L'intervista

30 luglio 2016

Renzo Maietto, architetto affermato in Italia e soprattutto negli Stati Uniti dove da lavora i fra Miami e New York! Recentemente anche a .....nel Connetticut dove ha aperto un ristorante italiano. Renzo ha seguito fin dal' inizio delle primarie fino alla Convenction di Cleveland, la campagna e l'ascesa di Donald Trump per la conquista della nomination repubblicana e ora per andare in meta alla Casa Bianca !

 

-Da anni vivi e lavori in america e conosci profondamente gli Stati Uniti sia nell grandi città da New York a Miami ma anche la provincia più sconosciuta : perchè Trump ?

-In questo momento e' importante che vinca un candidato che abbia la capacita' di convincere il Congresso a legiferare.
Un leader che abbia una esperienza a trattare affari e una prospettiva di indirizzo per il futuro economico americano
In questo momento stiamo stampando soldi e quindi prendendoli in presto per tamponare una economia senza prospettiva.
Non puo continuare il passo attuale.-Si, prendere in prestito soldi! Ma per investirli nel paese per rifare innanzi tutto le infrastutture da 80 anni abbandonate dopo Roosevelt
Questo darebbe al paese risorse per nuove tecnologie da esportare al resto del mondo in cambio di beni di consumo a lavoro intenso tipo Cina, Africa, India ecc
Tutti lo vogliono anche Obama, Clinton e Trump.
Senza una maggioranza al Congresso, l' ostruzionismo di potere, ha congelato il Paese per troppo tempo.

-Ma cosa ti ha convinto a credere e sostenere un personaggio così controverso come Donald Trump , anche fortemente ostacolato nel suo partito ?

-Trump sta facendo demagogia per vincere la presidenza .Sicuramente è impreparato a governare l' establishment ! Ma prenderà persone giuste per raggiungere gli obiettivi che deve raggiungere .Giusti per il Paese in questo momento ! E anche per il mondo , il mondo ha bisogno di un' America forte per ristabilire un ordine demolito dagli stessi Americani di Bush e Obama .


-Quale secondo te la sua caratteristica migliore quella vincente ?

-Trump genio mediatico ha saputo aggregare quelli che non hanno mai votato. Quelli scontenti raccogliendo voti mai raccolti dal partito repubblicano.

Da New York

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Gennaio 2015

Antonio Fallico romanziere con lo pseudonimo di Anton Antonov , in questa veste autore di " Prospettiva Lenin"(Feltrinelli, 2010) e recentemente del "Il Gatto Rosso "(Meridiano Zero) . L'intervista è un genere giornalistico fra i più difficili . Richiede una buona conoscenza della biografia del'intervistato , del tema trattato e sopratutto cosa, l'intervistatore, ne vuole far conoscere e approfondiere per i suoi lettori . L'intervista è fuori dalle "pari opportunità", potrebbe quasi definirsi un duello ad armi impari, in quanto esprime due opinioni a confronto: celata , quella dell'intervistatore, palese quella dell'intervistato ! L'intervista che sto per fare è una delle più difficili e interessanti della mia carriera giornalistica per la personalità complessa e la statura (celata) del protagonista :Antonio Fallico alias Anton Antonov o viceversa. Antonio Fallico nasce nella terra di Luigi Pirandello e con il grande scrittore e drammaturgo siciliano ha molto in comune per filosofia e finezza di cultura e lo hanno anche i personaggi dei suoi romanzi anche nella duplicità di scrittura :una parte in prima personae altra in terza . La sua attività letteraria appare notevolmente autobiografica per la scelta dei luoghi e dei caratteri dei protagonisti come Zeno Zanonato e dove pirandellianamente la realtà non è mai quella che sembra e la finzione non semore lo è, e quindi finzione e realtà spesso sono la faccia della stessa medaglia. Antonio Fallico nasce uomo di lettere ma fa carriera nei numeri dell' economia e del'alta finanza prima in Unione Sovietica e poi in Russia, si professa ancora comunista ma vive da sempre di capitalismo ; torna alle lettere da protagonista ma preferisce uno pseudonimo ....così dribblerò le mie domande fra Antonio Fallico e Anto Antonov ......

 

Nell' ufficio di Mosca

Ad Antonio Fallico :

-Perchè dopo 40 anni torna alla letteratura , se pur in ruolo diverso, non da professore ma da scrittore e lo fa in altra lingua il russo e sotto pseudonimo con il romanzo -Prospettiva Lenin-?

-Accidentalmente ho conosciuto il protagonista del "Lenin" e mi ha dato spunto a raccontare anche quanto era dentro di me di vissuto cercando di capire, oltre la realtà, le ombre. L'ho scritto in russo sotto pseudonimo di Anton Antonov . Lo pseudonimo è motivato dalla necessità di tenere le mie due vite separate soprattutto per buon gusto: una cosa il lavoro ufficiale e altra il privato con le sue fantasie..e... ombre .Tenere divise le due attività rende l'impatto inferiore e più gestibile. "Prospettiva Lenin " nella sua prima edizione in russo era molto più lungo e aveva capitoli che riguardavano i viaggi del protagonista in Asia Centrale, ma nell'edizione italiana l' editore Feltrinelli ha voluto tagliare tutta questa parte per snellire la pubblicazione e riducendolo così di due terzi .

Ad Anton Antonov

-Quanto c'è nei suoi romanzi, diciamo in percentuale, fra verità e romanzo ? Molti dei nomi che sono presenti nelle vicende raccontate sono assolutamente veri, come nel'ultimo libro -Il gatto rosso-. Indubbiamente tutto questo avvince il lettore e lo rende particolarmente partecipativo. Personalmente nel leggerlo, sopratutto la prima parte scritta sotto forma di diario, conoscendo molti dei fatti e dei protagonisti delle vicende narrate, dai Casi Feltrinelli e Moro all'attentato a Giovanni Paolo II, non ho smesso un minuto di chiedermi quanto di vero e quanto di romanzato ci fosse , senza venirne a capo...

- Direi fifty/fifty con una parte di realtà, lucide verità e l'altra di ombre.... del resto non meno reali . Nella prima parte dove ci sono troppe notizie che ho vissuto ho preferito il diario; nella seconda parte il racconto....... la vicenda drammatica ho preferito la terza persona

-Perchè questo titolo -Il gatto rosso - ?

-Personificazione..... (ma forse inconsapevolmente Bulgakov con il suo diabolico gatto nero di "Maestro e Margherita" Behemoth!) del gatto rosso come trasformazione del protagonista: Zeno Zanonato. Zeno nella conclusione del romanzo si rivela essere una sorta di creatura artefatta, un gigante d'argilla rossa come il Golem creato nella Praga del XVI sec dal Rabbino Low ben Bezalel, Golem è un automa plasmato per servire con il solo inconveniente di crescere e diventare distruttivo e quindi da eliminare.... ecco perchè "Il gatto rosso" ! La severa punizione per il tradimento di grandi ideali trasformati in una cinica ideologia .

Torniamo ad Antonio Fallico

- Cosa ci può dire sulla realtà, da profondo conoscitore del mondo politico ed economico russo con i suoi 40 anni di esperienza, della Russia contemporanea che torna protagonista sul teatro politico mondiale ! Solo effetto dell'indubbio carisma di Putin o c'è dell'altro ?

-L'estensione geografica di ben 11 fusi orari, la cultura ...la Russia non può essere trattata in modo secondario....Però senza un uomo forte con un gran senso dello Stato non potrebbe essere protagonista del teatro politico mondiale, come dice lei ......Senza un leader con un grande attaccamento al proprio Paese, le tensioni geopolitiche che cercano di subordinare gli interessi della Russia avrebbero gioco facile, ma Putin gode del consenso del 70% del Paese ed è certo che starà al suo posto fino al 2018.E pronto a raddoppiare .

-Quanto può essere consigliabile anche per le nostre piccole e medie imprese sviluppare rapporti commerciali con la Russia ?

- Le sanzioni dureranno per molto tempo perchè il prezzo del barile non supererà i 60 $ per almeno due anni. La contrazione del turismo russo verso l' Italia è del 13 % e riguarda il turismo medio basso mentre non ha subito contrazione il turismo di alta qualità che rimane stabile. Per i rapporti commerciali il settore agroalimentare ha subito da parte russa limitazioni solo nel prodotto fresco, per il resto le prospettive rimangono buone anche se l'attuale clima politico non ci aiuta, né aiuta l' Europa. Ma se rimangono ferme le iniziative italiane pubbliche e governative, non così nel privato. Nei prossimi mesi sono previste 10 importanti azioni di marketing del vino in Russia dirette anche a città periferiche su iniziativa di imprenditori privati . Molti sono i comparti, inoltre, che non subiscono le sanzioni europee o statunitensi . Ma proprio queste iniziative private sono da incoraggiare per premere sul governo italiano perchè si riapra un rapporto naturale di scambi commerciali e culturali .

-La politica del presidente Putin porta molti europei a considerare la Russia odierna portabandiera delle tradizioni dei valori occidentali e cristiani più antichi e sostanzialmente anche la libertà dei popoli, non è un imperbole ?

Si è vero !

 

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21 luglio 2013

Loris Pinzani, psicologo e specialista in psicologia clinica ma anche scrittore di narrativa e su questo fronte ha vinto il -Fiorino d'argento- al Premio Firenze nel 1999 con il Romanzo "La via di fuga" (Loggia dei Lanzi ) .Loris Pinzani insegna Psicologia in Master post universitari in varie sedi italiane e svolge anche un' attività di consulenza per alcune reti televisive attualmente per TVR Telitalia/7 Gold . Recentemente ha pubblicato e presentato a Firenze , sua città natale e dove vive , un saggio dal titolo -La dinamica delle emozioni.Il ripristino della funzione di attaccamento nell'adulto- in cui espone la sua ricerca sulle -emozioni- e su come esse possono curare molte patologie psichiche .L'innovativa ricerca è tema dell'intervista

-Molto intrigante il titolo di questo libro "La dinamica delle emozioni "! In una società che vive di emozioni continue ma superveloci di cui perde traccia in brevissimo tempo , lei propone di curare il 'mal di vivere' proprio con le emozioni ?

In effetti le emozioni sono vissute con un incalzare che non consente di avvertirne la totalità .In questi periodi più che in passato si avvicendano tra loro e quando ancora non abbiamo assimilato la precedente, l'ambiente propone quella successiva . Accogliamo avidamente ogni nuova emozione e solo raramente proviamo a respingerne una ulteriore; più spesso riviviamo quelle passate per trarne il significato che tende a sfuggirci . In quel caso siamo consapevoli che proprio quella emozione sarebbe in grado di consegnarci l'intensità che al momento non vediamo . E' vero: le emozioni sfuggono facilmente e siamo destinati a cercarle anche per tutta la vita . Molte si disperdono, scorrono e non siamo in grado di vederle, di capirle, di comprendere come siano nate oppure chi o cosa le abbia suscitate in noi. La vita mentale (quindi la vita stessa ) di ogni essere umano si compone essenzialmente di emozioni, tramite cui siamo in grado di impossessarci del senso della realtà stessa . E' questo il punto nodale, con le emozioni si vive e da esse comprendiamo il significato delle cose, delle giornate e di ogni fatto della vita, qualunque sia la sua rilevanza . Il senso profondo de "La dinamica delle emozioni" è molto più semplice dei concetti che lo compongono didatticamente e consiste nella teorizzazione che ogni argomento della nostra vita è abbinato ad un' emozione che lo distingue e lo individua; questo collegamaneto è impartito dalle figure di riferimento entro un breve periodo di tempo dopo la nascita, trascorso il quale la situazione si stabilizza e resta immutabile . In seguito però il processo di apprendimento del collegamento tra argomenti ed emozioni a cui sono abbinate puo essere riaperto, se lo psicologo è dotato di peculiari carratteristiche riassunte con il termine Anevrosi. Durante il percorso psicoanalitico il soggetto apprende ad instaurare una nuova relazione tra gli aspetti dei fatti della vita e le emozioni che lo porta a risolvere il proprio disagio . Dunque il metodo psicologico che ho eleborato cura il "mal di vivere" insegnando all' individuo la corretta dinamica delle emozioni, ovvero la relazione che esiste tra ogni aspetto della realtà e la sensazione che ne deriva .

- Da dove inizia la sua ricerca ?

-La ricerca ha avuto inizio duarante la mia stessa lunga analisi . In quegli anni ho maturato la consapevolezza che poteva esistere un modo diverso e "diretto" per raggiungere l'affrancamento dalla nevrosi . Poi, gradatamente, sono riuscito ad individuare le caratteristiche che deve possedere lo psicologo al fine di risolvere il disagio nevrotico dei soggetti in cura .

-Quali sono le patologie psichiche che si curano meglio con questo metodo ?

- Con l'uso del livello di coscienza che consente una comunicazione così intensa e permanente si possono sanare tutte le errate attribuzioni emotive di ogni soggetto che sia in grado intellettivamente di operare un percorso in cui viene mutata la relazione tra ogni argomento della vita e l'emozione cui è associato . In effetti nell' individuo ogni aspetto della realtà vissuta è abbinato ad un 'emozione, caratterizzandone la personalità . L'uomo vive e struttura la propria personalità instaurando una relazione tra realtà e le emozioni che ne derivano . La comunicazione tra gli esseri a questo intenso livello di profondità avviene mediante un particolare e sofisticato canale comunicativo della mente, il Piano Alfa, che si attiva esclusivamente nel caso che lo psicologo abbia raggiunto la condizione di Anevrosi. L'attività del Piano Alfa si svolge in modo non consapevole e inavvertibile dall'individuo .

-Il suo metodo di -ripristinodella funzione di attaccamento nell' adulto-potrebbe essere anche applicato a migliorare il livello dei nostri politici e salvare la politica che rimane sempre una inrinunciabile necessità sociale ?

-Domanda provocatoria ed interessante, non certo banale e dotata di un imponente senso epistemologico. Naturalmente (sic) l'esito di ogni intervento psicologico è legato alla partecipazione dell' interessato : la psicologia che indaga ad opera a questi stadi di profondità raggiunge risultati straordinari se il soggetto desidera effettivamente emanciparsi, viceversa non realizza alcun risultato soddisfacente . Dunque è impossibile realizzare miglioramenti nella mente di chi non lo desideri con la necessaria intensità .Quindi non so se i politici (attuali).......

 

 

1 giugno 2012

Gianni Sarto, esperto di questioni fiscali vive e opera a Firenze .Nei tempi delle mie trasmissioni televisive su Italia 7 negli Anni Novanta è stato con me in una serie di puntate su questioni fiscali , una delle 'nostre battaglie' fu sulla tassa di successione in cui il Dott. Sarto spiegò che era un tributo la cui emissione costava allo Stato molto di più di quanto incassava, oltre ai disagi portati nelle famiglie in momenti sempre dolorosi .Poco dopo fu abolita ma poi sulle solite paturnie ideologiche rintrodotta ! Difficilmente si parla del costo delle tasse allo Stato e di molti tributi che sono una perdita piuttosto che un attivo per il bilancio pubblico! In questa malevola stagione di eccessiva pressione fiscale , pressione che diventa depressione sociale e produttiva. Mai tanti suicidi di contribuenti a causa di una perfida applicazione delle norme tributarie disperazione acuita dala visione di un futuro sempre più punitivo e privo di segnali positivi . Con il Dott. Sarto voglio affrontare la questione IMU la tassa più odiosa e punitiva e di traverso a molti articoli costituzionali e che ancora una volta colpisce i più deboli .Colpire i deboli sembra lo sport preferito di quasi tutti i Governi della nostra Repubblica !

- Dott Sarto ci conosciamo da tempo e conosco la sua grande esperienza di questioni fiscali di cui mi sono avvalsa per la mia rubrica televisiva , esperienza da lei maturata su due fronti ; ieri come dirigente nella sede di Firenze del Ministero delle Finanze e oggi come libero professionista .Cosa l'ha spinta a lasciare l'impiego pubblico per la libera professione ?

-Debbo premettere che non ho lasciato l'Amministrazione finanziaria per risentimento o per qualche motivo negativo nei confronti della Pubblica Amministrazione.Anzi non posso che esserne grato al Ministero delle Finanze non fosse altro perchè mi ha consentito di acquisire una formazione tecnica di primaria importanza .Ho lasciato l'Amministrazione finanziaria principalmente per tre motivi : il primo di ordine familiare in quanto quale Direttore di ufficio sarei stato costretto ad accettare la nomina presso sedi distanti da Firenze con evidenti disagi per i miei quattro figli e la moglie , secondo perchè già 'correvano voci' sul blocco dei pensionamenti e terzo, non ultimo, per ovvie ragioni economiche .

-Vorrei il suo parere sulla tassa più odiosa che il nuovo governo ha istituto e cioè l' IMU in sostituzione dell' ICI. Una tassa che ha sollevato proteste generali e anche da parte di alcuni sindaci che si ritengono penalizzati e spingono anche i cittadini a non pagarla ?

-Entrando nel merito delle osservazioni tecniche tributarie mi viene facile l'espressione a me cara "..chi crede in una riforma fiscale senza guai crede in ciò che non era , non è, non sarà mai !" Ecco l'IMU è un 'guaio' in più dei precedenti .Questa imposta nasce con la riforma del sistema tributario in senso federale con la legge n. 42 del 2009.Da allora sono state sovrapposte altre leggi e regolamenti che hanno complicato pesantemente l'impianto normativo di base.Così l'imposta , che ha una evidente connotazione di 'imposta patrimoniale', si è arricchita di istituti giuridici rientranti nell'alveo delle 'imposte sul reddito' .La prima imposta risulta ovviamente legata al territorio e quindi interessa principalmente il comune di appartenenza - mentre la seconda interessa la persona fisica o giuridica-che opera e vive in tutto il territorio nazionale .Le proteste generali di alcuni sindaci possono essere ricondotte alla predetta ripartizione. Infatti se ha da prevalere la connotazione d'imposta patrimoniale non v'è dubbio che gli introiti derivanti dall' imposta dovrebbero essere a vantaggio delle amministrazioni locali , se invece ha da prevalere la connotazione redittuale allora gli introiti dovrebbero essere ripartiti fra amministrazioni locali e quella centrale .E' facile quindi constatare l'esistenza di posizioni contrastanti tra i soggetti attivi del rapporto tributario (Comuni-Agenzia delle Entrate ).Ciascuno cerca di attrarre alle proprie casse al più possibile .

-Ma questa tassa da qualsiasi parte la si pigli contrasta con i principi costituzionali come l'art 47 che recita " La repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme ;disciplina,coordina e controlla l'esercizio del credito , favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione , alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese "-Ora l'IMU sembra diretta a colpire e non a favorire come sancisce la costituzione ?

-In merito alla ipotizzata incostituzionalità delle norme dell IMU posso far presente,molto modestamente non essendo un costituzionalista, che non solo l' Art 47 ma anche gli artt. 23 e 53 sono interessati alla materia tributaria .Infatti questi ultimi articoli stabiliscono : "Art 23- nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non a base di legge " . "Art 53 -Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".Però è bene non generare facili illusioni nei confronti dei contribuenti perchè la Corte Costituzionale ha sempre demandato al legislatore la individuazione dei concreti metodi normativi ed i criteri per l'assolvimento di tali principi costituzionali .E' quindi scarsamente probabile che il massimo organo dichiari l'incostituzionalità delle norme IMU.

 

-Ogni giorno c'è una qualche novità ,ultima quella dei moduli sbagliati, per cui non si sa se risulterà pagata o no ?Cosa consiglia di fare a fronte di tutti quest pasticci ? Come ci si può tutelare ?

-Non v'è dubbio che l'IMU si presenta oggi al contribuente in modo tutt'altro che semplice e di diretta interpretazione .Le norme sono aggrovigliate ed incerte con continui rinvii all' ICI, alle imposte dirette, ad istituti giuridici a prassi amministrative ecc...Non passa giorno che la stampa specializzata metta in evidenza distorsioni, dubbi, rinvii di scadenze, accavallarsi fra norme nazionali e delibere comunali ecc.Il contribuente per prima cosa dovrà dotarsi di "..pazienza.." e poi farsi assistere da un esperto sia per i primi assolvimenti delle incombenze burocratiche sia per un eventuale futuro contenzioso. I mezzi di difesa ci sono , ed è troppo dispendioso dilungarsi . La complessità della materia non permette di dare migliori e più dettagliate risposte .

 

1 gennaio 2012

Armando Siri , giovane e coraggioso leader di una nuova formazione politica nata da circa due anni : Partito Italia Nuova, PIN, con un motto efficace ed intrigante -Tu sei la chiave ! Dunque ancora un intervista ad un giovane protagonista della politica per capire senza pregiudizi dove ci porta il futuro della politica nel nostro complesso paese. Un folto seguito di giovani accompagna e lavora con Armando Siri e seguitissime le sue conferenze /incontro in molte città d'Italia da Trieste a Roma , se pur sostanzialmente ignorate dai media. Armando Siri propone l' Italia Nuova attraverso una costituzione totalmente riscritta e un fisco altrettanto fiammante . Siri vive a Milano dove ha sede il PIN ma è nato a Genova , dove quest'anno si presenta in corsa come sindaco. Siri viene dal mondo della comunicazione; giovanissimo segue la scia più innovativa del socialismo di Bettino Craxi ( -Il merito e il bisogno- Rimini 1983) che coniuga con venature del libertarismo americano, negli anni 90 ha scritto alcuni libri -La beffa -(1995) e -Il sacco d'Italia-(1997) e nel 2010 -L'Italia Nuova. L'inizio- dove espone il suo progetto politico con modalità inconsueta .Il libro si può trovare e acquistare on line www.partitoitalianuova.it

-Certamente la tua proposta per l'Italia Nuova è frutto di un non breve percorso formativo, ma mi puoi raccontare quando ti sei detto :-Questo è il momento !- e hai pensato di intraprendere una strada politica così impegnativa e riformatrice ?

-Il momento giusto è quando non lo pensi ma lo senti .E' da un po' che all'altezza del cuore di ciascuno c'è un peso, un groppone direi che è cresciuto di intensità negli ultimi due anni.Una sensazione che può essere definita di incertezza e di preoccuoazione nell'accorgersi quotidianamente che tutto quello che abbiamo imparato a conoscere, a dare per scontato e che ci ha reso in qualche modo sicuri nell'impostazione della nostra vita si sta modificando.Le cose non si possono più prevedere e immaginare come hanno potuto fare le generazioni precedenti.Questo vale sopratutto per i giovani e per coloro che si trovano nel mezzo della vita.E ai più anziani quest'ansia non sfugge.Anzi .Sono preoccupati per se stessi ma sopratutto per i figli e nipoti .Vedono meglio di chiunque altro il cambiamento in atto .A nessuno però è chiaro l'orizzonte .Di fronte a questo stato d'animo la mente cerca di fuggire e rifugiarsi nel suo "spazio di confort" dentro il quale tutto ha un nome tutto è conosciuto .Ma questo spazio si è fatto sempre più piccolo e insoddisfacente .Non basta più e allora occorre fare i conti con la realtà se non si vuole rimanere intrappolati.La realtà per me è sempre il frutto del nostro modo di essere e di volere .Quindi ho pensato che se questa realtà non mi fa stare bene il modo migliore è cambiarla fosse immaginarne un 'altra .Migliore. Per quel che mi riguarda il malessere interiore di ciascuno si riflette inavitabilmente all'esterno proiettando l'immagine di una Società in declino. Una Società , che come altre prima ha fatto il suo tempo .Quindi ce ne vuole una nuova che sia maggiormente in assonanza con le nostre nuove esigenze interiori.Da dove imcominciare ? Beh ovviamente dal nucleo centrale su cui ruota tutta la Società organizzata delle nazioni cosidette civili. La Costituzione.Una nuova Costituzione è la premessa fondamentale per un autentico cambiamento del nostro vivere il Bene Comune e il rapporto con l'organizzazione della Società stessa .Quello che chiamiamo Stato.

-Una costituzione nuova è un pensiero fondamentale ma se vogliamo pazzesco . dato l'ostilità con cui negli anni vi è stata ferma opposizione a qualsiasi serio ammodernamento di quella vigente .Come pensi di convincere gli italiani decisamente pigri sull'argomento a tale passo ?

-La Costituzione non si può cambiare "convincendo "le persone .Questo è il metodo della poltica del dominio.la politica vecchia .Quella che Ti diceva ciò che pensavi di volerti sentir dire così tu l'approvavi e poi poteva dominarti .La politica del ti faccio credere ciò che vuoi ma alla fine faccio come dico io e tu subisci.All'inizio ti lamenti un po' ma al momento giusto sarai pronto a farti ingannare ancora.Quella politica è finita .Perchè ? Perchè le persone sono cambiate e non sono più dispste ad essere prese in giro. Hanno capito che ciò che succede attorno a loro è diretta conseguenza delle proprie azioni. Se tu voti un politico che ti promette di fare i tuoi interessoi egli di sicuro poi farà i suoi. Se invece sei disposto a votare e scegliere un politico che magari ti toglie un pochino o sembra non curarsi dei tuoi interessi diretti ma sai che può lavorare per il Bene Comune questo di sicuro lavorerà per quello.E' la legge dello Specchio.I politici sono la nostra immagine riflessa e per cambiarli non possiamo voler cambiare l'immagine allo specchio .Questa cambierà solo se noi siamo disposti a cambiare. Se allo specchio mi vedo spettinato non posso cercare di sistemarmi i capelli pettinando lo specchio , così facendo la mia immagine non cambierà mai e io sarò sempre più arrabbiato .Sarà così finché non mi accorgerò che è solo pettinando me stesso che posso vedere cambiare l'immagine riflessa .E' semplice .Se questo stato di cose non mi piace non mi serve che me ne lamenti .Posso solo cambiarlo.A partire da punto fondamenate :la Costituzione.Una carta bella, contro la quale non ho nessun pregiudizio ideologico.Ma andava bene 65 anni fa .Oggi ce ne vuole una nuova che parli al presente .Breve con pochi articoli che tutti possano rispettare nella realtà e di cui essere fieri.

- Il libro che hai scritto per far coscer la tua proposta politica è una lunga intervista quasi un dialogo, con Berlusconi sia come Presidente del Consiglio che come leader del PDL .Perchè hai scelto questa forma inconsueta ?

.- Berlusconi ha rappresentato nel bene e nel male quell'immagine nello specchio di cui parlavo prima .Dico nel bene e nel male perchè a differenza di questo governo tecnico per lo meno era stato eletto.Cosa che io che credo nella democrazia compiuta non sottovaluto affatto.tuttavia non ha avuto il coraggio sufficente per una serie di ragioni che scrivo nel libro ha fallito la sua missione .Una missione che per certi versi era rivoluzionaria del sistema consociativo che ha governato l'Italia per 50 anni .Lui era l'intorlocutore più congeniale al crocevia e il catalizzatore di uno stato d'animo diffuso .Nel bene e nel male .Ripeto.Tant'è che nel libro viene fuori molto la sua parte interiore , i suoi conflitti , i suoi talenti , i buoni propositi e i suoi demoni .Ne più ne meno di quanto non accada a ciscuno di noi .

-Tutta la tua proposta sembra ispirata essenzialmente all'insegnamento di Cristo e del Vangelo, pur essendo la tua formazione socialista autonomista , per materializzarsi in un libertarismo economico alla Hayck , come arrivi a questa sintesi ?

 

-Dunque in realtà non mi piace molto "appartenere" a questa o quella identità ideologico culturale .Ognuno vive in divenire la sua esistenza e la cosa più bella è continuare a scoprire nuovi punti di vista.L'uomo è vero che ha bisogno di dare un nome a tutto fin ai tempi di Adamo ma ci si può facilmente accorgere che non è necessario .Mi piacciono molto le scrittuere sacre e mi piace molto ciò che vi è contenuto in termini simbolici e il tutto va al di la di ogni religione.Ho citato molto spesso i Vangeli sopratutto Giovanni perchè trovo che nei momenti più difficili dell' Esistenza leggendo quelle narrazioni si possono trovare spunti ecezzionali che ci mettono sulle tracce della nostra natura universale. E la scelta è stata doi testi a cui la nostra cultura ci ha abituati, a cui siamo convenzionalmente abituati.ma altri scritti avrebbero potuto servire ugualmente : da quelli ebraici a quelli islamici od orientali.Appunto cambiando solo i nomi .Yhawe, Shiva, Dioniso, Allah.Tutto ha un'origine e per cambiare occorre avventurarsi il più possibile verso quel confine che è sopratutto interiore. La religione, la fede il dogma in questo caso non c'entrano.C'è molto molto di più per chi vuole accorgersene.Ecco èperchè ho provocato molto il mio interlocutore su certi episodi .Come credo in molti sappiano le scritture sono sacre non sulla base di una Verità, ma su cio che sono capaci di trasmetterci sul piano interiore .Sacrum, nascosto.Nascosto in noi e portato alla luce da un' ispirazione .Quel famoso alito di vento che ispira i cambiamenti più grandi dentro e fuori da ciascuno.In ogni tempo.

-Grazie,forse "Tu sei la chiave"

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Firenze 13 ottobre 2011

Dario Nardella , Vice Sindaco e Assessore alle Attività Produttive e Sport del Comune di Firenze. Dario Nardella nella precedente legislatura era un giovanissimo consigliere presidente della Commissione Cultura del Consiglio di Palazzo Vecchio, ruolo in cui si è distinto affrontando le varie tematiche di una città che vive sopratutto della propria cultura pregressa Con le elezioni del 2009 entra in Giunta come Vice del Sindaco Renzi e lo è a tutti gli effetti anche per le significative competenze assegnate .Abbiamo fatto questa intervista , più che altro una piacevole chiaccherata, in una solatia mattina dove l'interesse dei media per Nardella era al massimo per via delle sue dichiarate intenzioni di limitare le bancarelle del mercato di San Lorenzo alle sole produzioni nostrane di qualità! Questo significherebbe dimezzarne le presenza intorno alla celebre basilica, e dove per la verità bisognerebbe anche rifare la pavimentazione orribilente sconnessa e dove è facilissimo inciampare .L'ampia pedonalizzazione del centro storico di Firenze, prontamente avviata dal sindaco Renzi ,è iniziata con Piazza del Duomo proseguendo con Piazza Pitti e via Tornabuoni, importante arteria centrale che collega la città con l'Oltrarno e fra poco con San Firenze proprio dietro Piazza Signoria, già da tempo chiusa al traffico, allargando fortemente la chiusura della città e creando non pochi problemi alle attività produttive, dai commerci all' ospitalità. Al momento l'impressione dei cittadini è che l'amministrazione voglia privilegiare unicamente un turismo poco gradito e interessante per la ricchezza della città: il turismo che sosta una sola giornata con al massimo un pernottamento !Ma quali sono le reali intenzioni di questa 'verdissima' giunta forse la più giovane d'Italia certamente la più giovane che Firenze abbia mai avuto.Amministratori così giovani rischiano più di altri che le proprie scelte ricadano direttamente sulla loro vita sia in positivo che in negativo .

- Queste chiusure così ampie del centro storico lasciano sconcerto e preoccupazione in molti che vi abitano e lavorano Come vicesindaco e assessore alle attività produttive mi può dire quale è l'obiettivo che volete raggiungere ? e che tipo di attività e turismo volete privilegiare ?

-Sono stato recentemente a Siviglia, è una città straordinaria tutto il centro è pedonale, pieno di gente e così Starsburgo e altre città europee, anche Venezia. La pedonalizzazione riguarda proprio la qualità della vita in questa città .Se ricordiamo via Tornabuoni con tutto il traffico che vi passava dai bus alle auto con lo smog, il gas e i rumori! Tutti questi aspetti non sono certamente positivi per la qualità della vita delle persone; mentre oggi si può anche mangiare all'aperto, come è capitato a me l'altro giorno, e pensare di essere in aperta campagna. Questo è un grande valore aggiunto che arricchisce la città anche dal punto di vista del turismo di qualità. E' chiaro che tutti i passaggi e le transizioni sono difficili ed è chiaro che ogni volta che devi cambiare le abitudini dei cittadini vai incontro a dei problemi .Certo c'è ritrosia per il cambiamento , nel cambiamento c'è sempre incertezza, non sai mai come andrà o come non andrà . Ogni volta che sono state fatte delle pedonalizzazioni come per via Calzaioli, Piazza Signoria, Piazza della Repubblica, dove scorreva il traffico e si parcheggiavano le auto.Io non l'ho mai visto perchè ho 35 anni, ma ho delle fotografie dove si vedono macchine parcheggiate accanto ai tavolini dei caffè! Allora ci furono molte proteste, grandissime proteste ma se oggi si riaprissero al traffico e rimettessimo i parcheggi ci sarebbe la fine del mondo . Il cambiamento difficilmente ottiene applausi a scena aperta. Ne nessuno se lo aspetta! Però se guardiamo alle pedonalizzazioni che sono state fatte in passato sono sempre state delle migliorie per la città, punti positivi.

-Si ma le attività produttive, i commerci, il grande artigianato ?

- Infatti qual'è il rischio che noi dobbiamo affrontare se non quello di continuare a mantenere una vitalità un tessuto commerciale, turistico e artigianale di qualità .Il problema è come consentire alle persone di arrivare .Su questo abbiamo una strategia che da un lato punta sul mezzo elettrico ad es.: per il carico e scarico merci nelle ore diurne è consentito solo con l'elettrico puro e poi le biciclette. Firenze ha il grande vantaggio di esssere una città in piano e stiamo realizzando così come Parigi , Barcellona , Milano, Verona il servizio di bikeshering , per cui con 30/ 40 euro l'anno puoi prendere la bicicletta, quando ti occorre, nei parcheggi appositi . Poi il completamento delle linee 2 e 3 di tramvia e con il sottoattraversamento di potenziare la mobilità di superfice ferroviaria .Il nostro obiettivo è d' invitare i cittadini a lsciare l'auto a casa in quanto riteniamo il mezzo pubblico, quando funziona, meno dispendioso e inquinante.Per il cittadino certo la comodità dell'auto non potrà mai essere parificata da nessun mezzo ma il successo della prima linea della tranvia ci incoraggia su questa strada.Noi continuiamo a dire che la pedonalizzazione è la strada giusta, ma sappiamo bene che nel giro di passaggio ci sono e ci saranno momenti di criticità, pero se continuiamo su questa opere d' nvestimenti sui trasporti pubblici che consenta alle persone di arrivare o attraversare le aree pedonoli, noi acquisteremo in qualità , con un turismo di qualità in una città in cui si possa passeggiare, si possa stare bene . Questo per me è un punto di forza su cui puntare come per piazza del Duomo credo che la maggioranza dei cittadini è stata contenta di quanto abbiamo fatto ....

-Certamente la chiusura del Duomo era doverosa nel rispetto degli insediamenti monumentali e di tutto l'indotto, il transito dei bus rendeva sempre più fragile e rischioso l'importante complesso , ma su via Tornabuoni rimangono dei dubbi che possa essere veramente felice e produttiva la pedonalizzazione, vedremo .Fra l'altro in via Tornabuoni ha sede uno dei Musei d'impresa , Ferragamo che sono tema di un importante iniziativa da lei presentata recentemente di cosa si tratta esattamente ?

-Riuscire a mettere insieme così tante realtà, anche se certamente qualcuna ne manca ancora , 18 grandi aziende, che hanno tutte già realizzato o hanno intenzione di realizzare musei, non è stato facile .Ora questi musei saranno inseriti anche nella cardmusei del Comune di Firenze che mette insieme tutti i musei della città: statali, comunali e privati e presto lanceremo l'iniziativa .

-Cosa fate oltre la card e il website ....

-Secondo me quello che stiamo facendo, cioè mettere il più possibile musei in rete, per questo abbiamo trovato come partner Il sole 24ore - Alinari, che tral'altro è uno di questi musei , per costruire un network e siamo riusciti a mettere giù un progetto di massima che prevede la costruzione una piattaforma digitale, un sito internet e dall'altro l'idea di ideare strumenti di promozione come la Firenze card ma anche iniziative con le scuole. Cioè immaginare iniziative di formazione legata alla storia dell'impresa, a come nasce visite per far apprendere e conoscere ai ragazzi come nasce un prodotto di alta qualità come aprezzarlo, insegnare a come si arriva alla grande tradizione, a come non perderla sia come futuri consunatori e imprenditori . Terzo aspetto il turismo e immaginare dei percorsi turistici studiati per chi vuole conoscere da vicino la storia dei grandi marchi delle imprese fiorentine è una cosa unica che non puoi trovare in altre parti del mondo, la loro storia da Richard-Ginori, a Ferragamo ed Emilio Pucci, Santa Maria Novella .... E' una cosa unica nel mondo! Il turismo asiatico, cinese e giapponese apprezza la cultura ma perticolarmente i grandi marchi. Shopping lo puoi fare in ogni città del mondo ma il museo d'impresa lo fai dove è nata l'impresa stessa, offri al turista un altro modo di vedere e conoscere la città .

- Molti turisti lamentano la poca pulizia della città ora, senza arrivare a Singapore, ma più attenzione alla questione nettezza andrebbe posta per non vanificare anche quello che state e volete fare.

- Ho preso nota ..Ma fate il confronto con quanto c'era prima ...senza fare polemiche ..ci ricordiamo tre anni fa com'era la città ??......

*Musei d'impresa : Ferragamo, Gucci, Officina S.M. Novella, Emilio Pucci, Alinari,Richard -Ginori,Ricasoli, Antinori, Frescobaldi, Piaggio, Pignone , Galileo

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Firenze 20 marzo 2010

Francesco Bosi.Nato a Piacenza da una famiglia di militari, ha una lunghissima carriera politica alle spalle dal Consiglio Comunale di Firenze dove è stato anche assessore allo sport, poi in Consiglio Regionale della Toscana e in Parlamento sia Camera che Senato e nel Governo Berlusconi 2001/06 Sottosgretario alla Difesa. Francesco Bosi è sempre stato, con notevole coerenza un democristiano di centro destra . Come tutte le cose la lettura può essere sia positiva che negativa, certo Francesco Bosi non manca di esperienza politica! Oggi è candidato per l'UDC alla presidenza della Regione Toscana, dove l'UDC corre da sola.

 

-Sicuramente ti si può definire un politico di lungo corso dato la tua carriera iniziata sui banchi del Consiglio Comunale di Firenze , dove ci siamo conosciuti agli inizi degli anni 80 e senza mai abbandonare la tua militanza democristiana, quasi un record di coerenza!Con la tua attuale candidatura alla Presidenza per L'UDC in una tornata resa tempestosa dal furoreggiare in ogni dove di ricorsi giudiziali .Data la tua esperienza qual' è la tua proposta più significativa e irrinunciabile per un miglior futuro della Regione Toscana ?

-Abbattere finalmente veti e tabù ideologici che hanno impedito la realizzazione di un sistema infrastrutturale moderno in Toscana.Questo vale anche per il CIE, per Servizi Pubblici e per tante altre scelte come i termovalorizzatori. Insomma, vorrei molto pragmatismo per affrontare le sfide della crisi che si riversa pesantemente anche sulla Toscana

-La bufera che sta sconvolgendo queste elezioni nasce dalla legge elettorale in effetti inapplicabile con l'attuale sistema dei partiti politici, dato che le norme che la regolano richiedono tempi lunghi che contrastano con le gestioni dei partiti non più regolati da iter congressuali . L'UDC è anche in Toscana per una riforma sostanziale ci puoi dire in che modo vorreste modificarla?

-Occorre tornare al voto di preferenza che garantisce la più vasta partecipazione dei cittadini alla scelta dei propri rappresentanti e anche alla vita politica.Più partecipazione vuol dire anche più trasparenza nei comportamenti della vita pubblica e questo è ciò che adesso manca.

-Tu sei da anni Sindaco di Rio Marina all'isola d'Elba, quindi ti trovi su più fronti amministrativi .Cosa ne pensi della sovrapposizione delle competenze dei vari enti ? Non si migliorerebbero le amministrazioni se ognuno avesse le sue proprie competenze liberi da vincoli? E se si, quali sopratutto. sia per la Regione che per i Comuni o le Province?

-Credo nel principio della responsabilità debbano essere chiari i compiti e le corrispondenti respnsabilià di chi amministra .La Regione in modo particolare, va assumendo sempre più poteri con proprie leggi ma non si assume le corrispondenti responsabilità.I sindaci sono chiamati a rispondere a 360° su tutto quanto avviene sui propri territori , ma i loro poteri vengono progressivamente erosi .

 

Mi complimento e ringrazio per la sintesi e credo che diverse risposte meriterebbero approfondimenti .

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Firenze, 10 gennaio 2010

Antonio Gambetta Vianna.Presidente della Lega Nord Toscana e candidato unico su tutta la regione per le prossime elezioni regionali, vive e lavora a Pistoia dove è nato da padre Brasiliano, combattente con gli alleati sulla linea gotica e mamma pistoiese, ma è cresciuto in Brasile, a Rio de Janeiro e la formazione carioca ha lasciato il segno, un bel segno! Contrariamente a quanto si pensa generalmente dei leghisti: aggressivi, tuonanti e incolti , Antonio è la dimostrazione di quanto sia falsa questa impressione, non alza mai la voce e il suo parlare toscano è pronunciato con i ritmi della celebre musica brasileira.A Pistoia gestisce con la famiglia un grandissimo negozio di strumenti musicali che serve tutta la Toscana .

 

- Antonio tu a Rio hai scelto la musica e ti sei diplomato al Conservatorio di Guanabara, che è anche il nome della baia su cui si affaccia Rio.Diploma in teoria e solfeggio e con quale strumento mi sembra che sia il pianoforte .....

-No il mio strumento principale è la ghitarra, poi mi sono dedicato alle tastiere e al pianoforte .

-Come nasce questa vocazione musicale, ascendenze famigliari o l'indubbio clima musicale carioca della spettacolare Rio ?

-Un mio zio brasileiro era un ottimo chitarrista e appassionato della bossa nova, il nuovo genere musicale esploso in Brasile alla fine degli anni 50.

-Cosa ti ha portato a lasciare il Brasile e tornare in Italia in quella Pistoia lasciata appena nato ?

-Essendo mia madre pistoiese, io e mio fratello abbiamo cercato di sfondare come musicisti in Europa, che agli inizi degli anni 60 era la vera fucina di talenti nel campo della musica leggera e del jazz.

-Tornato in Italia, a poco meno di 20 anni, però prendi anche il diploma in perito d'infortunistica, un po' lontano dalla musica! Come mai? Forse la necessità di qualche cosa di più 'sicuro' della musica e certezza per la famiglia?

- Hai ragione , infatti il mestiere di musicista è sempre stato un mestiere precario e come dicevano i saggi pistoiesi, e non solo, -impara l'arte e mettila da parte , non si sa mai -.

-Si certo le professioni artistiche mettevano in ansia i genitori, è stato così anche per me! Però io so che tu la musica non l'hai messa affatto da parte e ti ci sei dedicato con successo per molti anni , qual'è il tuo ricordo più bello della tua vita di musicista?

-Ho tantissimi ricordi quasi tutti bellissimi e adesso mi sembrano belli anche quelli dei momenti brutti .Ho suonato con mio fratello per più di 20 anni e già per me questo è stato il massimo.Abbiamo suonato bella musica nei migliori locali italiani, ho conosciuto personalmente ai tempi della Bussola di Bernardini artisti come Aznavour, Renato Sellani, Enrico Smonetti, Mina, Peppino di Capri, Chet Backer, Joao Gilberto, Riccardo Cocciante, Venditti, De Gregori, ho suonato con Bruno Martino e Fred Buongusto, penso che per un musicista sia il massimo.

-Cosa ti ha condotto alla politica e sopratutto ad un partito come la Lega Nord federalista e indipendentista ? Forse essere cresciuto in uno Stato federale come il Brasile o il tuo bisnonno Leon Gambetta uomo politico dell'inquieta Francia ottocentesca ?

-Essendo cresciuto in un paese giovane come il Brasile che è una repubblica federale mi sono appassionato al tema federalista e quando nel lontano 1989 ho avuto la fortuna di leggere uno dei tanti libri di Gianfranco Miglio, ho cominciato ad interessarmi del tema federalista, fino a che ho conosciuto a Firenze alcuni leghisti a un banchino di propaganda. Nel 94 ho fatto la mia prima tessera di sostenitore a Milano perchè non sapevo che a Pistoia ci fosse un piccolo gruppo di militanti che ho poi scoperto a causa di una mia poesia con il tema dell'indipendenza della Padania inviata all'allora giornale della Lega -Lega Nord-.Per quanto riguarda il mio antenato devo dire che ho scoperto solo al mio arrivo in Europa che grande personaggio fosse stato e naturalmente sono orgoglioso di discendere in linea diretta da una persona così prestigiosa.

-Oggi sei ai vertici della LNT dopo 15 anni di militanza e capolista in Toscana.Qual'è il progetto o programma della LN per la Toscana, quali i punti irrinunciabili ?

-Naturalmente se sarò eletto il primo punto del programma sarà quello di fare pressione su chi sarà al governo regionale affinché venga istituito anche in Toscana un CIE(centro di identificazione ed espulsione per i clandestini) .Un altro punto irrinunciabile sarà quello della trasparenza amministrativa perchè i cittadini toscani hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro denari e devono conoscere gli sprechi devastanti che la sinistra che governa da sempre la Toscana, avvalla ! Inoltre vorrei far abolire le centinaia di Enti inutili creati dalla sinistra per dare sistemazione economica ai loro trombati della politica.Naturalmente con tutte le battaglie proposte dal nostro consiglio Nazionole e dal Consiglio Federale.

- Un' ultima domanda, anche se ne rimangono molte che vorrei farti, quale è stata l'ultima volta che sei andato in Brasile e se ci sono dei punti di collaborazioe che vorresti maggiormente sviluppare fra Toscana e Brasile ?

-Sono tanti anni che non vado in Brasile, anche perchè dopo la morte di mio padre mi sono rimasti solo alcuni cugini che ormai ho perso di vista .So che la regione Toscana intrattiene rapporti privilegiati con il Brasile e se sarà possibile cercherò di creare un ponte per il turismo .I brasiliani adorano l'Italia e la Toscana in particolare, avendo combattuto sulla linea gotica che attraversava la Toscana fino all'Emilia e proprio a Pistoia si trova il sacrario dei militari brasiliani caduti nel corso dell'ultima guerra .Come ti ho spiegato mio padre ha conosciuto mia madre proprio mentre combatteva i nazisti in ritirata sull'Appennino.

Posso dire -In bocca al lupo al bisnipote di Leon Gambetta?

-Crepi il lupo!-

Il lupo è crepato ! così anche l'unione della LNT nel Consiglio Regionale a meno di un anno del suo insediamento !La politica è un arte difficile .....

 

Firenze, settembre 2009

Renzo Martinelli.Uomo libero e politicamente scorretto, regista cinematografico cresciuto alla scuola hollywoodiana ama affrontare i temi forti e non teme il racconto grandioso a tinte intense e contrastanti,che siano avvenimenti reali o finction. Fra i suoi titoli "Vajont"(2001), "Porzus"(1997) ,"Carnera"(2007) .Con l'11 settembre 2001 si riconosce come molti nei sentimenti di Oriana Fallaci e inizia una ricerca sul tema del problematico rapporto fra Islam e Occidente. La punta di questa sua ricerca è un film controverso "Il mercante di Pietre" (2005) rimasto nelle sale poco più di qualche giorno ma che lo ha posto alla ribalta e ha ottenuto un record di vendite di DVD. Fra qualche giorno uscirà nelle sale l'ultima fatica di Martinelli che è "Barbarossa" l'imperatore sconfitto dai Lombardi e dalle prodi gesta di Alberto da Giussano, un inno alla libertà dei popoli. Il film epico e grandioso sarà in prima al Castello Sforzesco di Milano all'inizio ottobre. Attualmente sta realizzando un film sull'alluvione di Firenze e poi la realizzazione di un film ispirato alla storia di Marco d'Aviano. Renzo Martinelli,dopo il bagno di folla a Riva degli Schiavoni a Venezia, è venuto a Firenze per il memorial di Oriana Fallaci organizzato a Firenze dall'Ass."Una via per Oriana" istituita e presieduta da Armando Mannocchia:

-Due film: uno realizzato,"Il mercante di pietre" e uno in progetto," 11 settembre 1683 " che come dici è conseguente all'altro perchè il primo è l'oggi e l'altro si riporta alle radici dell'odierna offensiva del terrorismo islamico al mondo occidentale ,almeno questo secondo il tuo pensiero.Da quando nasce la tua attenzione al mondo islamico in rapporto all'occidente ?

-Certamente l' 11 settembre 2001 ha significato la svolta e ha suscitato in me la necessità di cercare le motivazioni del conflitto che si era aperto fra mondo islamico e occidente, molti segnali c'erano già stati ma non si erano capiti ."La rabbia e l'orgoglio- di Oriana Fallaci mi ha spinto a studiare anche i testi islamici, non solo il Corano, per entrare nel problema del terrorismo mussulmano oggi e di trovare un modo per contrastarlo, per fermarlo e così ho diretto e prodotto "Il mercante di pietra" che affrontava il problema nella contemporaneità . Presto spero di iniziare le riprese di "11 settembre 1683" la storia di Marco d'Aviano, a cui da tempo stò lavorando e che doveva essere girato subito dopo e come seguito del "mercante". Marco d'Aviano era un frate cappuccino, consigliere spirituale dell'imperatore Leopoldo I, che di fronte al pericolo dell'invasione ottomana dell'Europa convinse l'imperatore a combatterla e se pur con minimi mezzi rispetto a quelli del Gran Sultano, ma con la fede e l'effige della Madonna sulle bandiere l'invasione fu fermata e l'Islam battuto e umiliato .Una ferita che nel mondo islamico è rimasta aperta e che oggi vorrebbero sanare riconquistando i vecchi territori l'Europa dall'Andalusia alla Sicilia.Un umiliazione che va riscattata approfittando della 'debolezza' di un Europa che appare scarsa di valori e di forza interiore.

- Dato la stessa lunghezza d'onda di sentimenti e opinioni, hai incontrato Oriana Fallaci ?

-No, non l'ho mai incontrata anche perchè quando avrei potuto era già molto malata e inavvicinabile .

-Lo stretto rapporto con le Lega Nord e con Umberto Bossi, che è un tuo grande sostenitore e promoter tanto da volerti spesso accanto a sé, è precedente o viene in seguito al "Il mercante di pietre"?

-Sono brianzolo! Ho avuto sempre interesse e simpatia per la Lega anche prima del "Mercante" e del "Barbarossa".....

-Dopo l'attenta lettura del Corano e di moltri altri testi islamici cosa ne pensi del ruolo della donna oggi in rapporto all'indubbia crisi del mondo islamico ?

-La donna mussulmana può essere veramente il fattore X, il punto di crisi e èil fattore del cambiamento del mondo islamico anche se è ancora la "colomba" quella colomba che può colpire l'infedele ,colomba non di pace ma sacrificale alla causa come racconto nel mercante dove il protagonista covertitosi all'islam e divenuto terrorista vuole servirsi della donna da lui sedotta come bomba umana .Ma è indubbio che la donna sarà il cambiamento del mondo mussulmano ....

 

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Petriolo, luglio 2009

Alessandro Ercolani .Giovane e brillante General Maneger nel settore termale, oggi alla guida delle terme di Petriolo, immerse nelle boscose colline fra Siena e Grosseto, riaperte nel febbraio 2008 dopo una chiusura decennale con un ampio restauro lungo 7 anni :oggi Petriolo Spa & Resort a cinque meritatissime stelle . E' da ricordare che l'hotel delle terme fu aperto negli anni 70 in gestione privata e di proprietà delle Assicurazioni Lloyd Adriatico. In seguito è stato chiuso alla fine degli anni 90, con il passaggio di proprietà al Gruppo Ligresti -Fondiaria ne è stato operato il profondo riassetto in Spa.Grande gusto e confort nell'arredo sia delle camere che della parte : benessere, terme, palestra e piscine esterne ed interne. Dopo un soggiorno di splendido riposo e di recupero di energie grazie ai trattamenti termali e alla assoluta tranquillità del luogo, oltre alla professionalità e gentilezza dell'intero personale, mi sono sentita di porre alcune domande al direttore:

-La Toscana è la regione italiana che più di ogni altra ha una forte tradizione termale, anche per densità e pluralità di luoghi con un offerta complessiva già molto estesa, in cosa si può distinguere Petriolo e con quale valore aggiunto ?

-Senzadubbio l'offerta di acqua termale di alta qualità che ci consente sia trattamenti di cura per i dolori e malattie della pelle come ad es. la psioriasi ma anche trattamenti estetici con fango termale come 'prodotto fresco'dato che lo possiamo realizzare direttamente .Ma,oltre a questo, puntiamo sopratutto su un offerta con forte connotazione medica, se richiesta, sia di cura che di prevenzione delle patologie ma anche medicina estetica grazie alla costante presenza del Dr Luigi Brocchi che è il nostro direttore sanitario.Naturalmente non tralasciamo la parte dietetica curata da una nutrizionista biologa con menù personalizzati .

-Quali sono i maggiori problemi di una gestione termale efficente ?

- I problemi maggiori oltre ai burocratici per cui dobbiamo sottostare al vaglio dei permessi fra provincia, comune e regione che a un anno dell'apertura saranno completati al prossimo settembre, sono tecnici con la gestione del'acqua che assomma calore e densità di zolfo creando continui problemi di depositi nelle condutture e nei contenitori.

-In quest'anno con quale clientela avete maggiormente lavorato e in quali periodi particolarmente ?

-La clientela ad ora è sopratutto italiana e oltre ai toscani molti da Milano e Roma .Fino ad ora non abbiamo fatto poco marketing ma il nostro indirizzo è sopratutto volto verso una clientela del Nord Europa, Inghilterra, Stati uniti e Russia.I periodi di maggiore frequentazione sono concentrati in primavera e in autunno.Quest'anno abbiamo aperto il 1 aprile ma con apertura per i week end già da febbraio.

-Personalmente sto meditando di costituire una sorta di Club Petriolo o -Amici di Petriolo- e tracorrere almeno un fine settimana al mese per ritrovarsi con amici per un relax termale e anche per discutere di progetti o affrontare particolari tematiche culturali . Naturalmente con trattamento ad hoc per affezionati clienti, che ne dice direttore ?

- Perchè no, potrebbe essere per noi molto interessante !

Tornata da Petriolo ne ho già parlato con qualche amico e tutti si sono dichiarati molto interessati , vedremo di articolare meglio e chi è interesato può scrivere.

Firenze, febbraio 2009

Alessandro Gassmann. In una tarda mattina piovosa è stata posta una targa che ricorda la presenza a Firenze di Vittorio Gassmann, per molti e significativi anni .La targa è stata posta vicino all'ingresso di quel Saloncino Goldoni in via Santa Maria che è stato sede della Sua Bottega Teatrale dal 1981 al 1988 e dove Vittorio ha voluto magistralmente trasmettere la sua Arte, ma sopratutto la sua grande passione per il teatro e per la vita a molti giovani che vi accorrevano da tutto il mondo.Molti di essi, oggi, sono attori e registi di successo. Fra questi suo figlio Alessandro forse il suo successo più grande. Alessandro sabato 24 gennaio 2009 era a Firenze per scoprire questa bella targa che ricorda l'opera di suo padre, ma anche al Teatro Verdi con il suo bellissimo spettacolo -La Parola ai Giurati- un testo forte e di grande impatto emotivo, tratto dal famoso film degli anni 50 interpretato da Henry Fonda, un successo in continua crescita dalla stagione corsa e già premiato. L'intervista è breve anche se le risposte di Alessandro stimolavano e suggerivano un maggiore approfondimento e mi dispiace molto di dover mantenere la regola ferrea, che mi sono data, di sole tre domande.

- Alessandro tu sei stato a Firenze alla Bottega Teatrale; hai fatto scuola e studiato, con molti altri ragazzi, nell'atmosfera fascinosa di un bel progetto tanto caro a tuo padre e dove lui ha speso tanta energia e passione. Cosa è stato per te scoprire quella targa ?

- Quella targa ricorda un periodo imporatante per la storia culturale recente di Firenze e del nostro paese, il fatto che sia dedicata a mio padre che ne è stato il fondatore di quella scuola mi inorgoglisce e allo stesso tempo inevitabilmente mi ricorda che l'Italia di oggi stenta a ricreare movimenti culturali innovativi come fu la Bottega Teatrale di Firenze ; spero sinceramente che quella targa possa instillare in qualcuno il desiderio di ridare quella spinta culturale che questa città ha dimostrato sempre di avere .

- Oggi sei un attore affermato e con l'ultimo spettacolo -La Parola ai Giurati- hai dimostrato anche un grande talento per la regia e una maturità artistica a 360 gradi .Mettere in scena un tema scottante e difficile come la giustizia, con soli uomini chiusi in una stanza e riempire i teatri grandi come il Verdi di Firenze, credo ne sia dimostrazione. Ma se posso dire anche di totale indipendenza dalla cifra paterna, io penso che proprio di questo tuo padre sarebbe orgoglioso .Tu cosa ne pensi ?

- Ogni attore progredendo nella sua carriera tende sempre più ad inserire nei suoi progetti il proprio gusto . -La Parola ai Giurati - rappresenta sicuramente il mio ed ho potuto realizzarlo perchè artista libero in un paese che an-cora malgrado tutto può chiamarsi democratico ; naturalmente le mie scelte attuali divergono profondamente da quelle di chi mi ha preceduto, perchè voglio rappresentare una realtà molto diversa dal passato. Se mio padre fosse ancora con noi credo che la penserebbe come me .

- Il tuo bellissimo figlio Leo ha 9 anni, l'età in cui hai interpretato il tuo primo film, anche lui ha passione per lo spettacolo e continuerà la grande tradizione di famiglia ?

- Mio figlio a 9 anni si occupa di andare a scuola, conquisare la cintura verde di jujitsu, perfezionare le sue tecniche di chitarra classica e prepararsi alla classe agonistica di sci, mi sembra già molto.

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Calendario fino alla fine di febbraio de -La Parola ai Giurati - 10/11/12 Seregno >13 -La Spezia >14/15/16 Alba > 16-Asti >17/18 Aosta > 19/20 Casale Monferrato> 21/22 Novara > 24/25 Parma > 26/27/28 Modena

 

 

Firenze, novembre 2008

Paolo Ermini, è un fiorentino garbato.Felicemente sposato da 30 anni con una figlia (il cui nome Maria Novella testimonia il grande affetto per la sua città) , chiaccherando, si comprende subito quanto gli affetti familiari siano un punto di riferimento importante anche per il lavoro.Sono la mamma e la fidanzata, poi moglie, ad iscriverlo a sua insaputa, nel 1980, al concorso per una borsa di studio della Federazione Editori e Stampa.Una borsa di studio vinta insieme a a soli altri 75 concorrenti su 500 iscritti, iniziando così la sua brillante carriera giornalistica. Quattro mesi al Sole 24ore e poi l'assunzione a La Nazione dove rimmarrà per 8 anni, per poi emigrare a nord prima a Bologna, al Resto del Carlino e poi a Milano, al Corriere della Sera. In via Solferino in poco meno di 10 anni, da vice caporedattore passa a vice direttore poi a co-direttore .Nel 2006 ritorna a Bologna per avviare il foglio locale del Corriere e infine, nel 2008 il rientro nella sua città ,Firenze, per tenere a battesimo e dirigere l'edizione toscana del Corriere della Sera il -Corriere Fiorentino- di cui racconta qualcosa in questa intervista. Paolo Ermini è un uomo di garbo e con garbo ha tralasciato alcune domande che gli avevo posto.Quali non lo dirò, ma le conservo nel cassetto.

-Il Corriere Fiorentino ha debuttato nove mesi fa dopo una lunga attesa e molte incertezze sull'apertura di una redazione del Corriere della Sera a Firenze ....

-E' vero.Sono passati dieci anni dalla realizzazione del primo numero zero.Poi l'Azienda si è impegnata in altre imprese, prima fra tutte il full colour, e il progetto è rimasto fermo, ma vivo.E così siamo sbarcati anche a Bologna, nel 2007, e un anno dopo a Firenze.Con un giornale certamente più meditato rispetto a quello di dieci anni fa.

-Quindi finalmente è stato SI nel febbraio scorso. Un avvio di forte impatto con la presentazione del giornale nello storico Teatro Verdi (quasi 2000 posti) e la foltissima partecipazione del pubblico delle grandi occasioni.Un indubbio incoraggiante avvio di successo senza nessun timore ?

-Diciamo che non potevamo aspirare ad un'accoglienza migliore.Non è vero che la nostra città sia cinica e indifferente come spesso viene dipinta.Per me, tra l'altro, ha significato tornare a lavorarci dopo vent'anni, perchè è a La Nazione che ho incominciato a fare il cronista, è lì che ho conosciuto i miei primi, veri, grandi maestri. Era il giornale di Alberto Marcolin, di Luciano Satta, di Aurelio Scelba.Il direttore che mi assunse era Gianfranco Piazzesi.Tornare è stata una grande emozione.Anche perchè dopo molti anni mi sono riunito alla famiglia, non solo nei fine settimana: a mia moglie, a mia figlia, a mia madre che da qui non si erano mai mosse.

-Puoi farmi un primo bilancio di questi mesi ?

-Sono soddisfatto, anche se io tendo a non accontentarmi mai, sopratutto di me stesso .I numeri dicono che il giornale si è già ben radicato.Le basi su cui andare avanti ci sono e sembrano robuste. Ma quello che conta ancor di più è il clima che si è creato intorno al giornale . Mi pare che se improvvisamente il Corriere Fiorentino sparisse molti ne sentitrebbero la manacanza.E' questo il risultato più importante, che dà un senso a questa nostra impresa quotidiana, molto faticosa ma certo anche esaltante.Fare qualcosa di utile-speriamo-per la propria città è un grande privilegio che va onorato con impegno, rigore, e immenso piacere.

-Quali sono stati gli argomenti più seguiti e graditi dai lettori ?

-E' difficile dirlo. Sicuramente i nostri lettori ci hanno manifestato apprezzamento per gli editoriali e per come trattiamo la politrica, la cultura, lo sport.E poi c'è la cronaca, dove abbiamo giornalisti di prim'ordine .

 

 

Firenze marzo 2008

Paolo Del Bianco ,Presidente della Fondazione Romualdo del Bianco ,è indubbiamente persona di grande fascino intellettuale, un uomo senza pregiudizi culturali con una grande conoscenza ed esperienza. Un 'esperienza, si può dire, "fatta sul campo",il campo mobile del viaggiare per conoscere.Paolo del Bianco è un osservatore curioso e acuto nella percezione di quanto succede intorno a sé. Albergatore di professione, fino al 2006, con lo stile di un antica ospitalità attenta ad una comunicazione con l'ospite tutt'altro che passeggera; oggi si dedica interamente all'affermazione e al prestigio internazionale della sua Fondazione intrecciando rapporti con molte università e istituzioni culturali sopratutto dei paesi volti ad est fino alle aree islamiche e ultimamente anche alle Americhe nell'intento di dare, da Firenze, un piccolo ma concreto contributo al "dialogo interculturale" e un contributo alla comprensione della "diversità delle espressioni culturali".Un grande impegno che condivide con la famiglia .

-Quando nasce la Fondazione Romualdo del Bianco e quali sono gli scopi e gli obiettivi che si è prefissata fin dall'inizio della sua formazione?

-La Fondazione, -fondazione a carattere sociale- è stata costituita nel 1998, dopo 5 anni di avvio di una attività volta a creare opportunità di dialogo interculturale fra giovani dei Paesi del Centro Est Europa, all'indomani della caduta del muro di Berlino per offrire l'opportunitò di incontrarsi a Firenze e attraverso iniziative culturali costruire delle basi per reciproca conoscenza ,comprensione e amicizia.Dall'avvio dell'attività la fondazione ha promosso la visita di una settimana a Firenze per oltre 8.000 giovani con i propri docenti.Quindi hanno avuto modo di partecipare a 60.000 giornate di "dialogo intercolturale". Dal 2002 si sono avviate fortissime colaborazioni con i Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (di lingua russa )e da due anni si è avviato uno sviluppo della rete con le altre Università dell'Europa Occidentale e delle Americhe, proprio su richiesta delle storiche istituzioni per creare un punto a Firenze d'incontro fra oriente ed occidente. Ad oggi collaboriamo con oltre 300 istituzioni di 150 città di 50 Paesi. Si stanno aprendo collaborazioni significative con i Paesi dell'area meditteranea fino al Caucaso. Ad oggi la Fondazione ha costituito, con le donazioni dei propri esperti ,una biblioteca di oltre 3000 libri in 9 diversi alfabeti consultabile on-line sul sito www.fonfazionedelbianco.org.

-Lei parla di cultura come stategia e non come obiettivo, cosa intende con questo ?

-La missione della Fondazione è sintetizzata nel motto: -Incontri internazionali senza competizione e nel rispetto delle singole identità:un passato da conoscere insieme, un futuro comune da costruire - .La cultura qui a Firenze è un potentissimo strumento d'incontro, scambio, dialogo, ove le diverse espressioni culturali si confrontano e si conoscono meglio . La conoscenza come elemento basilare per la civile convivenza.Quindi siamo fiduciosi sul fatto che i giovani, pure di culture diverse, lavorando in gruppi di lavoro internazionale qui a Firenze, troveranno sempre un modo per conoscersi ed apprezzarsi con l'augurio che possano anche comprendersi e mantenere nel tempo l'amicizia sbocciata proprio quì a Firenze, quindi Firenze nel cuore dei giovani partecipanti.

-Quale è stato l'elemento più significante e incisivo dell'attività della Fondazione nei suoi 15 anni di vita e che ne ha fatto oggi un punto di riferimento internazionale per il dialogo fra culture ,isituzioni universitarie e sopratutto giovani ? .

-Direi senz'altro la cultura dell'incontro e dell'ospitalità che si è sviluppata come comun denominatore durante tutti questi anni di relazioni.Posso assicurare che la stima riposta nella nostra Fondazione è stata fondamentale per darci una conferma che eravamo sulla giusta via.Non è stato un aiuto di piccolo rilievo.

-"Oltre il turismo"è l'ultima originale proposta della Fondazione ,presentata e seguita con grande interesse a P.Vecchio ai primi di marzo 2008,cosa significa esattamente ?

-Life Beyond Tourism-Oltre il Turismo-*non è altro che il naturale approdo di questi 15 anni di attività. Il suo motto: Life Beyond Tourism è una cultura, non è un prodotto; non si 'vende', si porge .Life Beyond Torism si ispira ai valori di un umana interelazione e alla civiltà del piacere di offrire (inteso anche come offrire la propria disponibilità a conoscere gli altri)che contraddistinguono il viaggiare degno di questo nome.

-Chi è Romualdo del Bianco?

-Mio padre. Un uomo che mi ha insegato i valori umani come la famiglia e il rispetto e l'amore per il prossimo anche se più semplice: lui mi ha sempre detto che c'è sempre da imparare da tutti anche da chi sa meno di noi. Non solo, mi ha aiutato ad apprezzare il piacere dell'impegno nel porgere il proprio servizio nella vita a favore degli altri, anche se in un impresa economica ;ovvero il piacere di lavorare per far parte della squadra, della società attiva che opera per il proprio paese, in questo viaggio che si chiama vita terrena .Lui mi ha incoraggiato nella prima idea di invitare a Firenze i Rettori delle Università dell'ex blocco sovietico nei primissimi anni novanta .Nel 1998 con la sua scomparsa ho deciso di dedicare a lui questa Fondazione .

*www.lifebeyondtourism.com

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Firenze febbraio 2008

Donatella Poretti, giovane deputata radicale è arrivata in Parlamento con in braccio la piccola Alice nata in contemporanea alle elezioni ed è stata eletta con la Rosa nel Pugno alla Camera, nel 2006, era alla sua prima legislautura e speriamo non ultima. Donatella ha lavorato bene e con serietà in Parlamento, risultando fra i parlamentari più produttivi come è stato pubblicato anche da "Libero",e nel breve periodo parlamentare molte sono state le sue proposte e interogazioni e non ultima ha fatto sua l'istanza dei Comitati per le Libertà presentando coraggiosamente la legge sulla modifica del Art.1 della Costituzione.

 

-Mi spiace farti questa intervista a legislatura finita.Una legislatura velocissima che ha battuto il record di brevità dell'XI°( 92/94), d'altra parte era nata tutt'altro che bene e la fine non poteva che essere prematura .Come è stata per te neoparlamentare e neomamma questa, possiamo chiamarla, "passeggiata parlamentare"?

-E' stata una bella esperienza ma tutt'altro che una 'passeggiata'!Fare la pendolare con una bambina appena nata, cercare casa a Roma, la beby sitter, lasciare il compagno e il cane a Firenze, interrompere i lavoro che facevo per Radio Radicale, trasformare il mio impegno con l'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC), capire il funzionamento dell'istituzione Camera, conoscere gli altri deputati avviare alcune iniziative importanti come la modifica dell'Art 1 e sensibilizzare i colleghi su una proposta di legge tanto azzardata, sopratutto dopo l'esito referendario del giugno precedente...e poi la fine della legislatura e di un lavoro che ha bisogno di tempi più lunghi per poter fare bilanci e raccogliere frutti !

-Quale è stata comunque la soddisfazione più grande di questo pur breve lavoro ,e cosa sei riuscita a fare in questi 21 mesi di quanto ti eri ripromessa quando ti sei canddata ?

-La soddisfazione più grande è stata quella di aver impegnato Governo e Parlamento a vincere la battaglia sulla moratoria della pena di morte all'ONU.Una molto più piccola è quella per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale: fino ad ora era ammessa la sola donazione e conservazione all'estero.Purtroppo preziose cellule utili per curare malattie del sangue sono fino ad oggi finite nei rifiuti della sala parto per un assurdo divieto contro le biobanche private. Ad oggi manca un solo voto per evitare che si prosegua nella sciagurata direzione proibizionista.

-L'altra faccia della medaglia: rimpianti ,delusioni dispiaceri per quanto ti eri ripromessa di fare e non hai fatto e non ci sei riusciuta ?

-I rimpianti sono molti.Nella mia commissione (Affari sociali ) avevamo avviato un buon lavoro sulla legge sul parto che prevedeva un diritto sul parto senza dolore, mentre avevamo solo incardinato il dibattito sulla riforma della legge sulla tossicodipendenza.Al Senato erano a buon punto leggi importanti sul divorzio breve, sull'equiparazione dei diritti dei figli nati dentro e fuori dal matrimonio sulla possibilità di lasciare anche il cognome materno ai figli. Freni trsaversali avevano impedito di avviare riforme necessarie sulla fecondazione assistita, sul testamento biologico, sui pacs....Più in generale c'era ancora molta strada da fare sulla giustizia così come sulle riforme economiche appena accennate con le politiche di liberalizzazioni dei decreti Bersani o con quelle di rigore di Padoa Schioppa.

-In parlamento sei arrivata con una formazione che si può dire 'sfiorita' nel frattempo,la Rosa nel Pugno.ora sembra che il giardiniere del palazzo provveda con una nuova' rosa', ma non credo ti appassioni, e così se ti ricandidi con quale simbolo e partito ?

-Della Rosa nel Pugno restano vive turtte le idee che l'avevano fatta nascere. L'importante è che quei temi di libertà e laicità riescano a fiorire, dove e come sarebbe poco importante. Sicuramente nel mio piccolo, mi sono impegnata nel seminarli, ora vedremo se ci saranno terreni aridi o fertili in particolare se il PD vorrà fare sue quelle battaglie ,o se dovranno essere ancora le battaglie dei soli radicali .Dopo si potrà capire se e come sarà utile una mia candidatura .

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Alfonso de Virgilis ,Presidente del Premio Galileo ,è persona di grande sensibilità e curiosità culturale ed immaginifico come un antico signore rinascimentale. Ancora una volta la serata dedicata all'edizione del premio 2007 si è confermata come il momento culturale e mondano più importante della stagione fiorentina .Ogni anno il Premio trova sede nel prestigio dei luoghi dei fasti della grande cultura di Firenze: con le prime edizioni in Palazzo Strozzi poi al Teatro della Pergola, al Museo del Bergello al Giardino di Boboli ,e da P.Pitti a sede dell''Accademia della Crusca nella splendida villa Medicea di Castello.La scelta dell'Accademia si è accompagnata con una giornata di studi tesa all 'impegno per la salvaguardia delle Lingue Europee a cui è stato intitolato il piazzale antistante la la sede della Crusca, che d'ora in avanti si chiamerà Piazza delle Lingue scritta nei 23 diversi idiomi europei. La serata davvero perfetta ha dato modo ai 700 invitati, giunti da tutto il mondo, di visitare la splendida sede dell'antica Accademia , sconosciuta ai più anche fiorentini e di viverla storicamente attraverso quadri viventi e momenti di spettacolo nei costume delle varie epoche.Dalle storiche sale al proseguo in giardino con l'aperitivo e poi con una magnifica cena per concludersi con la premiazione di Lech Walesa ,Claudia Cardinale ,Joahim Cortes,Adonis e infine del grande Barenboin e del giovane promettente Lang Lang che hanno eseguito insieme un straordinario duetto pianistico per la perfetta conclusione di un edizione perfetta .Una perfezione a cui hanno contribuito con la loro maestria Marco Giorgetti ,Riccardo Ventrella per lo spettacolo e Paolo Penko nell'arte orafa dei prestigiosi premi.

- 11 anni fa nasceva a Firenze il Premio Galileo 2000 per la Musica ,tua grande passione,un mio lettore mi chiede perchè dedicato a Galileo,sinonimo eccelso di scienza ma non di musica,come invece potevano essere Cherubini o Manteverdi?

-Perchè Galileo è il simbolo del cambiamento nel rigore delle scienza e nell'arte dell'innovazine e anche perchè già sin dall'inizio non si pensava che fosse solo per la musica.Non doveva essere un premio tematico e uniderazionale .2000 perchè nasceva alle soglie di questo importante cambiamento di millennio .

-Negli anni il premio si è evoluto e alla musica si sono aggiunti altri riconoscimenti :pace,cultura ,genialità femminile ora anche maschile .Quale è stao l'imput per la giuria di questa espansione dei premi e se ne prevedono ulteriori in futuro ?

In un grande momento di effervescenza politica quale gli anni intorno al 2000 si è voluto arricchire il Premio con un Premio per la Pace attribuendolo a Simon Peres .Poi l'anno dopo abbiamo istituito quello alla cultura perchè non ci può essere pace senza cultura e non ci possono essere pace e cultura senza che gli animi siano ricchi di musica unico linguaggio universale .In quanto al futuro ...beh se ci sarà qualche nuova esigenza universale .....

-L'anno scorso nella sua decima edizione,il Premio ha affrontato un tema altissimo quale il dialogo fra le religioni monoteistiche sempre invocato ma sempre un po' sordo sopratutto fra dottrine cristiane ,e mi domando se il premio di quest'anno concentrato sui problemi della comprensione linguistica e sulle origini delle lingue ,ancorché europee, ne sia conseguenziale ....

-Si è perfettamente conseguenziale.E' la ricerca dell'identità nelle diversità .Il mio pensiero è che ognuno ha diritto di sopravvivere e che ognuno è espressione delle propria cultura ma è anche importante la cultura altrui e solo il confronto può arricchire reciprocamente Le identità si arrichiscono e arrichiscono solo nella reciproca comprensione in un confronto e non in un conflitto e le lingue e le religioni sono le massime espressioni di identità .

 

 

10 marzo 2007

Dario Fertilio ,giornalista del Corriere della sera delle pagini culturali ,saggista con numerose pubblicazioni di cui sopratutto voglio rammentare "Le notizie del diavolo" (ed. Spirali) un testo fondante per chi si interessa di giornalismo e che è stato, per me, occasione di conoscere e cementare un' ultra decennale e fertile amicizia con Dario e di partecipare alla fondazione dei Comitati per le Libertà ,ormai estesi in area internazionale ,di cui Dario è portavoce e Vladimir Bukovsky presidente. Sabato 17 marzo nella sede dell'Umanitaria di Milano i Comitati hanno promosso un Convegno sulla Cina; Z-yo

-Dario, tu che ne sarai anche il moderatore , mi vuoi dire perchè questo convegno ha per titolo la sola traduzione della parola libertà in cinese ?

Abbiamo scelto la parola Z-yo(pronuncia tsi-o)perchè quella che esprime meglio il vero problema della Cina d'oggi :la mancanza di una cultura delle libertà in grado di accompagnare le trasformazioni e aperture in corso in quel paese. L'idea di uno sviluppo economico fondato sulla negazione dei diritti umani è un aberrazione totalitaria,spesso tollerata dai cultori del pensiero "realista" occidentale .La denuncia riguarda anche il fatto che l'aggressività economica cinese verso l'occidente è "drogata"e basata in gran parte sul lavoro coatto nei laogai ,i campi di concentramento cinesi .Si tratta, probabilmente, di un piano studiato al tavolino dai dirigenti cinesi per infiltrarsi in Occidente .Del sistema dei laogai si parlerà moltissimo durante Z-yo.

-Del resto tutte le economie dei regimi comunisti si sono sempre basate sui campi di lavoro coatto (gulag o laogai) ne l'ideologia può portare a soluzioni diverse !Ma cosa si prefiggono i Comitati delle libertà con questo convegno?

-I Comitati sono un movimento internazionale che difende ovunque la libertà e promuove la democrazia.Il regime comunista cinese ,erede di un totalitarismo morente ma sempre pericoloso ,è il nuovo banco di prova per tutti coloro che sono disposti a battersi per il progresso, i diritti umani, un futuro migliore .

-E' possibile sperare nella formazione di un comitato in Cina?

-Un Comitato in Cina è la nostra ambizione,la nostra speranza .Se non formato da persone fisiche ,almeno come punto d'incontro ideale per tutti coloro che in Cina ,grazie a internet ,combattono la censura telematica di regime.

-Consiglio per chi volesse maggiori informazioni sull'iniziativa :www.libertates.com

 

6 agosto 2006

Silvio Berlusconi. Una strana circostanza estiva mi ha portato ad incontrare Silvio Berlusconi e ne è uscito quanto segue .

 

-Quando ha capito che sarebbe diventato un uomo di successo?

-Da quando ho cominciato a trovare giornalisti che mi facevano domande come questa.

-A proposito di successo, non voglio chiederle troppo, ma mi sveli almeno uno dei suoi segreti .

-Dare sempre l'impressione di avere grandi segreti .Questo fa la felicità dei cultori dell'italica dietrologia e conforta gli animi semplici.

-Quali sono stati gli ostacoli principali ?

-Uno solo :essere un convinto imprenditore in un paese che, pur essendo occidentale e capitalista, non è convinto di esserlo.

-C'è qualcuno, qualcosa, uomini o circostanze veramente determinanti nella sua vita?

-Ho incontrato delle persone davvero straordinarie nella mia vita .Avevano capito tutto di tutto .Le ho salutate con deferenza .Sono state davvero determinanti perchè ho fatto a meno di loro.

-Ci dica le qualità e i difetti che si riconosce.

-Qualità tutte, praticamente sono perfetto .Difetti? solo uno: mento spudoratamente se parlo delle mie qualità.

-Amici : tanti, pochi?

-Quelli giusti.

-Nemici personali,"ideologici"?

-Credo non mi amino tanto i "nati ricchi", i "distruttori di ricchezze", le "intelligenze da salotto", i "rivoluzionari di Porto Rotondo", i "sacerdotri dell'impiego statale" ecc..In genere coloro che non mi conoscono .

-Quale è il tipo d'uomo che detesta ?

-Quello che non le racconta giuste neanche a se stesso .

-Quante ore dorme ?

-Otto ore filate, un paio di volte l'anno

-Il più bel giorno della sua vita ?

-Domani

-Le rimane il tempo per un hobby completamente libero, cioè al di fuori dei suoi interessi? Quale?

-Il sonno, ma lo trascuro molto.

-Se dovesse ringraziare qualcuno per quello che ha ottenuto nella vita, a chi si rivolgerebbe?

-All'italiano che lavora, che produce ricchezza anzichè distruggerla .

- E' religioso?.E, se si, in che modo?

-Molto e a modo mio.

-Sogna spesso o -quanto meno - ricorda i suoi sogni ?Quali i più ricorrenti?

-Sogno spesso .Sogno un paese sereno e libero, sogno grandi spazi per le iniziative e le intelligenze degli italiani, sogno che ognuno possa avere lebertà di espressione senza balzelli o monopoli.Sogno molto, quasi sempre. Salvo quando dormo.

-Che cosa teme di più nella vita?

-Nella vita nulla.Fuori della vita praticamente tutto .

-Ha avuto occasioni perdute nella sua esistenza ?

-Sicuramente molte, ma per fortuna non ho mai avuto il tempo di accorgermene .

-Quale è il personaggio pubblico nei confronti del quale ha più stima ?

-Paperino.

-Quali consigli darebbe ad un giovane oggi?

-Di non avere mai bisogno di consigli

-La sua generazione non è tra le più esaltanti .Si considera un eccezione?

-Forse non è tra le più esaltanti, ma quelle che l'hanno seguita non l'hanno certo fatta sfigurare .Quanto all'eccezione, da cinque anni in su ho smesso di farmi questo tipo di domande.

-Se fosse povero vorrebbe ridiventare ricco

-L'unica cosa che posso perdere è il denaro .Quindi sarò sempre ricco.

-Vorrebbe un titolo nobiliare?

-Forse .Mi si dice che quello di re è ancora vacante .

-Quanto tempo impiega per individuare pregi e difetti di una persona?

-Massimo quarant'anni.

-E un buon affare?

-Per fortuna un po' meno.

-Qual è il persoaggio che l'ha messa più in soggezione?

-Silvio Berlusconi. Ho rari incontri con il mio "Io", ma quando succede, se non soggezione, provo un leggero imbarazzo .Fortuna che ci si incontra poco, abbiamo molto da fare tutti e due .

-Ci vogliono molti Berlusconi in Italia o ne basta uno?

-Personalemete a me ne basta uno .Sono fermamente monoteista .Voi pagani pensatela un po' come credete......

 

24 Marzo 2005

Maurizio Scaparro,come dire ? l'uomo più seduttivo che io abbia mai incontrato. Per quel poco tempo che riesci a passare con lui , in quell'attimo , tu sei il centro dell'universo , senti di essere qualcosa di speciale.Ti rendi conto che saprebbe sensibilizzare anche una pietra. Assolutamente affascinante !e cos'è lo spettacolo se non seduzione? la rappresentazione è Don Giovanni e Don Giovanni è rappresentazione. Per questo Maurizio è una delle personalità più significative della nostra show-colture .

-Maurizio forse non te lo ricordi ma devo avertelo già chiesto tanti anni fa ad Houston ,sei o non sei consapevole del tuo straordinario talento di seduttore?

-.... non ci penso . Non credo, anche se in molti me lo dicono .Forse dovresti chiederlo a Don Giovanni ..........Si , ne sono consapevole !

-Allora sei pronto a sedurre Firenze con l'ausilio delle Voci d'Europa un progetto che nelle prossime settimane coinvolgerà la città con teatro ,musica, letteratura, cinema etc in una composizione multimediale.....cosa è per te multimediale?

-Attenzione ai frammenti dell'universo .Mi piacciono le situazioni diverse ,stimolano la professionalità .Non è presunzione, l'uomo oggi nasce multimediale sente il fascino dei linguaggi diversi ,è consapevole ad es .che il cinema non è solo cinema ma teatro, rappresentazione d'arte ,che i diversi linguaggi si intrecciano si specchiano in un'unicità espressiva .Concluderò questi numerosi appuntamenti fiorentini ,che mi piace pensare creativi ,alla Pergola trasformata in un set cinematrografico per le riprese delle Mémoires di Carlo Goldoni e alla presenza del pubblico ,realizzando così quel connubio tra le arti a cui si ispira questo mio progetto: teatro, cinema, letteratura .

-C'è qualche cosa che vorresti eliminare ?

-Si due parole :EVENTO e NICCHIA hanno cancellato la cosa più importante culturalmente la CONSUETUDINE !

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Lelio Lagorio , "un uomo con qualità" parafrasando Musil , Sindaco di Firenze negli anni 60 , Presidente della Regione Toscana negli anni 70 , Ministro della Repubblica (Difesa e Sport Turismo Spettecolo ) negli anni 80, Europarlamentare negli anni 90 , negli ultimi anni , scrittore .

 

L'ultimo libro: L'ESPLOSIONE.Storia della disgregazione del PSI- Edizioni Polistampa, Alla prima presentazione del 12 luglio scorso al Consiglio della Regione Toscana alla presenza di un pubblico particolarmente numeroso ed attento alle parole degli storici Cosimo Ceccuti e Zeffiro Ciuffoletti, sono seguiti incontri di discussione come al Caffè della Versiliana con la presenza del Ministro Giovannardi e numerose sono le richieste da ogni parte d'Italia per i prossimi mesi .Un libro che ogni socialista e politico dovrebbe avere il coraggio di leggere e meditare .

17 Agosto 04

-Scivere sembra essere una costante della tua vita , oltre 20 i libri e innumerevoli gli articoli su giornali e riviste come testimoni di un talento e passione evidente . Perchè è prevalso in te l'uomo politico sullo scrittore?

-A scuola mi piaceva l'idea di fare il magistrato o il diplomatico. E' successo il contrario: ho fatto l'avvocato (che del giudice è il dirimpettaio) e mi sono messo in politica (dove la diplomazia non è l'arte più richiesta). Scribacchio da tempo ma soltanto per raccontare cose e pensieri che ho incontrato. Quanto alla politica poi, è una febbre terzana, se ti prende ti riprende anche perchè i traguardi (tuoi e dei tuoi) sono come gli orizzonti, non si arriva mai al confine.

-Analisi storica o memorialistica sono i tuoi temi preferiti .Mancanza di immaginazione o necessità di palesare o giustificare maggiormente la tua azione politica? Sopratutto pensando ai tuoi ultimi libri.

-L'immaginazione è una dote che ho sempre invidiato , un premio della natura. L'ho braccata in politica ,un po' ce ne vuole. Ma per scrivere, per essere uno scrittore vero ce ne vuole in dosi massicce. Ecco perchè mi è venuto più facile qualche scritto di ricordi o qualche pagina di piccole storie .Tu sospetti -vedo-che quel che scrivo sembra dettato dal desiderio di costruire una biografia. Chissà , non so , ma confesso che in politica, pur militando in un partito che in varie epoche ha portato sugli scudi i leader (ed era un partito cha propugnava l'eguaglianza), ho sempre scelto di essere un Pari.

-Le tue letture preferite? Il libro più amato?

- Alterno storia e letteratura . Ma per una forte emozione torno ancora , volentieri , a "La Allegria "di Ungaretti.

www.leliolagorio.it

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6 aprile 04

Donatella Colombini Cinelli è una donna straordinaria,premiatissima produttrice di vino nell'ultimo Vinitaly il suo Brunello è stato quotato da Wine Spectator al 94%! Oltre che a produrre magnifico vino e a condurre un agriturismo di altissimo livello è Assessore al Turismo Comune di Siena dove le sue capacità creative e d'impresa hanno dato una svolta di qualità alle proposte turistiche della città.

Ogni anno Siena si distingue per la qualità culturale e di tradizione dei programmi ma anche per alcune proposte innovative per il fortunato turista che la pone fra le sue mete .Quali sono quest' anno?

Innanzi tutto devo dire con soddisfazione che il trekking urbano ,da noi lanciato l'anno scorso è stato proposto quest'anno in molte altre città italiane e così lo abbiamo reso più appetitoso abbinandolo a itinerari enogastronomici. Per il turista trandy proponiamo la mostra di Federico Ioni il celebre falsario(anche di Botticelli) che con la sua autobiografia svelò la presenza di molti falsi nei musei di tutto il mondo . Siena è un centro internazionale di falsari ma oggi assolutamente palesi tanto che in un perfetto fondo oro si può trovare il particolare contemporaneo che ne testimonia la data di nascita. Per quanto riguarda l'alta tradizione artistica della città ,da agosto a settembre ,si potrà vedere il pavimento del Duomo istoriato, nella sua interezza di 1300 mq',con la raffigurazione di episodi biblici.E' un avvenimento perchè per conservazione rimane coperto per la maggior parte dell'anno.E per i palati culturali più raffinati abbiamo da luglio e settembre una serie di incontri alla Terrazza Piccolomini.

Siena è conosciuta anche per la sua qualità musicale grazie anche alla sua tradizione Chigiana.

Certo, ma non solo classica e jazz ,quest'anno abbiamo vinto il concorso per il miglior Festival Italiano di musica leggera con "la Città Aromatica"coniugando la musica e i luoghi più suggestivi della città.

E'stato difficile per te che sei sopratutto abituata a tempi d'impresa e non a quelli assai diversi della politica arrivare a questi ottimi risultati anche per quanto riguarda la comunicazione degli eventi?

Ho trovato un ottima sponda nell'Assessore alla Cultura che è una donna di grande preparazione e relazioni e anche nella collaborazione con il Monte dei Paschi che richiede precisi piani di comunicazione per l'elargizione dei contributi sui vari progetti e manifestazioni.

turismo@comune.siena.it

 

21 diembre 03

Luci ed ombre : 6 mesi di leadership italiana in Europa

Paolo Bartolozzi europarlamentare di Forza Italia /PPE.DE eletto con oltre 25.000 preferenze nel collegio Italia centrale ,Toscana,Umbria ,Lazio e Marche fa parte della Commissione Giuridica e Mercato Interno inoltre è parte della Delegazione per le relazioni con l'America Centrale e il Messico. I suoi più importanti incarichi precedenti come sindaco e consiglire regionale per la Toscana dove la battaglia più grossa è stata nel campo della sanità contro l'inefficenza della giunta di sinistra ,che ha pubblicato in un dossier.

Il semestre che si è chiuso in questi giorni ha visto il nostro Governo estremamente impegnato su uno scacchiere europeo particolarmente difficile : una nuova costituzione. L'allargamento ai paesi dell'est. Un' economia con il fiato grosso ,con un euro troppo forte (forse sopravalutato).Alcuni paesi con i conti pubblici ancora non in linea con i parametri fissati.E soprattto una divisione politica profonda,nell'ambito non solo dell'Alleanza Atlantica emersa con la guerra all'Iraq fra l'asse franco/tedesco e gli altri paesi ,ma anche in relazione alla nuova costituzione.Insomma un 'Europa che sembra in piena tempesta e crisi di identità!Quali sono stati secondo te i risultati raggiunti dal nostro Governo?

I risultati sono molti e importanti.Abbiamo contribuito a far nascere l'Europa a 25 paesi, un 'Europa che potrà includere molti paesi della ex cortina di ferro,che non hanno potuto vivere secondo i principi democratici per 50 anni essendo stati oppressi da regimi comunisti illiberali.Da un punto di vista istituzionale l 'Europa a 25 la stiamo costruendo,e l'opera del governo italiano in questi sei mesi è stata impotante per la realizzazzione della stabilità democratica .Da un punto di vista economico il periodo non è dei migliori .La congiuntura stà migliorando,ma è un problema internazionale.globale.

Il semestre è iniziato con una contestazione al nostro Presidente ed è finito con un plauso unanime , tranne naturalmente che per la nostra sinistra,a cosa si deve questa trasformazione?

Il Presidente e il Governo italiano hanno svolto un' azione diplomatica di grande livello.Hanno posto le premesse per creare,come detto, l'Europa del domani a 25.Il nostro Governo ha fatto un 'opera di mediazione di grande valore.

Nel 2004 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del P.E, quali saranno i punti inderogabili da sottoporre all'elettore europeo?

Il patto di stabilità,le misure per contribuire a rendere più sicura l'Europa,e l'apertura di un effettivo dialogo democratico con i paesi che entreranno. Questo credo che sarà l'impegno per i prossimi 5 anni .

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25 settembre 2003

Franco Zeffirelli : La mia piccola carissima creatura.

Così il Maestro definisce questa edizione di AIDA nata per il Teatro di Busseto in occasione del centenario della morte di Verdi nel 2001e in questi giorni alla Pergola di Firenze. Una AIDA che predilige il dramma umano dei tre protagonisti , serviti musicalmente da Verdi in egual misura come puntualizza il Maestro, alla grandiosità delle masse a cui il pubblico è abituato.La presenza a Firenze di Franco Zeffirelli per il riallestimeno è un occasione felice per porgli qualche domanda. Così nasce questa intervista che preferirei definire breve incontro,con pizzico di spleen per non aver avuto più tempo.Come sappiamo l'uomo è affascinante e non si smentisce in questa occasione complice anche il suggestivo camerino n.1 della Pergola , l'unico che dà direttamente sul palcoscenico . Il suo raccontare è fluente e rende la domanda quasi superflua , mi lascio trascinare .Certo è stata una scommessa realizzare una AIDA così innovativa destinata ad un pubblico giovane abitualmente lontano dall'opera , in realtà più per conformismo che per gusto musicale, ed infatti a Milano e Roma il successo pieno è venuto proprio dai giovani fans di concerti rock. Purtroppo,per il Maestro, se l'opera è lontana dal pubblico giovane è anche perchè è diventata ostaggio dell' istituzione. Così quest' AIDA di dimensione contenuta sia della scena che dell'orchestra (50 elementi) ,con un cast di talenti internazionali e giovanissimi ci riporta in realtà alle origini dell'opera lirica .Uno spettacolo commissionato all'artista per il pubblico. Questo è teatro ,e questa bella intuizione del Maestro voluta in omaggio al grandissimo Verdi ha raggiunto magistralmente l'obiettivo e sicuramente avrà una continuità

E'così Maestro?

Si è vero stò pensando all'Otello.

Mi ricorda poi che con lo stesso concetto ha realizzato anche La traviata,anche se con maggiori difficoltà. Il pubblico fiorentino ha aderito entusiasta alla proposta ,i biglietti sono ormai quasi esauriti per tutte le 7 repliche previste. Questo non ha impedito stravaganti polemiche fiorentine sull'aver prediletto il Teatro della Pergola per queste rappresentazioni. Polemiche che il Maestro non vuole raccogliere ,è troppo di buon umore e sapiente della sua città che ama profondamente per le sue cose migliori. La musica rimane però centrale nel conversare del Maestro - Quando la musica è bella la può cantare Mina come Caruso o Berlusconi - azzarda sorridendo

Ma ce l'ha la voce? quando è venuto da lei quest'estate ,ha cantato?

Si. Ma per questo l'ho conosciuto che cantava .A Milano negli anni sessanta in una cantina dove c'era questo gruppetto di amici che cantava un certo tipo melodico e c'era questo ragazzino simpatico, un po' puttaniere ,pieno di ragazze che cantava e litigava con i suoi amici che erano quelli di sempre ,Fedele Confalonieri e Marcello dell'Utri .Torniamo alla musica e Firenze

Ha progetti per Firenze .

Si un film sui grandi ,Leonardo ,Michelangelo ,Macchiavelli .Voglio ricostruire il clima di quel momento a cavallo fra 4 e 500 raccontando la storia alla Dumas, storia vera ma rinterpretata nel quotidiano dei personaggi. I migliori film li ho girati in questi ultimi anni da quando mi perseguita una fastidiosa labirintite .

Alcune scene del set sono previste alla Pergola.

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2 Settembre 2003

Valerio Riva giornalista ,scrittore e saggista è suo il poderoso "Oro da Mosca " edito da Mondadori ,consulente nella Commissione Mitrokhin e da due anni consigliere nel CdA della Biennale di Venezia . Nel Consiglio è controccorrente ed instancabile nel polemizzare sulle scelte ,che non condivide,della Biennale e della Mostra del Cinema.

Si sa della tua posizione polemica nei confronti del Festival ma tralasciandola un attimo mi puoi dire qual'è secondo te ,il pregio maggiore di questa 60° edizione?

E' sopratutto quella di essere una Mostra del cinema normale . Ci sono film(molti,più del solito)ci sono gli autori ,le star, le feste, i pranzi sulla spiaggia, un certo snobismo. Come è sempre stato nelle biennali normali, molti sono i film se non brutti ,poco belli ;e pochi film belli ,se non poco brutti:ci sono molti spettatori e curiosi, e questo deriva dal fatto che(per mancanza di soldi o paura del terrorismo)molti italiani sono rimasti in patria, e non sapendo cosa fare si sono riversati nei musei, nei festival, e dunque anche nella Mostra del cinema. Ma tornare ad essere" normale" per una Mostra del Cinema di Venezia, non è un pregio da poco dopo tante mostre che volevano essere "anormali",per una ragione o per l'altra.Per questo ho proposto in CdA di rinnovare l'incarico a De Hadeln fino al 2006.E su questo, c'è ,o almeno pare una certa unanimità.

Qual'è,secondo te ,la funzione di un Festival come Venezia rispetto all'industria e alla cultura cinematografica oggi?

Non molta.Ci sono in questo momento una trentina o più di Festival cinematografici in giro per il mondo. Alcuni tra essi hanno, sia dell'industria che della cultura cinematografica, molta più influenza che non Venezia. Cannes è sicuramente più importante di Venezia sia come mercato che come esposizione . In America ,Toronto sta diventando sempre più importante come porta sul mercato americano. Negli Stati Uniti sia l'Oscar che il Golden Globe contano enormemente ;fino a a poco fa negli USA come vetrina del mercato cinematografico indipendente contava Sundance ora queasi più niente. In questo campo conta sempre di più New York. In Asia era diventato importante Hong Kong :ma adesso altri festival stanno sostituendolo.Venezia conta poco sul piano industriale ,perchè non è mai riuscita (e non riuscirà mai)a diventare una mostra mercato . In Italia c'è già il Mifed di Milano che non è sostituibile e non può essere trasportato a Venezia(così come Venezia non può essere traslocata a Milano o a Roma). Quest'anno però si dice che Venezia conti molto perchè è la più significativa esposizione del nuovissimo fenomeno della rinascita del cinema italiano. Ma su questa rinascita io ho i miei dubbi . Si tratta se mai di una falsa partenza. Quanto alla "cultura cinematografica" secondo me non esiste più. Aveva un certo senso all'epoca dei cineclub cioè prima della TV. Ora la televisione l'ha uccisa.

Valerio tu ritieni che nella scelta delle pellicole della Mostra ,è sempre determinante l'influenza della cultura di sinistra?

Disgraziatamente si. Ma non può durare .Quest'anno comunque lo è ancora molto.Tranne quello di Winspread ,tutti gli altri film italiani in concorso e non, oggi portano l'imprinting della sinistra. Personalmente io ho ingaggiato una dura battaglia contro il film di Paolo Benvenuti su Portella della Ginestra - un maldestro tentativo di riscrivere la storia d'Italia secondo la tesi del "doppio Stato" -e spero di avere avuto successo, sopratutto perchè sono partito con anticipo e ho preso di contropiede i galoppini di Benvenuti. Ma poi ci sono i pessimi filmdi Bellocchio e Bartolucci. Però la fredda accoglienza del pubblico e della critica ha dimostrato che il prodotto cinematografico di sinistra oggi si vende male o perlomeno con più fatica.Tu mi potresti chiedere: perchè allora non c'è un cinema di destra? Le ragioni sono varie. Ma la prevalente è il mercato :quando a destra ci si sarà resi conto che il mercato non è più molto disposto ad accettare quel che gli offre la sinistra, forse qualche regista deciderà di cambiare registro, o nascerà qualche regista di destra. Di argomenti e temi(anche politici) per fare del buon cinema di destra ce ne sono tantissimi,e non necessariamente legati alle nostalgie post-fasciste. Ecco perchè parlo di" falsa partenza". Se la rinascita del cinema italiano dovesse essere legata al clima rappresentato dai film italiani di quest'anno a Venezia, sarebbe un bel disastro.

Il Leone d'oro alla carriera ,attribuito ad Omar Sharif può essere anche interpretato come un invito alla pace fra mondo arabo e occidente ?

In un certo senso. Ma.... l'Oscar alla carriera è attribuito non dal direttore della Mostra ,ma dal CdA della Biennale. In seno al CdA c'è stata un po' di maretta perchè all'inizio qualcuno voleva attribuirlo a un personaggio di cinema molto legato alla sinistra. Io mi sono opposto. Allora De Halden ha proposto Omar Sharif perchè arabo e musulmano. Io l'ho accettato ma in ricordo del Dottor Zivago, cioè della dissidenza russa anticomunista. Però poi Sharif è venuto a Venezia ,e ha sbaragliato tutti ,raccontando che sua madre, fervente cattolica, in questi giorni dall'alto dei cieli ha chiesto al suo santo preferito, Sant'Antonio da Padova, di intercedere presso S.Marco per far attribuire il Leone d'oro a suo figlio Omar. Credo che quest'ultima sia anche la risposta più giusta alla tua domanda.