Pietroburgo

 

Le iniziative

Ordine Civico Mediceo nasce su iniziativa di S.A. Ottaviano de' Medici ultimo discendente della nobilissima famiglia da un ramo che si riferisce a Papa Alessandro XI . Ottaviano de' Medici si prefigge di riprendere le migliori tradizioni della famiglia in campo civile e filantropico attraverso nuove forme di promozione artistica figurativa attraverso una committenza con carature medicee che potranno formare una raccolta, partecipativa di artisti e collezionisti, itinerante ma con sedi principali i alcune Ville Medicee. Le opere dovranno rappresentare valori medicei per riprendere il percorso rinascimentale .L'arte come valore civile .La prima opera è stata commissionata da S A al artista fiorentino Ciabani ed è una grande pala ispirata alla Misericordia . Molte sono già le carature sull opera attraverso l'acquisto di incisioni numerate della pala che sarà in mostra a fine anno

Ottaviano de' Medici, M°Ciabani,Ugo Barlozzetti

 

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L'appuntamento annuale degli Amici del Ermitage quest'anno si terrà ad Amsterdam organizzata dagli amici del' Olanda che certamente sono fra i più attivi ed organizzati avendo a disposizione un bellissimo Museo Ermitage nella splendida Amsterdam .Naturalmente sarebbe davvero fantastico partecipare con proposte interessanti e con una folta delegazione italiana.

I principi Gerolamo e Irina Strozzi, Franncesco Bigazzi, Laura Lodigiani, Mikhail Piotrovsky

Dopo la presentazione del 4 luglio a Firenze 2012, l'Associazione Amici Ermitage Italia , ha avviato con successo una serie di iniziative tese a realizzare un sempre più stretto scambio culturale e d'affari con la Russia .Presidente dell'associazione è Francesco Bigazzi , giornalista, scrittore,collezionista d'arte e profondo conoscitore della realtà russa, da oltre 30 anni inviato speciale a Mosca per l'ANSA e Panorama e per un periodo di tempo responsabile culturale del consolato italiano a San Pietroburgo .Il primo successo si è concretizzato a dicembre con la visita di una delegazione (oltre 50 partecipanti )a San Pietroburgo dove i nuovi 'amici' italiani si sono aggiunti agli altri, inglesi, olandesi, americani e canadesi per l'annuale meeting all' Ermitage . Ottimo esito dell' incontro a Firenze il 15 e 16 aprile dove si è parlato di cultura con un interessante conferenza sull complesso dell' Ermitage tenuta da Anna Maria Petrioli Tofani già direttrice degli Uffizii e anche nel consiglio dell'Ermitage all' altana di P.Strozzi . Il 16 è seguito l'incontro nel salone dei 200 in P.Vecchio con molti opertori dalla Camera di Commercio a B.Intesa Russia con il presidente Antonio Fallico, all'Ambasciata Russa. A fine maggio nuovo viaggio a San Pietroburgo con oltre 60 partecipanti per l'inaugurazione della mostra delle opere di Quinto Martini all Ermitage e per proseguire gli incontri d'affari . Dal 10 al 14 settembre è stato organizzato un -Pic nic sul Volga- con soggiorno a Kazan dove si erge uno dei più bei Cremlini della Russia che vede la presenza al suo interno di una moschea .Kazan è il punto d'incontro fra occidente ed oriente fra cristiani e islamici , la città capitale dei tartari che ha dato i natali a Nureiev e dove si trova un importante università . Noi abbiamo consegnato alla nuova chiesa cattolica una bella icona con San Francesco, la ricostruzione della chiesa cattolica fu promessa e realizzata dal sindaco di Kazan a Papa Giovanni Paolo II.Un viaggio bellissimo Kazan è davvero magnifica .Si è tenuto a Firenze in Palazzo Vecchio il 23 e 24 ottobre l'incontro internazionale degli Amici Ermitage dove il direttore Mikhail Piotrovsky ha illustrato le varie iniziative sui festeggiamenti per i 250 anni del Museo nel 2014.Negli ultimi mesi l'associazione ha visto nominare uno dei suoi membri : Olga Strada a Direttore dell 'Istituto Italiano di Cultura a Mosca .Di Olga Strada l'associazione ha presentato, il 13 maggio, un suo libro su Diaghilv alla Galleria Coveri .Nei molti programmi gite culturali e presentazione di libri oltre alle costanti visite a San Pietroburgo .La sede dell'associazione è in P.Guicciardino Strozzi a Firenze dove si possono ammirare molti quadri del "realismo russo" , assolutamente eccezionali .La sede è aperta al pubblico .Per maggiori informazioni si può visitare il sito anche su FB www.amiciermitage.it. dove troverete anche il programma del nuovo viaggio a S.Pietroburgo e Mosca dal 22 al 28 giugno 2017 .

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MAGGIO FELINO 2017 evento annuale su iniziativa del Comune di Fiesole e l' "Accademia dei gatti magici"si è svolto il pomeriggio del 26 maggio 2017 - alla Biblioteca Comunale di Fiesole .
Presentato da Laura Lodigiani il libro "Gatti e ribelli" di Marina Alberghini.(Mursia Editore.) Da Baudelaire a Burroughs, da Brassens a Bukowski, i gatti complici e compagni di coloro che rivendicarono il diritto di essere se stessi. Sarà presente l'Autrice anche presidente dell Accademia


Il programma della giornata è stato aperto con il saluto di Anna Ravoni, Sindaco del Comune di Fiesole e dell'Assessore alla Cultura Barbara Casalini. Sono intervenuti il Dr. Alessandro Martire, antropologo e scrittore e Massimo Rossi, Segretario dell'Accademia dei Gatti Magici. Sono stati assegnati dall'Accademia dei Gatti Magici, premi e diplomi con un dono agli autori di opere letterarie gattofile, associazioni e atti di protezionismo.

Premio speciale a Andrea Cisternino e alla sua Associazione per la sua attività a favore degli animali e a Daniela Mastromattei per l'attività giornalistica gattofilo animalista.

Premio speciale "Pippi Gatta Sindaco" a Ruffy, gatto vigile del comune di Lucca, a Ninna, la riccetta che ha salvato la vita al veterinario Massimo Vacchetta, a Luni, gatto aziendale di Donata Bellani, a Mickey, il catmodel di Loretta Marcucci.

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Proposta di legge per l'artigianato di alta qualità è rimasta lettera morta .Qualsiasi cosa che abbia buon senso nel nostro paese rimane lettera morta per politici e amministratori . L'idea era nata grazie al mio libro "Firenze nel cuore del Cremlino" che illustra le grandissime potenzialità delle nostre imprese artigiane e della qualità di lavoro che possono offrire e sviluppare, in questo grave momento di crisi economica internazionale .Mina Gregori studiosa dell'arte,Legion d'Onore e Presidente della Fondazione Longhi si è appassionata alla questione e si era impegnata a scrivere e a sottoporre una proposta di legge alla Presidenza del Consiglio, proposta che si prefigge d'intervenire sulla formazione e su facilitazioni e sostegni per l'artigianato di altissima qualità. Poteva essere un' iniziativa molto importante , chissà mai !!!.

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Finalmente anche il Presidente del Consiglio ha dichiarato quanto noi stiamo dicendo da tempo sulla nostra Costituzione e sinceramente ci auguriamo che se vuole aggiornarla, inizi dalla modifica dell'articolo 1° da noi proposta e già presentata nei due rami del Parlamento . A seguito del Presidente ora l'intervento de ministro Renato Brunetta ! Bravo Ministro ci faccia sperare e portiamo la legge in commissione Affari Costituzionali !

Sono passati più 10 anni da quando mi sono posta il problema e proposto di avviare questa riforma costituzionale avendone anche autorevoli consensi e con una notevole raccolta di firme fra i cittadini( che conservo gelosamente).Ora la rimetto on-line, in occasione dei 60 anni della liberazione, per capire se i tempi sono più maturi per comprendere il significato della mia proposta!I tempi si sono dimostrati maturi e ora il disegno di legge è depositato in parlamento dal 22 marzo 2007 allo scadere esatto dei 60 anni dell'approvazione in Assemblea Costiuente dell'Art.I° vigente.Il disegno di legge è stato depositato dall'On. Donatella Poretti, che ne porta la firma e che ringrazio per aver accolto con entusiasmo e fatta propria la mia istanza e quella di tutti i firmatari antichi e meno .Alla proposta originale sono state apportate delle modifiche nel titolo ,accogliendo anche i suggerimenti del Prof.Paolo Blasi che fu fra i primi firmatari,e attuati ulteriori approfondimenti sulle motivazioni che potrete trovare in appendice .Dai primi d' aprile 2007 il Gruppo Radicale della RnP e i "Comitati per le libertà " iniziano la campagna per la modifica dell'Art.1 con le adesioni dei parlamentari e la sensibilizzazione della opinione pubblica. Sono previsti convegni e incontri in tutta Italia promossi con i Comitati per le Libertà e la proposta ha suscitato già l'approvazione di esperti ed opinionisti come Paolo Armaroli (Il giornale) Angelo Panebianco (Corriere della sera-Magazine)Guido Gentili (Sole 24ore)Dimitri Buffa (L'opinione). Fra i sottoscrittori parlamentari si sono aggiunti gli on.li I.Santelli, E.Costa, Dario Rivolta (FI) Grillini(DS) e Barani(NPSI)Riccardo Migliori(AN)Stefania Creaxi(FI). Presentata al Senato nel 2008, primo atto della neo senatrice Donatella Poretti è stata sottoscritta anche da Francesco Cossiga, un avvallo di notevole significato.Il n. 56 de "Il Governo delle cose" l'ottima rivista di politica diretta da Gianni Conti, ne ha pubblicato il testo accompagnato da un mio articolo, così anche PensaLibero (giornale on line), con una presentazione positiva del suo direttore Nicola Cariglia che ha proposto ai suoi molti lettori una aperta discussione e Infolaici.it

Il 29 settembre 2007 nella Sala del Gonfalone nel Palazzo del Consiglio della Regione Toscana promossa dal vicepresidente Paolo Bartolozzi si è tenuta una tavola rotonda, interamente registrata da radioradicale, moderata dal giornalista Giancarlo Magni con l'on Donatella Poretti, il Prof Paolo Armaroli , Giovanni Gentile, Pres. Assoindustria di Firenze e la sottoscritta Laura Lodigiani .Sono intervenuti Nicola Cariglia, Marco Cellai, Alessandra Nucci, Marcello Paris a sostegno dell'iniziativa e impegnandosi a promuoverla .

Proposta di modifica del

I° Articolo della Costituzione Italiana

-Un popolo ha sempre diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria costituzione.Una generazione non ha il diritto di sottomettere alle proprie leggi le generazioni future ed ogni ereditarietà delle funzioni è assurda e tirannica. (Art. 33 della costituzione francese, 1793)

-Alcuni uomini guardano alla costituzione con ipocrita reverenza e la considerano come l'Arca dell'Alleanza, troppo sacra perchè la si possa toccare. Attribuiscono agli uomini dell'era precedente una saggezza più che umana e pensano che ciò che loro fecero non possa essere emendato................... Io non sono certo fautore di cambiamenti frequenti e non sperimentati delle leggi e delle costituzioni, ma so anche che le leggi e le istituzioni devono procedere a pari passo con il progresso dell'intelletto umano...........Quando si fanno nuove scoperte, si svelano nuove verità e i costumi e le opinioni cambiano con il mutare delle circostanze, anche le istituzioni devono progredire, e restare al passo con i tempi .(Jefferson)

Non sarà mai ripetuto abbastanza spesso che la Costituzione è una limitazione del governo ,non dei privati cittadini - che non prescrive la condotta dei privati cittadini,ma solo la condotta del governo - che non è una carta per i poteri del governo , ma una carta per la protezione dei cittadini contro il governo.(Rand)

Credo sia importante ricordare questi insegnamenti. Anzi non dimenticarli mai.

Sappiamo da tempo che c'è qualcosa di stonato nella nostra Repubblica Democratica.Troppe sono le contraddizioni e le disuguaglianze, troppe le furbizie, troppe le ipocrisie e anche troppe le ingenuità. Non è solo il debito pubblico economico altissimo, ma anche quello morale. E' necessario ridiscutere il Patto fra cittadini e stato.- Le costituzioni sono forme che strutturano e disciplinano i processi di formazione delle decisionoi statuali - (Sartori).

Il primo articolo della costituzione del 1948, quello che ne introduce il contenuto più alto e simbolico ,il riferimento di indirizzo, recita:

-L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro-

Ora non è difficile rilevarne subito il limite e l'inadeguatezza, solo alla luce di un indagine filologica e vediamo che: all'origine del sostantivo -lavoro- vi è l'idea di fardello, dello sforzo. In latino labor indicava le fatiche nei campi, in seguito lavoro duro, sforzo.Certo nulla di nobile! Possiamo osservare quindi che la prima basilare ispirazione del nostro patto o contratto è un concetto di fatica e fardello, sostanzialmente chiuso di scarso respiro e privo di speranza. Ma riflettiamo oltre; questo concetto crea un'immediata disuguaglianza tra la popolazione della -Repubblica Democratica- in quanto esclude dalla vita della stessa, i minori, gli anziani, i deboli tout court e in generale tutti coloro che non sono in grado di lavorare. Il risultato di questo primo articolo, valore, indirizzo è sotto gli occhi di tutti oggi: una democrazia zoppa, diseguale, scarsa di rispetto generale e quindi di giustizia. L'Art.1 come i preamboli di molte altre costituzioni dovrebbe indicare un valore più alto e generale, salvaguardia della personalità di ogni cittadino, quel valore che è il primo per qualsiasi democrazia adulta, la LIBERTA' unico vero ossigeno di una società pienamente democratica.

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sulla libertà.

Fra i primi sottoscrittori con firme autografe: Sen.Marcello Pera, Giorgio Albertazzi,On Mario Segni, Prof.Paolo Blasi (CNR Un.di Firenze),Prof.Giorgio Rebuffa, Krancic e molti parlamentari di allora.

Proposta di legge 22 marzo 2007

Proposta di legge costituzionale :modifica all'articolo 1 della costituzione.

Era il 22 marzo 1947 quando l'Assemblea Costituente in una seduta pomeridiana approvò il primo articolo della Costituzione il cui primo comma recitava :"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Non una Repubblica dei loavoratori come proponeva Palmiro Togliatti, non "fondata sui diritti delle libertà e i diritti del lavoro" come proposero Ugo la malfa e Gaetano Martino, ma "fondata sul lavoro" come mediò Amitore Fanfani .Quindi una soluzione primariamente politica e ovviamente compromissoria fra i due schieramenti che si fronteggiavano dopo il 25 aprile del 1945, specchio del nuovo assetto internazionale che vedeva i paesi vincitori avviarsi ad una nuova guerra ,detta "fredda".D'altra parte il "lavoro" quale principale elemento fondante della nuova Repubblica democratica d'Italia, costituiva non di meno una priorità per un Paese distrutto dalla guerra .Solo attraverso il contributo di ogni cittadino "al progresso materiale e spirituale della società", come recita l'articolo 4 della Costituzione, l'Italia avrebbe potuto avviarsi verso ricostruzione e prosperità.Oggi sessant'anni dopo,i frutti di quella straordinaria e miracolosa rinascita, già manifesta pochi anni dopo la fine del conflitto mondiale, sono già davanti agli occhi di tutti . La "guerra fredda"si è conclusa da oltre un decennio, e dopo di essa si sono presentate e continuano a presentarsi, nuove sfide per la nostra democrazia.La prosperità dei cittadini non passa più attraverso una ricostruzione,ma attraverso la capacitàdi stare al passo e di competere in una nuova economia globale.Il pericolo principale per la nostra Repubblica non veste più i panni riconoscibili di un esercito invasore o di aspiranti despoti,ma quelli di invisibili strateghi del terrore.La risposta a quel terrore -che è la nostra reazione alla percezione di un paricolo imminente-può determinare le soirti della democrazia.Quando,nel nome della generale sicurezza e tranquillità saremo disposti a limitare la libertà di pochi ,si aprirà davanti ai nostri occhi quella stessa voragine che i nostri padri costituenti furono chiamati a richiudere.Se il lavoro rimane elemento essenziale nella società e nell'economia,come peraltro affermato più volte nella Carta fondamentale ,esso si rivela oggi inadeguato quale unico elemento fondante della nostra democrazia .Proponiamo per questo di modificare il rpimo articolo della Costituzione come segue:" La Repubblica democratica italiana è uno Stato di diritto fondato sulla libertà e sul rispetto della persona" .

Il primo articolo

La preposizione con cui solitamente si apre una costituzione ha un altissimo significato simbolico .E' in essa che viene affermato un modello istituzionale ed è co essa che si esprimono i valori fondanti ,la base del vivere civile .Tramite il primo articolo di una costituzione ,si identifica un popolo ,la sua forma di governo,la sua storia-quella dei diritti fino allora negati-ed anche sulle sue aspirazioni .Ma la costituzione sarà efficace nell'affermare e proteggere i suoi valori fintanto che il "popolo" in essa identificato possa a sua volta identificare se stesso in quella dichiarazione di "apertura" .Il primo articolo è quello che intere generazioni dovrebbero imparare a memoria ,tramandare o citare ogniqualvolta vi sia una sua patente o potenziale violazione .Con esso si dovrebbe misurare ogni giornol'operato dei governanti ,la sue eco riverberare nelle opere letterarie,nella cinematografia ,nelle aule di tribunale.Tutte manifestazioni, queste, di una Costituzione viva, diffusamente sentita e quindi rispettata .A sessant'anni di quel 22 marzo 1947 ,non vi è dubbio che l'articolo 1della Costituzione ha clamorosamente fallito questa sua alta missione :non identifica il popolo ,inteso quale totalità dei cittadini ,né il popolo italiano piò identificarsi in esso .Al massimo riconosce una forma di governo ("Repubblica democratica")basata su attività ("lavoro")che difficiolmente può costituire il valore fondante di una soicietà.

Lavoro e popolo

Anche se molte e concorrenti sono le definizioni di" lavoro" nel nostro ordinamento ne troviamo una autorevole all'articolo 4,comma2,della costituzione: un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".In questo articolo il" lavoro" è qualificato come diritto e dovere di ciascun cittadino.Una definizione molto ampia ,volutamente indeterminata,che non si limita ad indicare un rapporto di lavoro tradizionale,come per esempio quello pattuito in un qualsiasi contratto d'impiego .Ma chi esattamente può riconoscersi nella categoria di "lavoratore",ovvero di cittadino che svolge l'attività sulla quele è fondata la nostra Repubblica?Possono identificarsi in quel primo articolo i milioni di cittadini disoccupati? e coloro che lavorano al nero ,e quindi non pagano le imposte,i milioni di cittadini in fase di studio ,minorenni e non,o di formaziuone sono lavoratori effettivi ,opure solo potenziali" attori" ?Ed i milioni di cittadini non più in grado di lavorare in quanto affetti da gravi malattie o perchè vittime di incidenti sul lavoro ? Cosa dire dei milioni di cittadini che percepiscono una pensione di anzianità non più svolgendo l'attività "lavoro"?E' da considerarsi lavoratore anche la persona alla ricerca della propria felicitàe realizzazione,anche al costo di restare a lungo tempo senza" lavoro"?E' possibile che attraverso compelssi sofismi giuridici ,il concetto di "lavoro"possa essere esteso a tutte le categorie sopraelencate,fino ad includere la totalità dei cittadini.Ma il semplice fatto che a sessant'anni ,questo domande possano essere ancora poste ,che milioni di cittadini possano anche solo esitare a riconoscersi nel principio fondante della propria Repubblica,è indice del fallimento di quel primo articolo .Cosa ben più grave,chi esita a riconoscersi in questo primo articolo ,finirà per accogliere con diffidenza anche il resto di tutta la Costituzione .

Repubblica democratica

Il termine Repubblica era originariamente sinonimo di Stato,ciò che appartiene alla sfera pubblica (res pubblica)Platone descrisse la sua repubblica (Politeai)uno stato i cui guardiani sono re-filosofi ,i soli ad avere piena coscienza degli ideali di Giustizia e Bene.Essi governano nel nome della maggioranza dei cittadini ,i quali hanno una limitata pecezione di valori fondamentali.Dal diciasettesimo secolo in poi il termine repubblica è comunemente usato per indicare l'assenzqa di monarchia.Ma repubblica non era e non è sinonimo di democrazia.I costituenti ritennero quindi necessario di qualificare ulteriormente l'espressione "repubblica" con l'aggettivo "democratica" .Con esso si rafforza la partecipazione del popolo.al governo della cosa pubblica ,allontanadone le possibili degenerazioni dispotiche .Tuttavia ,anche l'espressione "Repubblica democratica"è insufficente ad individuare e garantire quei diritti ,che se non rispettati,determinano una vera e propria dittatura ,sebbene formalmente "democratica":Cosa distingueva infatti la Repubblica democratica tedesca (DDR),l'ex Germania dell 'Est,dalla Repubblica democratica italiana?In ben 42 su 48 Paesi del continente africano vi sono state elezioni democratiche,ma quasi nessuno di questi gode di diritti così come nei Paesi cosidetti occidentali.Una delle più feroci tirannie oggi al mondo è quella della Repubblica democratica popolare della Corea del Nord .La Repubblica islamica dell'Iran ,per esempio ,tiene regoloari elezioni ,eppure difficilmente potremmo paragonare il suo assetto istituzionale come una democrazia simile alla nostra.

Libertà ,rispetto della persona Stato di diritto

Sono numerosi i vari assetti istituzionali della varie "Repubbliche democratiche"oggi esistenti.Vi è però un elemento caratterizzante ed essenziale affinché una democrazia possa definirsi di tipo occidentale,ciò che nel diritto comparato anglosassone si chiama "liberal democracy"(democrazia liberale) contrapposto alla"popolar democracy(democrazia del popolo)ovvero i Paesi a regime comunista dispotico .Questo elemento fondamentale non puòil "lavoro" nozione generica ,indeterminato e indeterminabile,e che contraddistingue qualsiasi società ,sia essa repubblicana o monarchica,democratica o dittatorialòe,primitiva o moderna,tribale o nazionale.Non a caso ,il concetto di "lavoro " è principale elemento fondante delle "democrazie popolari"e non delle democrazie cosidette occidentali .Il primo articolo della Costituzione della Repubblica di Cuba ,ad esempio recita"Cuba è uno Stato socialista di lavoratori"Il concetto di lavoro era presente anche nel primo articolo della Costituzione dell'ex Unione Sovietica: L'Unionedelle Repubbliche Socialiste Sovietiche è uno stato socialista degli operai e dei contadini" :Così anche la Repubblica Popolare Cinese :"La Repubblica popolare cinese è uno stato socialista di dittatura democratica popolare ,guidata dalla classe operaia e basata sull'alleanza operai-contadini".Il secondo articolo della Costituzione della Repubblica democratica del Laos riconosce quali suoi componenti fondamentali "lavoratori,contadini ed intellettuali".Insomma,il nostro primo articolo della Costituzione, allontana l'Italia dalle democrazie cosidette occidentali (liberal democracies)e l'accomuna ai paesi comunisti dispotici.L'elemento discriminante delle democrazie a cui vogliamo appartenere è invece il grado di libertà garantito a coloro che nel medesimo sistema democratico risultano "perdenti"le minoranze;democrazie il cui comun denominatore è la persona ,l'individuo .La libertà di stampa, la libertà di espressione, la libertà di religione, la libertà di voto, la libertà terapeutica,la libertà di circolazione,il pluralismo politico la libertà di non essere discriminati in base al sesso,razza o preferenze sessuali ,la libertà di riunirsi pacificamente, l'inviolabilità del domicilio.il diritto alla riservatezza,la libertà economica,la libertà di perseguire la propria felicità e realizzazione.Una maggioranza ,anche quando eletta dalla quasi totalità dei cittadini ,non può mai ostacolare, sopendere o rimuovere questi diritti .Una maggioranza che opprime una minoranza ,seppur "democraticamente",risulterebbe si in un regime formalmente democratico ,ma anche totalitario,Difficilmente,infatti ,le minoranze private dei diritti di cui godono le maggioranze possono partecipare ed aspirare a governare la cosa pubblica,Da una democrazia totalitaria ad una dittatura totalitaria il passo è breve ,come testimonia la "democratica"ascesa al potere dell'ultimo cancelliere della Repubblica di Weimer ,Adolf Hitler .Per la protezione di queste libertà ,le domocrazie cosidette occidentali si sono dotate della separazione dei poteri e di sistemi di controlli e contrappesi("cheks e balances),distinguendo ruoli e istituzioni,al fine di evitare una eccessiva concentrazione di potere.Se tutti i poteri rispondessero alla volontà di uno stesso gruppo di cittadini,anche quando fortemente maggioritario verrebbe meno quel sistema di controlli e contrappesi .Non a caso in tutte queste democrazie il potere che sopra ogni altro è deputato alla difesa e protezione delle libertà della persona,è anche il meno democratico :il potere giudiziario.Nel nome di quelle libertà inviolabili anche quando osteggiate da un' ampia maggioranza di cittadini, i 13 giudici della Corte Costituzionale Italiana hanno facoltà -tutt'alto che" democratica ,e al contempo profondamente democratica -di annullare leggi emanate dal Parlamento ,espressione della volontà popolare.Per questo motivo, l'Italia dovrebbe essere prima di tutto una repubblica democratica fondata sulla libertà, intesa quale totalità dei diritti della persona,senza i quali verrebbe meno la distinzionecon quelle "repubbliche democratiche"che ieri, come oggi,opprimono intere genti nel nome della volontà popolare .La libertà trova la sua principale e massima protezione nello Stato di diritto :supremazia e rispetto della legge ,in primis rispetto della Costituzione, Legge fondamentale di tutti i cittadini.Senza legalità,senza certezza del diritto , perdono valore anche i più alti e nobili principi enunciati nella Costituzione,in quanto difficilmente se ne potrebbe esigere ed ottenere il rispetto e l'applicazione.Il cittadino posto d'innanzi all'incertezza del diritto ,alla rassegnata accettazione di una diffusa illegalità ,si allontana dalle istituzioni e perde fiducia nella legge ,percependola come astratta ,relativa e sopratutto non vincolante .Sopratutto sono sottoposti ai limiti di legge le massime cariche dello Stato ,proprio in virtù del grande potere loro conferito.E' il principio dello stato di diritto che dà forza e vita non già al primo articolo della costituzione ,ma all'intero dettato costituzionalee a tutte quelle norme da essa derivanti a tutela dei diritti fondamentali.

Proposta di legge costituzionale .

L'articolo primo della Costituzione della repubblica italiana è sostituito dal seguente:

La Repubblica democratica italiana è uno Stato di diritto fondato sulla libertà e il rispetto della persona

Sul necessario e ormai impellente cambiamento costituzionale alla voce "Il commento"pubblico un articolo assai significativo di Bettino Craxi,datato 1996 .

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MEMENTO GULAG

I Comitati per le Libertà propongono l'istituzione di una giornata in ricordo di tutte le vittime dei gulag ,di tutte le vittime dei regimi comunisti . A questa richiesta partita dall'Assemblea Generale dei Comitati svoltasi a Roma l'1 e 2 marzo 2003 si sono unite numerose associazioni internazionali di Mosca ,Washington, Bucharest, Budapest, Vilnius, Minsk , Berlino e presentate già proposte di legge al nostro Parlamento ,on.Fabio Garagnani e al Parlamento Europeo on .Paolo Bartolozzi .Per sostenere l'iniziativa il Comitato per la Libertà nella Costituzione di cui sono promotrice ,in collaborazione con la C.E.U presiedurta da Luigi Bellini e con l'associazione Guarda all'Europa del on. P.Bartolozzi ha organizzato un incontro a Firenze ,che si e tenuto la mattina di sabato 25 ottobre 2003 nel prestigio del Salone de' 500 di Palazzo Vecchio. L'incontro prevedeva i saluti del Sindaco che si è fatto notare per la sua assenza anche se ha inviato subito dopo le sue scuse ufficiali e l'adesione totale all'iniziativa .Luigi Bellini e la sottoscritta hanno così avviato l'incontro come previsto dal programma .L'On Paolo Bartolozzi ha illustrato con grande efficacia la mozione da lui presentata al Parlamento europeo seguito dalla relazione storica applauditissima di Valerio Riva che per anni ha lavorato per rendere nota la realtà di quello che sono stati e sono i regimi comunisti .Giorgio Albertazzi ha fatto a sorpresa la presentazione di Ante Zemljar leggendo alcune sue poesie .Zemljar ,poeta ,artista mosaicista è stato presidente dell'Associazione Deportati di Goli Otok famoso gulag titino, in cui trascorse cinque terribili anni della sua vita .L'incontro è stato concluso da Giorgio Albertazzi che con la sua straordinaria sensibilità interpretativa ha letto dei racconti tratti dal bellissimo libro di Jacques Rossi (25 anni nei gulag siberiani) "Com'era bella questa utopia". Moltissime sono state le adesioni perchè sia istituita la giornata Memento Gulag così come si è fatto per l'olocausto ebraico, L'istituzione è molto importante perchè così si potrà parlarne ai giovani nelle scuole almeno una volta all'anno. Conoscere, ricordare ,memorizzare non dimenticare perchè tutto questo finisca la dove ancora esiste e non ripetersi mai più.