico, della figura e dell'opera di Angelo Majorana. A chiusura dei lavori è stata inaugurata l'interessante ed inedita mostra fotografica e documentaria (libri, oggetti personali, lettere e foto di illustri uomini politici e insigni giuristi del passato, manifesti elettorali ed onorificenze) che rimarrà aperta alcuni giorni .

Carlo Majorana Gravina

 

Orlando e Majorana

 

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Un GIORNO DELLA MEMORIA al mese per non essere delle future vitttime .

2010: il GIORNO DELLA MEMORIA la ritengo un'azione per dimenticare e non per ricordare , evitando così di trasformarci nelle future vittime .Mi spiego:solo una volta l'anno arriva con grande dispiegamento di mezzi di comunicazione il ricordo dell'olocausto degli Ebrei senza, tra l'altro, che sottolineare abbastanza il fatto che tutte le nazioni di allora avevano rifiutato di accoglierli in massa.Un simile GIORNO DELLA MEMORIA mi disturba perchè è a senso unico , trasforma i martiri in morti di serie A e morti di serie B .I morti di serie A sono gli ebrei e i morti di serie B sono quelli spariti dalla memoria collettiva .Ecco un sintetico drammatico elenco dei milioni di martiri dimenticati :

  • i popoli che dal 18oo ad oggi sono stati sterminati o ridotti a poche centinaia
  • le centinaia di migliaia di esseri umani sbattuti nei campi di profughi dalla Cambogia alla palestina, dagli Stati Uniti all'Africa,dalla Cina alla Russia, dalla Jugoslavia alla Turchia
  • i milioni di civili morti sotto le bombe delle guerre da una parte a dall'altra
  • i milioni di civili sfruttati, torturati , falcidiati nei campi di lavoro(gulag,lager, laogai ecc)

Perchè tutti questi milioni di martiri non hanno diritto di essere ricordati ? Hanno il diritto di essere ricordati sia perchè la loro morte e le loro sofferenze hanno un loro valore che non deve essere dimenticato e sia perchè per essere civili e non diventare le future vittime è indispensabile AVERE UNA MEMORIA. Per evitare il ripetersi di simili dolori e di iscrivere nel libro dei morti altri martiri, come cittadini abbiamo il diritto/dovere di chiedere all'ONU, a tutte le nazioni ivi rappresentate, di individuare un GIORNO DELLA MEMORIA per ogni mese .In parole povere, attivare un sistema informativo continuo ma non assillante per ripercorrere la storia di una popolazione che ha sofferto o è stata trucidata o è sfruttata in campi di lavoro (gulag, lager, laogai ecc) .Un giorno da vivere per far capire ai giovani, che sono il nostro futuro, come l'essere umano sia capace in qualsiasi momento e con qualsiasi giustificazione di farsi del male, sia direttamente uccidendo o torturando, sia dimenticando che una demografia priva di controllo porta a una sovrappopolazione rispetto alle risorse di un territorio diventando fautrice di altre guerre, altri massacri. Un giorno da vivere per far capire a chi è eletto a rappresentare i cittadini, che le risorse vanno distribuite e che i consumi vanno moderati anche come gesto quotidiano di 'memoria' per chi non ha nulla da consumare, altrimenti il passato ritorna rapidamente e sul libro dei morti scriveremo i nomi di altri massacri e di altri martiri.

Un GIORNO DELLA MEMORIA una volta ogni 30 giorni : per contrastare efficacemente chi vuol comandare per appropriarsi in modo violento dei beni comuni . per contrastare chi intende appropriarsi dei beni comuni facendo appisolare il senso civico e morale nei cittadini .

Uno schermo asettico, dove alle guerre vere seguono film ugualmente violenti, tolgono allo spettatore lo sedegno e la repulsione. Le guerre, la violenza, la fame le stragi sulle strade.......ormai non fanno più né caldo nè freddo a nessuno perchè sono immagini trasmesse asetticamente alla televisione, al cinema, in internet. La televisione, il cinema, internet contribuiscono a ridurre alla normalità anche le cose più bestiali e diventano uno dei grossi problemi della nostra società, del nostro futuro. Schermi e organizzazioni di comunicazione forniscono erroneamente una platea ai deliquenti e agli assassini, trasformandoli in attori pagati profumatamente.Il GIORNO DELLA MEMORIA da vivere anche per riportare alla realtà chi gestisce l'informazione, invitandolo a cambiare il sistema : evitando di gratificare le persone attratte e affascinate da malattie , funerali, morte, scontri violenti tra persone e attivando comunicazioni che arrichiscono il bagaglio culturale del cittadino.A titolo personale, quale cittadino sovrano come previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana, ritengo mio diritto/dovere chiedere l'attivazione del GIORNO DELLA MEMORIA una volta ogni 30 giorni, confidando che altri concittadini facciano propria la richiesta e la rilancino coinvolgendo tanti altri.C'è bisogno di te .attivati inviando richieste per l'attivazione del GIORNO DELLA MEMORIA una volta ogni 30 giorni.

Pier Luigi Ciolli -Firenze, 2 febbraio 2010

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Onore a Corvo Bianco

Almeno salutiamolo per l'ultima volta, il caro ubriacone Boris Nikolajvic Eltsin ,abbattuto da un infarto a settantasette anni. 77 come le gambe delle donne ,che aprezzava alla maniera rustica dei mugiki, visto che una volta in pubblico pizzicò addirittura una polposa ministra (ve l'immaginate Borborigma in analoga situazione con la Melandri? Come minimo la Fata Turchina darebbe la stura ad un ruscelletto di lacrime).Per i comunisti, se credessero al diavolo -e magari è così dopo tutti i rivolgimenti che li hanno condotti fin dentro alla casa democristiana -, il deceduto Zar della Russia dimezzata doveva essere l'incarnazione del signore delle tenebre ,a causa della distruzione del 'paradiso' sovietico. Proprio per l'interdetto dei 'compagni' occidentali , Eltsin è sempre stato considerato in subordine all'imbelle Gorbaciov, cui fu invece accreditata la grandezza del politico di razza. Ma questi sono i misteri nemmanco tanto misteriosi della Storia, una gran baldracca sempre pronta a saltare sul carro del vincitore ,anche se si tratta chiaramente di uno sconfitto.Come uomo ,Corvo Bianco era prorompente, un magnifico demagogo e un teppista della perestrojka. L'apice lo raggiunse nell'agosto del 1991, issato dalla folla moscovita su un carrarmato golpista già arrestato dalla forza degli eventi .Sarebbe potuto essere un grande della Terra, ma a certi uomini accade di bruciare in un attimo tutte le proprie potenzialità: tuttavia, quell'attimo lo ha consegnato alla baldracca di cui sopra e alla nostra riconoscenza.Gli errori che non gli potremo (forse) mai perdonare , la Cecenia e Putin. Ma al primo era costretto dalla propria natura' troppo russa', come la definì un intenditore quale Solgenicyn, e il secondo sa tanto di scommessa persa: se un ingegnere minerario , funzionario di seconda fila , non fervente marxista , era riuscito a prendere in mano la Russia e a condurla verso una balbettante democrazia (settant'anni e passa di comunismo mica erano bruscolini), perchè il gioco non sarebbe potuto essere completato da un'oscuro kaghebeista disinteressato alle questioni ideologiche? Be', ad ogni buon conto, eccoci qui a versare più di un goccio di vodka sulla tomba del vecchio Boris. Speriamo che dall'altra parte ci sia qualche angelessa polposa :anche se sto Occidente bastardo fa finta di nulla ,ti deve qualcosa di più della pubblicità di una pizza !Ti deve l'emozione irripetibile di quell'agosto sul carrarmato soggiogato !

Giovanni Maria Mischiati- 24 aprile 2007

 

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10 Febbraio giornata del ricordo

Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani, bamabini

lasciati morire nel buio di una foiba, sepelliti vivi tra i morti.

Perchè si risparmiassero le pallottole .

Ricordo maestri,preti,soldati operai ,studenti seviziati e

uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole,in strada,

in chiesa,in casa propria .Cadaveri disseminati senza pietà

lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia

Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi ,rinchiuse

in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito.

Ricordo quei carnefici ancora impuniti,

prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato

in territorio "extranazionale" e mai neanche processati .

Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume,

dell'Istria ,della Dalmazia .Costretti ad abbandonare

le proprie case le proprie terre ,i propri ricordi radicati nei secoli .

Ricordo le migliaia di persone scomparse nel nulla che l'Italia ,

l'Europa ,il mondo intero hanno fatto finta di dimenticare .

Ricordo il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice

della scuola pubblica italiana, perchè le giovani generazioni

non sapessero ,perchè non ricordassero.

il 10 febbraio di ogni anno

nella "Giornata del ricordo in memoria delle vittime delle foibe,

dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale"

io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento

a questi figli d'Italia troppo a lungo dimenticati .

Io ricordo e tu?

Giuseppe Garro , Siracusa 10 febbraio 2007

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Tre Torri a Los Angeles

(Simon Rodia e il genio italiano)

Pochi conoscono le Torri che hanno il nome di Watts Towers e che si trovano nella periferia di Los Angeles. Sono gigantesche strutture costruite in ferro e cemento decorate in terracotta di vari colori che un italiano, Sabato (detto Simon)Rodia ,costruì da solo fra il 1921 e il 1954 e che sono divenute centro di attenzione di studiosi e turisti al punto di essere state dichiarate monumenti di importanza nazionale dalla Città di Los Angeles .

Rodia nasceva nel 1879 a Rodino in provincia di Avellino e da giovinetto emigrò negli U.S.A. stabilendosi poi nella parte di Los Angeles chiamata Watts .Come passatempo da solo nel 1921 cominciò a costruire le torri come mezzo per raggiungere "la vera libertà, la libertà dello spirito e dell'anima" .Rodia era un operaio senza un' educazione scolastica ,ma il suo genio fu capace di produrre capolavori della qualità di quelli costruiti da Gaudì a Barcellona, e probabilmente Rodia non conosceva Gaudì. L'illetterato Rodia è ora oggetto di studio nelle più celebri Facoltà di architettura americane. Il genio italiano non cessa mai di sorprendere. Attorno alle Watts Towers non solo è sorto un museo dedicato a Rodia , ma si sono ritrovati amanti della musica di varia provenienza ,latini, tedeschi, italiani, cinesi, africani e ne è nato il Rodia Watts Towers Jazz Festival e il Festival degli strumenti a percussione. Sono due eventi annuali che si svolgono all'insegna della integrazione delle culture e della pace che esistono perchè le Torri di Rodia affascinano e rendono la gente disponibile al colloquio, e allo stare assieme. Lo scorso aprile il Sindaco di Rodino e quello di Los Angeles si sono incontrati sotto le Torri a celebrarle. Rodino sta ora atrezzandosi per valorizzare il compaesano che se ne allontanò nel 1910. Così come Meucci lasciava Firenze ed è oggi celebrato dopo una vita spesa negli Stati Uniti, Rodia divenne un genio da celebrare anche in Patria. In comune i due personaggi hanno il fatto che hanno lavorato da soli ,mostravità ndo creatiindividuale straordinaria. Il paese delle opportunità li ha favoriti, forse in patria non si sarebbero espressi a fondo, ma a questo punto è l'ora di celebrarli in Italia.

Federico Frediani

Istituto Italiano di cultura a Los Angeles